La Commissione europea e il governo della Nuova Caledonia hanno firmato un protocollo d’intesa che istituisce un partenariato strategico sulle catene del valore delle materie prime sostenibili. L’intesa è stata siglata a Nouméa dal vicepresidente esecutivo per la Prosperità e la Strategia industriale, Stéphane Séjourné, dal presidente del governo della Nuova Caledonia, Milakulo Tukumuli, e dal membro del governo responsabile di Energia e Miniere, Alcide Ponga.

“Questo accordo apre un nuovo capitolo nelle relazioni tra l’Unione europea e la Nuova Caledonia. L’Europa ha bisogno di partner affidabili per diversificare le proprie catene di approvvigionamento di materie prime critiche, e la Nuova Caledonia ha le risorse, la competenza industriale e il know-how per svolgere un ruolo strategico in questo sforzo. La nostra ambizione è chiara: fare della Nuova Caledonia un fornitore privilegiato per l’industria europea e dell’Europa un partner di riferimento per investimenti, finanziamenti e nuove opportunità industriali sul territorio. Non si tratta soltanto di assicurare forniture di nichel all’Europa, ma di creare valore, sostenere l’occupazione e costruire un futuro industriale condiviso”, ha dichiarato Séjourné.

Il protocollo definisce il quadro politico entro cui le due parti collaboreranno sulle catene del valore delle materie prime. La Nuova Caledonia è uno dei principali produttori mondiali di nichel, con il 3,1% della produzione globale nel 2024. L’accordo valorizza l’ampio potenziale minerario del territorio e il suo status privilegiato di Paese e territorio d’oltremare (Ptom).

Il protocollo individua cinque aree di collaborazione: integrazione economica e industriale delle catene del valore delle materie prime critiche e di altre materie prime, per cui le parti svilupperanno progetti di interesse comune, faciliteranno l’accesso ai finanziamenti per attrarre nuovi investimenti, in linea con la strategia Global Gateway e l’approccio Team Europe, e mobiliteranno gli strumenti dell’UE, degli Stati membri e delle istituzioni finanziarie, oltre a favorire gli investimenti privati; settore minerario come leva di crescita sostenibile e inclusiva, capace di generare valore a livello locale e nazionale. Ciò comprende lo sfruttamento sostenibile delle risorse, con la chiusura e il ripristino dei siti estrattivi, e l’applicazione di rigorosi standard ambientali, sociali e di governance (Esg), in linea con la normativa, gli accordi, le linee guida e le migliori pratiche dell’UE; infrastrutture necessarie allo sviluppo delle catene del valore, tenendo conto delle specifiche esigenze della Nuova Caledonia nei trasporti e nell’energia; competenze, da rafforzare lungo tutta la filiera anche attraverso la cooperazione tra istruzione, formazione professionale, ricerca e industria; ricerca e innovazione su prospezione, esplorazione, estrazione, trattamento, tecnologie di riciclaggio, raffinazione, sostituzione e circolarità delle materie prime, oltre che su approcci innovativi per la chiusura e il ripristino dei siti minerari.

Il partenariato, si legge nella nota della Commissione, porta benefici a entrambe le parti: garantisce che le risorse della Nuova Caledonia sostengano uno sviluppo socioeconomico sostenibile, equo e inclusivo, nel rispetto dei più alti standard ambientali e di governance, in linea con la strategia Global Gateway. Questa è la strategia europea per promuovere collegamenti intelligenti, puliti e sicuri nei settori digitale, energetico e dei trasporti e per rafforzare i sistemi sanitari, educativi e di ricerca nel mondo; incarna l’approccio Team Europe, che riunisce UE, Stati membri e istituzioni finanziarie europee per lo sviluppo.

“Le risorse minerarie della Nuova Caledonia offrono reali opportunità per promuovere lo sviluppo economico e creare valore duraturo per la sua popolazione. Con una cooperazione più stretta possiamo rafforzare le industrie locali, incoraggiare gli investimenti e favorire l’innovazione, garantendo che la crescita vada di pari passo con elevati standard ambientali e sociali. Questo partenariato è anche l’occasione per costruire legami più solidi tra le nostre industrie e rendere le nostre catene di approvvigionamento più resilienti e diversificate. Attraverso Global Gateway vogliamo costruire una partnership che sostenga la prosperità a lungo termine della Nuova Caledonia e crei opportunità condivise per il futuro”, ha aggiunto il commissario per i Partenariati internazionali, Jozef Síkela.

L’intesa contribuisce inoltre alla resilienza e alla diversificazione delle catene di approvvigionamento europee di materie prime, in linea con il Critical Raw Materials Act e con il piano d’azione RESourceEU. Si tratta del diciassettesimo partenariato strategico sulle materie prime siglato dall’UE dal 2021, quando furono firmati quelli con Canada e Ucraina. Seguirono Kazakistan e Namibia nel 2022; Argentina, Cile, Repubblica democratica del Congo, Zambia e Groenlandia nel 2023; Ruanda, Norvegia, Uzbekistan, Australia e Serbia nel 2024; il Sudafrica nel 2025 e gli Stati Uniti nel 2026.

Dopo la firma, UE e Nuova Caledonia elaboreranno congiuntamente una tabella di marcia, consultandosi con tutti gli Stati membri, la Banca europea per gli investimenti, l’industria e i partner. Il documento definirà le azioni concrete per attuare il partenariato.

[Articolo a cura di Giacomo Cellupica]

, , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *