La Commissione europea e quindici partner internazionali hanno lanciato a Bruxelles la Team Gaza Initiative, una piattaforma che riunisce 883,6 milioni di euro destinati a progetti di ripresa precoce nella Striscia, dal ripristino dei servizi idrici ed energetici alla sanità e alla gestione delle macerie. A margine della seconda riunione del Gruppo dei donatori per la Palestina sono stati inoltre firmati nuovi contributi per 41,7 milioni di euro attraverso il meccanismo PEGASE, mentre Bruxelles ha ribadito il proprio sostegno alle riforme dell’Autorità Palestinese e alla soluzione dei due Stati.

“L’UE è il partner più affidabile e credibile per il popolo palestinese. Siamo il principale donatore e il più convinto sostenitore della soluzione a due Stati” ha affermato  in una nota l’Alta rappresentante per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas. “La popolazione di Gaza ha bisogno di un sostegno finanziario costante per soddisfare i bisogni primari, riprendersi e ricostruire le proprie vite” ha aggiunto Kallas.

La riunione, co-presieduta dalla Commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica e dal primo ministro dell’Autorità Palestinese (ANP) Mohammad Mustafa, è stata conovcata oggi, 13 luglio 2026 e vede Sessantacinque delegazioni riunite a Bruxelles per il lancio di una nuova Iniziativa per la rapida ripresa a Gaza e per discutere l’Agenda di riforme dell’Autorità Palestinese.

Secondo quanto riporta la Commissione Europea, l’incontro ha portato a due risultati chiave: un aumento degli impegni finanziari attraverso il meccanismo PEGASE e il lancio dell’iniziativa Team Gaza. Tra i partecipanti figurano ministri e alti funzionari degli Stati membri dell’UE e dei paesi partner, nonché rappresentanti di organizzazioni internazionali e regionali e istituzioni finanziarie. All’incontro partecipano per la prima volta l’Alto rappresentante del Consiglio di pace, Nikolay Mladenov, e il capo del Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, Ali Shaath.

L’Autorità palestinese ha presentato i progressi compiuti nell’attuazione del suo programma di riforme, comprese le riforme specifiche previste dalla matrice di riforme concordata con l’UE. Ciò include significativi miglioramenti nei settori fiscale e della spesa pubblica, riforme nella pubblica amministrazione e misure per migliorare il contesto imprenditoriale, la digitalizzazione dei servizi pubblici e importanti ammodernamenti della rete di gestione idrica ed elettrica. Inoltre, l’Autorità Palestinese presenta ulteriori misure adottate per riformare il proprio sistema di protezione sociale e modernizzare il sistema educativo.

L’UE è da tempo un partner del popolo palestinese e sostiene la soluzione dei due Stati, in cui israeliani e palestinesi vivano fianco a fianco in sicurezza e pace.

Nel novembre 2025, l’UE ha istituito il Gruppo dei donatori per la Palestina, una piattaforma chiave in cui la comunità internazionale può trasformare il proprio impegno verso il popolo palestinese in un’azione coordinata e in risultati concreti. Gli obiettivi principali sono sostenere un’Autorità Palestinese efficiente, riformata e stabile e coordinare gli sforzi internazionali per la ripresa tempestiva a Gaza.

L’iniziativa Team Gaza

In linea con il Piano di Pace per Gaza e la Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, durante la riunione è stato concordato un impegno internazionale coordinato per fornire maggiore sostegno finanziario alle prime fasi della ripresa a Gaza. Si tratta di un impegno complementare ad altri sforzi internazionali in questo ambito.

La commissaria Šuica ha lanciato ufficialmente l’iniziativa Team Gaza (TGI), con uno stanziamento iniziale di 883,6 milioni di euro a sostegno dell’attuazione di progetti di ripresa precoce, sia in corso che pianificati, a favore della popolazione di Gaza.

