Lo scontro commerciale tra Canada e Stati Uniti sta mettendo in evidenza un elemento nuovo nella politica estera di Donald Trump, e cioè che non è più solo una questione di dazi ma un vero e proprio tentativo di limitare l’indipendenza e asservire la sovranità dei paesi alleati agli interessi americani. Basti leggere le richieste avanzate dai negoziatori di Trump, dal diritto di veto USA sugli investimenti stranieri in Canada e sugli accordi commerciali tra il Canada e altri paesi, passando per la questione del bilinguismo paritario tra inglese e francese vigente nel paese. La stessa sorte sta per toccare all’Unione europea con Trump che ha dichiarato di voler rinegoziare i trattati appena entrati in vigore in virtù di una serie di norme europee legate alla regolamentazione del mondo digitale o alla tassazione delle multinazionali per la parte dei profitti che generano sul territorio europeo e che nulla hanno a che fare con gli scambi commerciali USA-UE. Da questo se ne ricava un monito valido non solo nei rapporti USA-UE ma anche nei rapporti Cina-UE e Russia-UE e più in generale nei rapporti internazionali: l’Europa deve attrezzarsi per trattare alla pari con i grandi attori della scena mondiale e per farlo deve costruire una vera unione politica europea in grado di far valere il peso politico dell’Unione e non solo quello commerciale nei rapporti internazionali.

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