Il Regno Unito ha lanciato un’iniziativa congiunta con altri nove Paesi europei per creare una forza navale a difesa del Mare del Nord come “complemento alla NATO” per garantire la sicurezza contro la minaccia russa.

Dall’inizio della guerra fra Russia e Ucraina le operazioni di sabotaggio ai cavi sottomarini nel Mare del Nord da parte dell’impero zarista sono aumentati drasticamente, facendo accendere un segnale d’allarme per i Paesi che vi si affacciano, fra cui il Regno Unito.

Nel suo discorso di ieri al prestigioso think thank britannico Royal United Services Institute, Gwyn Jenkins, comandante della Royal Navy – la marina militare del Regno Unito -, ha sottolineato l’impegno di lunga data del Paese nel garantire la sicurezza dell’intera regione, contro quella che rimane “la minaccia più grave alla nostra sicurezza”, ossia la Russia. Nei piani della corona lo sforzo non può essere sostenuto da un solo Stato, da qui la volontà di coinvolgere anche i vicini e partener della Joint Expeditionary Force (Jef) nell’azione congiunta delle “Marine del Nord” di Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia, Estonia, Lettonia e Lituania.

Questa nuova forza multinazionale si inserisce non solo a completamento della NATO nella difesa delle acque del Nord dagli attacchi ibridi della flotta ombra russa, ma anche a supporto del Regno Unito che presidia con la sua marina ibrida i fondali.

Al timone dell’iniziativa ci sarà il Regno Unito, ha detto il Generale Jenkins, e le azioni andranno a completare i tre programmi che il Paese sta sviluppando nella regione: l’Atlantic Bastion per realizzare una rete difensiva subacquea di sensori con lo scopo di rilevare attività ostili, l’Atlantic Shield per proteggere dai droni e minacce balistiche, e l’Atlantic Strike per creare gruppi d’attacco portaerei ibridi e  potenziare gli strumenti di attacco di precisione a lungo raggio.

“Vediamo la nostra Marina Ibrida come parte di qualcosa di molto più grande”.

Con questa azione il Regno Unito si incorona a garante della sicurezza del Mare del Nord, rispondendo alle richieste degli Stati Uniti di maggiore impegno e coordinamento militare all’interno del quadro della NATO.

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