I governi di Spagna, Danimarca, Regno Unito, Germania, Norvegia, Finlandia, Italia, Paesi Bassi, Francia, Giappone, Svizzera, Svezia e Belgio, insieme alla Commissione europea, alla Banca europea per gli investimenti e alla Banca mondiale, hanno partecipato all’iniziativa. Mentre altri Paesi, tra cui Australia e Canada, hanno espresso interesse e si prevede che aderiranno.

In base alla Valutazione rapida dei danni e dei bisogni per Gaza, i partecipanti all’iniziativa Team Gaza si sono detti pronti ad avviare rapidamente progetti coordinati (o, nel caso della Banca Mondiale, a riavviare le sue attività interrotte) a Gaza nei settori dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari, della gestione dei detriti e dei rifiuti solidi, della sanità, dell’energia, dell’agricoltura e dei sistemi alimentari.

La valutazione rapida dei danni e dei bisogni per Gaza è stata pubblicata ad aprile 2026 dall’Unione Europea, dalle Nazioni Unite e dalla Banca Mondiale. Secondo la valutazione (a seguito di 24 mesi di conflitto), le necessità di ripresa e ricostruzione a Gaza sono stimate in 71,4 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni, di cui 26,3 miliardi di dollari necessari nei primi diciotto mesi per ripristinare i servizi essenziali, ricostruire le infrastrutture critiche e sostenere la ripresa economica. I danni alle infrastrutture fisiche sono stimati in 35,2 miliardi di dollari, con perdite economiche e sociali pari a 22,7 miliardi di dollari. Il rapporto evidenzia l’impatto catastrofico sullo sviluppo umano in tutta Gaza, che si stima abbia subito una regressione di 77 anni. Circa 1,9 milioni di persone sono state sfollate, spesso più volte, e oltre il 60% della popolazione ha perso la propria casa. Il rapporto rileva inoltre che le donne, i bambini, le persone con disabilità e coloro che presentano vulnerabilità preesistenti sopportano il peso maggiore.

Durante la sua recente missione in Israele e Palestina, Šuica ha raggiunto un accordo con le autorità israeliane sui prossimi passi per l’attuazione di due importanti progetti nei settori della gestione dei rifiuti e delle risorse idriche a Gaza. L’incontro odierno ha incluso un primo scambio di informazioni e un primo allineamento su questi progetti

“Attraverso l’iniziativa Team Gaza, lanceremo progetti concreti che ripristineranno i servizi essenziali e miglioreranno la vita quotidiana delle persone. Il nostro obiettivo è chiaro: contribuire a costruire speranza, resilienza e un futuro migliore per il popolo palestinese” ha affermato Šuica.

In cosa consiste il meccanismo PEGASE

Per convogliare i fondi all’Autorità Palestinese in modo sicuro e trasparente, la Commissione si avvale del PEGASE (Mécanisme Palestino-Européen de Gestion et d’Aide Socio-Économique), un meccanismo creato dall’UE nel 2008 con elevati standard di controllo applicati tramite audit ex ante e verifica ex post. I donatori che aderiscono al programma PEGASE contribuiscono a una considerevole riduzione dei costi di transazione per il sostegno finanziario all’Autorità Palestinese. Ciò consente inoltre una maggiore titolarità, trasparenza ed efficacia dei contributi internazionali all’Autorità Palestinese.

Dalla sua creazione, PEGASE ha erogato aiuti al popolo palestinese per un totale di 3,8 miliardi di euro.

Nel corso di un evento a margine della riunione del Gruppo dei donatori per la Palestina, l’UE, insieme a Spagna, Danimarca, Cipro, Irlanda, Grecia, Portogallo, Italia, Paesi Bassi, Francia, Svizzera e Belgio, ha firmato nuovi accordi di contributo per un totale di 41,7 milioni di euro, a titolo di ulteriore sostegno finanziario da parte degli Stati membri, convogliato attraverso il PEGASE, che si aggiunge al sostegno già erogato dalla prima riunione del PDG. Tale importo si somma ai 310 milioni di euro che la Commissione europea si è impegnata a versare tramite il PEGASE per il biennio 2026-2027.

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