Un drone russo è effettivamente entrato nello spazio aereo della Moldova l’8 settembre, provocando una temporanea sospensione dei voli a Chișinău. Questo è confermato. Non è invece confermato che l’aereo che trasportava Volodymyr Zelensky sia stato “quasi colpito”.

Il portavoce del governo moldavo Dumitru Ciorici ha fornito un chiarimento dopo le dichiarazioni del primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, secondo cui il presidente ucraino era arrivato tardi al loro incontro perché quasi colpito da un drone al suo decollo dalla Moldova. Lo spazio aereo sopra la Moldova centrale è stato effettivamente chiuso poco dopo le 16:30 ora locale dell’8 settembre perché un drone russo era entrato provenendo dall’Ucraina.

La misura è stata adottata per proteggere gli aerei che si trovavano nello spazio aereo moldavo o che stavano per entrarvi. Tre voli in partenza, tra cui quello di Zelensky, e quattro in arrivo hanno subito ritardi.

Dopo le 17:20, le autorità hanno confermato che il drone era precipitato ed era esploso nei pressi di Mihăilenii Vechi, nel distretto di Rîșcani, a circa 160 chilometri a nord dell’aeroporto. Le restrizioni sono state quindi revocate. Ciorici non ha affermato che il drone si fosse avvicinato all’aereo del presidente né che quest’ultimo fosse stato preso di mira.

Olga Roșca, consigliera per la politica estera della presidente moldava Maia Sandu, ha fornito una ricostruzione analoga: i voli, compreso quello di Zelensky, sono stati autorizzati a partire soltanto dopo che era stato confermato che il drone era precipitato.

Il New York Times, riportando la stessa versione, ha osservato che l’affermazione di Støre secondo cui l’aereo sarebbe stato “quasi colpito” non poteva essere verificata indipendentemente e che la Moldova non aveva descritto una minaccia diretta nei confronti del presidente ucraino. Una portavoce dell’ufficio di Støre ha successivamente dichiarato alla NRK che non era noto quanto vicino al velivolo fosse arrivato il drone.

Cosa si può dire con certezza

Un drone russo a propulsione a reazione – descritto dalla polizia moldava come compatibile con un sistema del tipo Geran/Shahed – ha violato lo spazio aereo della Moldova, ha attraversato brevemente quello della Romania, è rientrato in Moldova e si è schiantato lontano da Chișinău.

Gli aerei della NATO presenti in Romania hanno monitorato una parte della sua traiettoria. Si è quindi trattato di una reale violazione dello spazio aereo e di un motivo legittimo per sospendere il traffico aereo. Ma questo non equivale a un quasi incidente con l’aereo di un capo di Stato durante il decollo.

Alcuni funzionari si sono spinti oltre, in conversazioni private o in interviste. L’ambasciatore della Moldova negli Stati Uniti, Vladislav Kulminski, ha dichiarato alla CNN che la coincidenza temporale rendeva difficile credere a un incidente, mentre l’aereo di Zelensky si trovava in aeroporto, aggiungendo però che un’indagine era ancora in corso. Si tratta di un’interpretazione, non di un dato contenuto nel resoconto operativo diffuso dalle autorità di Chișinău.

Perché questa correzione è importante

La frase di Støre ha avuto ampia diffusione perché era incisiva e si inseriva in un quadro già noto di droni russi che sconfinano in Moldova e Romania. In primo piano è finito l’aereo “quasi colpito”, anziché la chiusura precauzionale dello spazio aereo e la distanza di 160 chilometri dal luogo dell’incidente

L’incursione del drone è avvenuta. Il ritardo è avvenuto. Ma non è stata dimostrata alcuna quasi-collisione con l’aereo di Zelensky, e – malgrado la coincidenza – non si è trattato di un tentativo russo di uccidere Zelensky.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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