Il primo ministro britannico Andy Burnham ha dichiarato a Berlino che il Regno Unito è disponibile a valutare l’ingresso della Germania nel Gcap, il programma per lo sviluppo di un caccia di sesta generazione portato avanti da Londra insieme a Italia e Giappone, e che intende affrontare la questione con gli altri due partner.

In visita nella capitale tedesca per la prima volta da premier, Burnham ha riferito che il cancelliere Friedrich Merz si è mostrato aperto a una partecipazione di Berlino. Fonti del governo tedesco hanno tuttavia definito la proposta «un primo piccolo passo», precisando che l’esame delle possibili opzioni è ancora in una fase preliminare e che i ministri della Difesa dovranno valutare le prospettive di cooperazione. Non è stata presa alcuna decisione e l’eventuale ingresso tedesco dovrà essere discusso con gli altri Paesi coinvolti.

L’apertura britannica arriva dopo il fallimento del programma franco-tedesco Fcas, abbandonato dal governo Merz a giugno a causa dei contrasti tra Airbus e Dassault sulla distribuzione del lavoro, le scelte progettuali e la selezione dei fornitori. Finora, l’alternativa considerata più probabile era una collaborazione tra Airbus e la svedese Saab. Il 6 ottobre il ministero della Difesa tedesco ha confermato, sulla base di documenti interni ottenuti da Politico, di aver avviato discussioni preliminari sui requisiti fondamentali del programma. Londra avrebbe invece proposto di affrontare il tema dei requisiti militari e della ripartizione industriale.

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Il Gcap, nato dall’accordo tra Regno Unito, Italia e Giappone, punta a rendere disponibile un caccia di sesta generazione dal 2035, destinato a sostituire, tra gli altri, gli Eurofighter britannici e italiani e gli F-2 giapponesi. Il progetto è sviluppato dalle industrie BAE Systems, Leonardo e Mitsubishi Heavy Industries, mentre a luglio il Canada è stato ammesso come osservatore. A dicembre il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto aveva indicato la Germania tra i possibili futuri partecipanti, spiegando che i tre Paesi fondatori stanno lavorando per definire un percorso chiaro per gli eventuali nuovi aderenti.

Restano tuttavia diversi ostacoli. Il Giappone, che punta a introdurre il nuovo caccia entro la metà degli anni Trenta per sostituire l’F-2, è finora restio ad ampliare il programma, temendo possibili ritardi. L’ingresso di un nuovo partner potrebbe inoltre riaprire le trattative sulle quote produttive e sulla proprietà intellettuale. Airbus si è dichiarata disponibile a partecipare, ma chiede un ruolo significativo sia nella produzione sia nella leadership del progetto. Merz aveva già affrontato la questione con la premier Giorgia Meloni durante una visita in Italia a febbraio, ricevendo una risposta favorevole. L’amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, ha inoltre indicato che un nuovo Paese potrebbe aderire entro la fine dell’anno.

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Il trattato di Kensington e la sicurezza

Nella stessa giornata, Merz e Burnham hanno dato attuazione al trattato di amicizia firmato a Londra nel luglio 2025, scambiandosi gli strumenti di ratifica. Merz ha definito l’occasione una giornata storica, sottolineando che l’accordo apre nuove prospettive di collaborazione. Il trattato è accompagnato da un piano d’azione in 17 punti che riguarda economia, migrazione irregolare, criminalità transfrontaliera, viaggi scolastici e un collegamento ferroviario diretto tra Germania e Regno Unito.

I due governi hanno anche avviato una partnership contro le minacce ibride, che prevede la condivisione di informazioni di intelligence, il coordinamento delle operazioni contro le attività ostili e la protezione delle infrastrutture critiche. L’intesa risponde a rischi come sabotaggi, attacchi informatici, campagne di disinformazione e incursioni di droni. Tra gli episodi che fanno da sfondo all’accordo c’è l’accusa rivolta da Berlino a Mosca in relazione al drone con esplosivo rinvenuto ad agosto all’aeroporto di Lipsia.

Sul versante economico, i due Paesi intendono sviluppare un «corridoio tecnologico industriale» dedicato all’intelligenza artificiale e alle tecnologie strategiche, con il coinvolgimento di Allianz, Bosch e Siemens. Sono inoltre previsti 19,5 milioni di euro di finanziamenti congiunti per la ricerca quantistica. Un memorandum d’intesa dovrebbe essere firmato in occasione delle prossime consultazioni intergovernative, previste all’inizio del 2027.

Rapporti con l’Unione europea

Quanto a un possibile ritorno del Regno Unito nell’Unione europea, Burnham lo ha descritto come uno scenario ancora lontano, mentre la cooperazione nel settore della difesa sta già assumendo una dimensione concreta. Il premier ha ribadito l’obiettivo di rafforzare i rapporti con l’Unione in occasione di un vertice previsto verso la fine dell’anno. A settembre, durante il congresso del Partito laburista, aveva sostenuto che la Brexit ha causato «più danni che benefici» e promesso di presentare le possibili opzioni per i rapporti con il blocco dopo il vertice.

Merz ha osservato che, dopo l’uscita britannica dall’Unione, i due Paesi stanno ora concludendo un trattato «almeno a livello bilaterale». Il cancelliere ha aggiunto che Berlino farà il possibile per favorire un riavvicinamento di Londra al continente. Burnham ha infine annunciato l’intenzione di organizzare nel 2027 una riunione congiunta dei due governi. Insieme a Merz, presiederà inoltre un forum per la crescita con la partecipazione di amministratori delegati britannici e tedeschi.

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