Il presidente cipriota Nikos Christodoulides ha affermato con chiarezza che qualsiasi mossa aggressiva della Turchia dovrebbe provocare una risposta europea, rispondendo a una domanda su come il Paese dovrebbe reagire alle azioni di Ankara legate alla dottrina della “Patria Blu” o “Mavi Vatan”.
La dottrina della “Patria Blu”, promossa per la prima volta nel 2006, è una strategia marittima turca che sostiene un’espansione delle rivendicazioni di Ankara su circa 462.000 chilometri quadrati di acque nel Mar Nero, nel Mar Egeo e nel Mediterraneo orientale, comprese ampie pretese sulle zone economiche esclusive (ZEE), in contrasto con i confini marittimi rivendicati dai Paesi vicini.
“La questione riguarda Cipro, riguarda la Grecia, riguarda altri Stati europei, ma anche gli Stati Uniti, che hanno interessi in questa regione sulla base del diritto internazionale e della Convenzione sul diritto del mare del 1982”, ha dichiarato il presidente cipriota.
Christodoulides ha aggiunto di aver discusso recentemente dell’argomento con il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis durante un incontro ad Atene. “Ne abbiamo parlato anche con i leader europei e stiamo seguendo attentamente gli sviluppi”, ha aggiunto.
In un altro passaggio, il presidente ha espresso la speranza che la Turchia “non proceda con azioni illegali”. Se dovesse intraprendere qualsiasi azione, “la risposta dovrebbe essere europea. È proprio in questo quadro che abbiamo già adottato misure precauzionali insieme al primo ministro greco”, ha commentato.
Alla domanda se le tensioni possano influenzare l’iniziativa in corso del segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres sulla questione cipriota, il presidente ha risposto che tali sviluppi “non sono certamente positivi”.
In questo contesto, António Guterres sta tentando di mantenere vivo il dialogo sulla questione cipriota. Tuttavia, questi sforzi stanno visibilmente fallendo nel produrre risultati, mentre le tensioni nella zona cuscinetto, i disaccordi sui posti di blocco e gli approcci divergenti tra le due comunità continuano a ostacolare prospettive di progresso concreto.
“Non è certamente positivo vedere simili azioni, soprattutto in una fase in cui è in corso uno sforzo molto importante da parte del segretario generale delle Nazioni Unite”, ha dichiarato Christodoulides.
La questione della “Patria Blu”
Il tema della dottrina turca della “Patria Blu” è diventato centrale a Cipro dopo una trasmissione dell’emittente turca filogovernativa A-Haber. Durante il programma, l’analista militare Kemal Olchar ha sostenuto che una nuova legislazione potrebbe consentire alla Turchia di stabilire quello che ha definito un “diritto alla presenza della bandiera” su isolotti che Ankara considera sotto la propria giurisdizione.
Secondo l’emittente, il nuovo quadro normativo sulla giurisdizione marittima permetterebbe ad Ankara di “legittimare” le proprie rivendicazioni riguardanti la piattaforma continentale, le zone economiche esclusive e le acque territoriali nel Mar Egeo e nel Mediterraneo orientale.
Queste affermazioni sono state presentate in un ampio reportage intitolato “La legge della Patria Blu e i 152 isolotti incerti”. Durante la trasmissione, Olchar ha sostenuto che, una volta inclusi sotto la giurisdizione turca, Ankara potrebbe issare la propria bandiera su tali isole.
“Dopo che queste isole saranno incluse nella nostra giurisdizione, potremo avere lì la nostra bandiera”, ha affermato. