Il governo moldavo vuole rendere le amministrazioni locali un pilastro del proprio cammino verso l’Unione europea. Nel primo incontro in Moldova tra autorità locali e Comitato europeo delle Regioni, il primo ministro Alexandru Munteanu ha ribadito che le riforme richieste da Bruxelles devono essere implementate “in ogni città e villaggio”, richiamando l’urgenza di rafforzare capacità amministrativa, strumenti e competenze sul territorio.

L’evento a cui hanno partecipato più 100 sindaci offre una fotografia chiara del punto in cui si trova la Moldova: un Paese che sta avanzando nei negoziati e che, secondo la valutazione molto positiva della Commissione europea, ha costruito solide basi per l’allineamento normativo. Ma la vera sfida, emersa con forza a Chișinău, riguarda il livello locale.

L’attuazione dell’acquis dipende in larga parte dagli enti territoriali e, in una prospettiva di futura adesione, questa capacità diventa decisiva per gestire programmi e investimenti che, nell’Ue, ricadono sugli strumenti della politica di coesione.

La vicepremier per l’Integrazione europea Cristina Gherasimov e l’ambasciatrice dell’UE Iwona Piorko hanno richiamato proprio questo punto: la Moldova sta avanzando sul piano politico e normativo, ma il consolidamento delle amministrazioni locali è parte integrante del percorso europeo. Per questo il Comitato delle Regioni, attraverso il gruppo di lavoro creato nel 2025, sta accompagnando i territori moldavi nel rafforzamento della governance multilivello.

La presidente del gruppo, Mariana Gâju, ha auspicato un maggiore sostegno UE alle autorità locali moldave e ha indicato come possibile modello il programma TIPS4UA, dedicato ai funzionari ucraini. Pur trattandosi di un’iniziativa distinta, la sua logica – formazione avanzata e strutturata per i livelli territoriali – riflette il tipo di capacità amministrativa che sarà richiesta alla Moldova quando entrerà pienamente nel sistema delle politiche territoriali europee.

Gâju ha anche evidenziato che i comuni moldavi hanno sviluppato competenze rilevanti nella gestione della disinformazione e delle minacce ibride, un elemento oggi cruciale per la resilienza locale.

La discussione si è concentrata anche sulla decentralizzazione.

Rappresentanti del Congresso delle autorità locali della Moldova, dell’Unione dei consigli distrettuali e la deputata Larisa Voloh hanno spiegato che il riequilibrio tra centro e territori sarà determinante per rendere gli enti locali autonomi nella programmazione, nel coordinamento amministrativo e nella gestione dei servizi. In prospettiva europea, si tratta della condizione che consente, un domani, di accedere e assorbire fondi strutturali.

Sul piano finanziario, il sostegno UE già presente attraverso il Moldova Growth Plan, con una Facility da 1,9 miliardi di euro che prevede misure dedicate anche alle amministrazioni locali, si colloca esattamente in questa logica: rafforzare le strutture territoriali prima dell’adesione, in modo da arrivare preparati alla futura politica di coesione.

È inoltre in valutazione la creazione di un Comitato consultivo congiunto tra Comitato delle Regioni e governo moldavo, che darebbe alle autorità locali un canale sistematico di dialogo sulle politiche europee, anticipando una parte dell’architettura che caratterizza la coesione all’interno dell’UE.

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