La Commissione europea ha rivisto le regole del “Blue Book”, il tirocinio più prestigioso tra le sue iniziative, includendo per la prima volta i diplomati della formazione professionale tra i candidati ammissibili. La novità è stata resa nota il 16 luglio 2026 in un comunicato dell’esecutivo comunitario, che riunisce in un testo unico norme finora distribuite tra decisioni separate e migliora le condizioni economiche riservate a chi partecipa al programma.

Il cambiamento va oltre la semplice procedura burocratica. Finora il Blue Book era riservato a chi possedeva una laurea, lasciando fuori chi aveva seguito un percorso di formazione professionale, pur trattandosi per moltissimi giovani europei della via principale verso il mondo del lavoro. Estendere il programma anche a questo gruppo equivale, nell’ottica della Commissione, a riconoscere pari valore ai due tipi di formazione — lo stesso principio che Bruxelles chiede da tempo ai governi nazionali.

La misura si colloca all’interno dell’Unione delle competenze, la strategia varata dalla Commissione nel marzo 2025 per potenziare il capitale umano del continente e la sua competitività. Il rinnovamento di questo tirocinio viene indicato come uno degli strumenti attraverso cui la strategia ideata dall’UE si concretizza, offrendo così ai diplomati della formazione professionale un contatto diretto con il funzionamento della macchina amministrativa europea.

Le novità principali

Il nuovo impianto normativo accorpa in un solo documento una serie di decisioni che finora erano rimaste separate, semplificando in questo modo la comprensione delle regole per candidati, partecipanti e uffici coinvolti. La Commissione ha anche rimodulato borse e indennità per abbassare gli ostacoli economici all’ingresso, e ha introdotto disposizioni specifiche contro molestie e discriminazioni, con l’obiettivo dichiarato di garantire un contesto lavorativo basato su rispetto e dignità. Maggiore peso viene dato anche all’equilibrio geografico tra i diversi Stati membri.

Le nuove disposizioni entreranno in vigore a partire dalla sessione che prenderà il via a marzo 2027. Le domande per quella tornata potranno essere presentate dal 22 luglio al 4 settembre 2026.

Per Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutiva della Commissione con delega ai Diritti sociali e alle Competenze, includere i diplomati della formazione professionale significa finalmente considerare “i percorsi professionali e accademici come pari”. Un giudizio condiviso da Piotr Serafin, commissario per Bilancio, Antifrode e Pubblica amministrazione, che ha descritto la riforma come un modo per rendere il tirocinio “più aperto, più inclusivo e più solidale”, richiamando anche il rafforzamento delle tutele contro discriminazioni e molestie.

Poche reazioni, molte domande

Il Blue Book continua a essere uno dei programmi più ambiti tra le istituzioni europee: attira ogni anno circa 36.000 candidature per meno di 2.000 posizioni disponibili nella Commissione, 14 agenzie UE e nel Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE). Un dato che aiuta a inquadrare la portata reale della riforma: aprire l’accesso ai diplomati della formazione professionale non significa aumentare i posti disponibili, ma solo ampliare la platea di chi può candidarsi. Resta quindi da vedere se questo si tradurrà in un numero concreto di diplomati Vet effettivamente selezionati, oppure se la novità si limiterà a rendere la selezione ancora più competitiva, senza cambiare in modo sostanziale chi riesce davvero ad accedere al programma.

Una verifica più concreta avverrà con l’apertura delle candidature per la sessione di marzo 2027, la prima a includere ufficialmente i diplomati della formazione professionale. Sarà quella prima tornata, più che l’annuncio di oggi, a mostrare se la novità si tradurrà in un numero consistente di candidature da parte di questo nuovo pubblico.

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