Il Servizio di sicurezza dello Stato georgiano (SSSG) ha avviato un’indagine penale per il reato di sabotaggio su quella che descrive come una campagna coordinata di disinformazione volta a rappresentare la Georgia come una destinazione ostile per i turisti russi.

Secondo quanto riportato dal media georgiano Netgazeti, l’indagine è stata annunciata mercoledì 5 agosto da Emzar Gagnidze, direttore dell’Agenzia anticorruzione dell’SSSG. Le autorità hanno dichiarato che la campagna è “controllata dall’estero e sostenuta dalla Georgia”, si avvale di bot registrati all’estero su diverse piattaforme social e mira a danneggiare gli interessi economici della Georgia creando una falsa percezione di ostilità nei confronti dei visitatori provenienti dalla Federazione Russa.

Tra gli esempi citati dall’SSSG figurano affermazioni secondo cui cittadini georgiani avrebbero abbandonato turisti russi nei boschi o contaminato deliberatamente il cibo ordinato nei ristoranti. Materiali simili sarebbero stati successivamente diffusi in modo coordinato da una testata online registrata all’estero e non identificata, con un pubblico di diversi milioni di persone.

L’indagine è condotta ai sensi dell’articolo 318 del Codice penale, che prevede una pena detentiva fino a quattro anni. Le autorità affermano di essere al lavoro per identificare gli organizzatori, i partecipanti, le fonti di finanziamento e i meccanismi di diffusione della campagna.

Parallelamente alle accuse ufficiali, sui social circolano post e video nei quali visitatori russi raccontano episodi di ostilità da parte di alcuni georgiani, che vanno dal rifiuto di parlare russo e da confronti verbali fino a episodi più gravi. Un caso di particolare risonanza, avvenuto nel luglio 2026, ha riguardato un uomo georgiano che avrebbe colpito una donna russofona in un hotel di Telavi durante una lite a un matrimonio.

Le ricostruzioni divergono sulle cause dell’aggressione: secondo alcune versioni, alla base vi sarebbero state tensioni linguistiche, mentre altre parlano di una provocazione, tra cui il lancio di un liquido da un balcone. L’episodio ha generato un ampio dibattito online, manifestazioni di sostegno nei confronti del georgiano coinvolto e, in alcuni ambienti russi, appelli al boicottaggio turistico.

Tensioni reali, amplificazione e convenienza politica

Alcuni elementi di tensione sociale sono reali e precedono l’attuale indagine. La guerra del 2008 tra Russia e Georgia e la perdurante occupazione di circa il 20% del territorio georgiano rimangono profonde fonti di risentimento. Il forte afflusso di cittadini russi trasferitisi in Georgia e di turisti russi dopo il 2022 ha aggiunto nuove pressioni nella vita quotidiana: concorrenza per gli alloggi e i servizi, aumento dei prezzi nelle destinazioni più popolari e attriti culturali.

I sondaggi degli ultimi anni hanno evidenziato una notevole diffidenza nei confronti di molti cittadini russi arrivati nel Paese e un sostegno significativo a restrizioni sull’acquisto di proprietà o sui visti. Episodi isolati di confronto e manifestazioni di sentimenti antirussi emergono periodicamente.

Allo stesso tempo, la portata dell’ostilità riportata viene spesso amplificata online. I dati sul turismo indicano che i russi rimangono il principale gruppo di visitatori internazionali, con numeri record nel 2025 – circa 1,6 milioni di arrivi – e flussi ancora consistenti nel 2026. Gli operatori turistici non hanno registrato un calo generalizzato dopo i recenti episodi. La maggior parte delle visite si svolge senza incidenti e molti cittadini russi riferiscono esperienze neutre o positive quando le interazioni si svolgono normalmente.

Presentare il problema principalmente come una campagna di “sabotaggio” orchestrata dall’estero è coerente con gli interessi del partito di governo Sogno Georgiano. Il turismo russo e le attività economiche a esso collegate generano entrate significative.

Una narrazione che attribuisce principalmente a bot stranieri e a operazioni coordinate di disinformazione la diffusione di percezioni negative contribuisce a proteggere questa fonte di reddito e sostiene la più ampia enfasi del governo sulla stabilità e sui rapporti economici pragmatici con la Russia, minimizzando al contempo le cause interne delle tensioni legate all’occupazione e ai rapidi cambiamenti demografici.

La realtà combina entrambi gli elementi: sentimenti autentici, residui e talvolta ancora attivi, plasmati dalla storia e dalle pressioni più recenti, insieme all’amplificazione sui social media – compresi gli elementi coordinati denunciati dall’SSSG – che può trasformare singoli episodi in una percezione più ampia di ostilità sistematica. L’indagine dovrà stabilire in che misura la narrazione online possa essere ricondotta ad attività straniere organizzate, piuttosto che a sentimenti locali spontanei e a esagerazioni opportunistiche.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicati su EUAlive disponibile qui.

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