La Grecia sta portando avanti negoziati con una società indiana per un ruolo significativo nel porto di Alexandroupoli, uno degli asset marittimi più strategici del Paese. La potenziale partnership potrebbe accelerare lo sviluppo dell’India-Middle East-Europe Economic Corridor (IMEC) e rafforzare la posizione della Grecia come porta d’ingresso chiave per le merci indiane dirette in Europa.
Lo sviluppo ha attirato l’attenzione per la prima volta grazie alle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Eurobank, Fokion Karavias, durante il recente Delphi Economic Forum. Successivamente, diversi media greci, tra cui Greek City Times e Crisis Monitor, hanno confermato che Alexandroupoli è il porto al centro delle trattative. Sebbene non sia stata resa pubblica alcuna azienda indiana specifica, i colloqui rappresentano un approccio mirato dopo la precedente decisione del governo greco di sospendere un più ampio processo di privatizzazione.
L’importanza strategica di Alexandroupoli
Situata nel nord-est della Grecia, vicino ai confini con Turchia e Bulgaria, Alexandroupoli offre accesso in acque profonde non soggette a ghiaccio e solide connessioni multimodali tramite ferrovia e strada verso i Balcani, l’Europa orientale e la regione del Mar Nero. Il porto ha acquisito crescente rilevanza dopo l’invasione russa dell’Ucraina, fungendo da rotta logistica alternativa e hub energetico con terminali e strutture di stoccaggio di GNL. Svolge inoltre un ruolo nella logistica militare, anche grazie alla cooperazione di lunga data con gli Stati Uniti.
Nel 2022, il primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha annullato una gara internazionale per la privatizzazione del porto, citandone il valore geopolitico critico in un contesto di instabilità regionale. I negoziati attuali con un partner indiano segnano un passaggio verso una collaborazione più selettiva piuttosto che una vendita aperta, potenzialmente consentendo alla Grecia di mantenere un maggiore controllo pur attirando competenze e capitali per l’espansione.
Una spinta per l’IMEC
L’India-Middle East-Europe Economic Corridor mira a creare una rotta commerciale multimodale affidabile che colleghi i porti indiani attraverso Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Giordania e Israele, per poi raggiungere l’Europa. La posizione settentrionale di Alexandroupoli potrebbe integrare i punti di accesso del Mediterraneo meridionale, offrendo un accesso diversificato alle merci destinate all’Europa centrale e orientale.
Ciò si inserisce nel rafforzamento delle relazioni tra Grecia e India, che include accordi di cooperazione nella difesa, voli diretti e il riconoscimento reciproco della Grecia come porta d’accesso indiana all’Unione europea. Un coinvolgimento indiano ad Alexandroupoli rappresenterebbe un passo concreto verso la realizzazione della visione dell’IMEC, che ha subito ritardi a causa dell’instabilità in Medio Oriente e delle difficoltà di finanziamento, ma resta una priorità per i partecipanti in cerca di alternative alle rotte tradizionali.
Opportunità e sfide
I sostenitori vedono vantaggi significativi: aumento dei volumi commerciali, creazione di posti di lavoro nella regione, maggiore sicurezza energetica per l’Europa sud-orientale e relazioni economiche più strette tra India e UE. Lo sviluppo del porto come hub logistico completo – inclusi parchi industriali e migliori collegamenti ferroviari – potrebbe amplificare ulteriormente questi benefici.
Tuttavia, restano diverse criticità. Segmenti chiave dell’IMEC, in particolare le connessioni terrestri in Medio Oriente, richiedono ancora ingenti investimenti e coordinamento. Collo di bottiglia infrastrutturali in Grecia, sensibilità legate alla vicinanza con il confine turco e la necessità di autorizzazioni ambientali e locali potrebbero influenzare i tempi. I negoziati sono ancora in una fase iniziale e non è stato annunciato alcun accordo vincolante.
Il contesto dei porti greci
Il possibile coinvolgimento indiano si inserisce nella più ampia strategia greca di attrarre operatori stranieri per modernizzare i porti dopo la crisi finanziaria. Un esempio rilevante è il porto del Pireo, la più grande infrastruttura portuale del paese, dove COSCO Shipping ha acquisito una quota di controllo del 67% (dal 51% nel 2016 al 67% nel 2021) nell’ambito delle privatizzazioni post-crisi. Tale operazione ha trasformato il Pireo in un hub chiave della Belt and Road Initiative cinese, ma è stata anche criticata per aver di fatto consegnato a Pechino un’infrastruttura sensibile in una regione strategica dell’Unione europea.
Un’eventuale partnership con l’India ad Alexandroupoli potrebbe quindi essere interpretata come parte degli sforzi di Atene per diversificare i propri partner infrastrutturali a livello globale.
La concretizzazione dell’accordo, e la sua forma finale, dipenderanno dall’esito dei negoziati in corso tra le autorità greche e la controparte indiana. Una conferma ufficiale da Atene o Nuova Delhi è attesa nelle prossime settimane o mesi.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

