L’euro è sceso lunedì 5 ottobre ai livelli più bassi contro il dollaro da maggio 2025, con i mercati preoccupati per le traiettorie politiche e fiscali di due delle maggiori economie dell’area. La moneta unica ha toccato 1,1161 dollari durante gli scambi in Asia, dopo quattro settimane consecutive di ribassi, per poi recuperare leggermente intorno a 1,12 all’apertura europea.

La CNBC sottolinea che entrambe le economie affrontano inflazione, tassi e costi di finanziamento più alti, ma che gli investitori sono sempre più preoccupati da vulnerabilità specifiche dell’Europa: crescita debole, un mercato obbligazionario frammentato e l’incertezza politica a Madrid e Parigi.

Il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato lunedì lo scioglimento delle Cortes e la convocazione di elezioni generali anticipate per il 29 novembre, secondo quanto riportato da media spagnoli. La decisione arriva tre giorni dopo che il Congresso aveva respinto, con i voti contrari di Pp, Vox e Junts, due decreti legge del governo su affitti, sfratti e alloggi a prezzi accessibili.

I provvedimenti erano stati approvati il 29 settembre dopo le mobilitazioni seguite allo sfratto di una donna di 87 anni a Madrid. Secondo fonti dell’esecutivo citate da RTVE, il governo intende approvare nuovamente i decreti in Consiglio dei ministri martedì: una volta sciolte le Cortes, dovranno essere sottoposti alla Diputación Permanente, dove la sinistra insieme al Pnv ha la maggioranza senza bisogno di Junts. Perché il voto si tenga il 29 novembre, il decreto di scioglimento dovrà essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale martedì 6 ottobre.

I mercati hanno reagito con relativa calma sul fronte spagnolo: il rendimento del decennale è rimasto stabile tra il 4,07% e il 4,09%, con un differenziale sul Bund tedesco di circa 65 punti base, meno della metà di quello francese. L’Ibex 35 ha ceduto terreno dopo l’annuncio ma viene scambiato in rialzo dello 0,4%.

Spagna al voto il 29 novembre, Sánchez scioglie le Cortes dopo lo strappo di Junts sulla casa

Il nodo francese

Il problema più serio per i mercati resta Parigi. Il differenziale tra i titoli decennali francesi e tedeschi è di circa 146 punti base, dopo il maggiore aumento settimanale in 17 anni, secondo dati LSEG riportati da Euronews. Il rendimento del decennale francese è salito al 4,917% nelle prime contrattazioni di lunedì, vicino al massimo da 24 anni toccato la settimana scorsa. Il ministro delle Finanze, Roland Lescure, ha assicurato che la Francia resta un debitore solido, presentando un bilancio 2027 che punta a ridurre il deficit dal 5,4% al 5% del Pil, in vista delle presidenziali della prossima primavera. Gli operatori, tuttavia, temono difficoltà nel far approvare la manovra in Parlamento e l’eventualità di dimissioni del primo ministro. Il CAC 40 ha perso più dell’1%.

Il rischio, avvertono gli analisti, è il contagio. Secondo Euronews, la vendita dei titoli della scorsa settimana ha colpito anche i bond italiani, belgi e greci, mentre il debito tedesco ha beneficiato di acquisti da bene rifugio: il premio dell’Italia sui Bund si è avvicinato a 110 punti base giovedì. Gli analisti della banca belga Kbc hanno scritto lunedì che da allora c’è stato “un chiaro contagio verso Paesi come Belgio o Italia”. Gli analisti della banca olandese Ing hanno avvertito venerdì che il mercato potrebbe “aggiungere facilmente un altro 2% di premio al rischio sull’euro” se la vendita di titoli di Stato dovesse estendersi.

La BCE in una posizione scomoda

Il quadro mette la Banca centrale europea in difficoltà. L’istituto ha alzato i tassi due volte da giugno per contenere un’inflazione arrivata al 3,8% a settembre, ma gli operatori hanno ridotto le scommesse su ulteriori rialzi. Lo strumento di protezione della trasmissione monetaria (Tpi), il meccanismo di acquisto di titoli creato nel 2022, non è mai stato utilizzato. Joachim Nagel, presidente della Bundesbank e possibile candidato alla successione alla presidenza della Bce, ha detto giovedì che l’attenzione della banca centrale è sulla stabilità dei prezzi, non su “certi livelli di spread”. Interpellata sulla Francia, la presidente Christine Lagarde ha dichiarato a La Croix che “quando il debito è vicino al 120% del Pil e non è sulla strada per essere messo sotto controllo, è una questione seria”, aggiungendo però che “non è il 2008 né il 2011”.

Sul fronte valutario, secondo Hedgeweek che riprende dati Dtcc citati da Bloomberg, gli hedge fund stanno aumentando le scommesse al ribasso sull’euro tramite opzioni, con operazioni di grandi dimensioni contro l’euro più che doppie rispetto a quelle a favore nei due giorni fino al 1° ottobre. Il dollar index ha raggiunto circa 102,5, il massimo da quasi 18 mesi.

La BCE alza i tassi di 25 punti base. Lagarde: lo shock energetico può intensificarsi

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