L’Unione europea rafforza la propria capacità di risposta alle minacce nello spazio, in un contesto segnato dall’aumento di comportamenti ostili, interferenze e attacchi contro infrastrutture satellitari e sistemi strategici. Il Consiglio dell’UE ha adottato lunedì 28 settembre una decisione che potenzia la Space Threat Response Architecture (STRA), il meccanismo europeo creato per coordinare la risposta a minacce in grado di compromettere la sicurezza dell’Unione, degli Stati membri e dei cittadini europei.

La novità principale è l’ampliamento del raggio d’azione della STRA. Il meccanismo non sarà più limitato alle minacce contro il Programma spaziale dell’UE o il programma europeo per la connettività sicura, ma potrà essere utilizzato anche quando siano minacciati uno o più Stati membri, compresi il loro territorio, i sistemi spaziali e i servizi che da questi dipendono.

Il nuovo quadro introduce inoltre disposizioni operative che consentiranno all’UE di monitorare una minaccia, lanciare un allarme e reagire rapidamente mobilitando in maniera coordinata gli strumenti disponibili nell’ambito della Politica estera e di sicurezza comune.

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In caso di urgenza, l’Alta rappresentante per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Kaja Kallas, potrà adottare una risposta europea provvisoria senza attendere preventivamente una decisione definitiva del Consiglio. Spetterà poi agli Stati membri confermare, modificare o revocare la misura nel più breve tempo possibile e comunque entro quattro settimane.

La decisione istituisce inoltre una vera e propria “space security toolbox”, una cassetta degli attrezzi dedicata alla sicurezza spaziale. Tra le opzioni previste figura anche la possibilità per l’Alta rappresentante di proporre misure restrittive mirate contro individui o entità responsabili di attività ostili. Il nuovo dispositivo sarà inoltre sottoposto ogni anno a un’esercitazione, con l’obiettivo di verificare sul piano operativo la capacità europea di reagire rapidamente a una crisi.

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Il rafforzamento della STRA risponde alla crescente importanza dello spazio per l’economia e la sicurezza europea. I sistemi satellitari sono ormai essenziali per comunicazioni, navigazione, posizionamento, osservazione della Terra, meteorologia, intelligence, allerta precoce e, in ambito militare, anche per il rilevamento e l’intercettazione dei missili balistici.

Secondo il Consiglio, i sistemi spaziali sostengono attività economiche equivalenti a oltre 1.500 miliardi di euro del Pil dell’UE. L’Unione dispone inoltre di circa 30 satelliti propri che forniscono servizi fondamentali, a partire da Galileo per la navigazione e Copernicus per l’osservazione della Terra. Già nel 2022 erano stati segnalati a livello mondiale oltre 150 episodi di interferenza con sistemi satellitari, dal jamming dei segnali ai tentativi di attacco informatico.

Le minacce possono assumere forme molto diverse: attacchi cyber alle infrastrutture terrestri, interferenze o falsificazione dei segnali satellitari, strumenti di guerra elettronica, laser in grado di disturbare i sensori, fino ai sistemi anti-satellite capaci di danneggiare o distruggere fisicamente un veicolo in orbita. Nella strategia europea del 2023, Bruxelles aveva già richiamato, tra gli episodi più rilevanti, il test russo di un missile anti-satellite del 2021 e l’attacco informatico contro la rete satellitare Viasat nel 2022.

La Space Threat Response Architecture è uno degli strumenti previsti dalla prima Strategia spaziale dell’UE per la sicurezza e la difesa, presentata dalla Commissione e dall’Alto rappresentante nel marzo 2023 e successivamente approvata politicamente dal Consiglio. La strategia punta a migliorare la conoscenza delle minacce nello spazio, rafforzare la resilienza delle infrastrutture europee, sviluppare una risposta comune agli attacchi e integrare maggiormente le capacità satellitari nelle politiche di sicurezza e difesa.

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