I deputati del Partito Democratico Sloveno (SDS | PPE) hanno presentato ieri la candidatura del loro leader, Janez Janša, alla carica di primo ministro. È infatti riuscito a raggiungere un accordo per la formazione di una possibile coalizione.
Janez Janša, che ha già ricoperto la carica di primo ministro tre volte, potrebbe porre fine allo stallo politico seguito alle elezioni parlamentari di marzo, nelle quali nessun partito ha ottenuto la maggioranza assoluta.
Il SDS ha concordato la formazione di un governo di coalizione insieme ad altri tre partiti centristi e di centrodestra: il suo Partito Nuova Slovenia (NSi | PPE), il Partito Popolare Sloveno (SLS | PPE) e il partito Fokús. Il partito di destra Resni.ca ha annunciato che sosterrà il governo, pur senza entrarne a far parte.
“In questo modo sono soddisfatte le condizioni per presentare la candidatura a primo ministro”, ha scritto Janša sulla piattaforma X.
La coalizione guidata dall’SDS disporrà di 50 seggi nel Parlamento sloveno, composto da 90 membri. Il voto di fiducia sul nuovo governo si terrà venerdì 22 maggio, ha dichiarato il presidente del Parlamento, Zoran Stevanović del partito Resni.ca.
“Considerando le firme presentate sull’accordo di coalizione, mi aspetto che il nuovo primo ministro venga approvato”, ha dichiarato ai giornalisti.
Il ritorno di Janša
L’agenzia STA ha riferito lunedì 18 maggio che i partner della coalizione hanno raggiunto un accordo su tagli fiscali per le imprese e misure anticorruzione.
Il partito di Janša è arrivato secondo alle elezioni di marzo, ottenendo 28 seggi. Un seggio in più è stato ottenuto dal Movimento Libertà (GS | Renew) del primo ministro uscente Robert Golob, che però non è riuscito a formare una coalizione con la maggioranza parlamentare ed ha ammesso la sconfitta, passando all’opposizione.
Janša, primo ministro dal 2004 al 2008, dal 2012 al 2013 e dal 2020 al 2022, è uno dei leader nazionalisti più noti in Europa e sostenitore del presidente statunitense Donald Trump. È noto anche per la sua linea dura contro l’immigrazione e ha minacciato di ridurre i finanziamenti alle ONG.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

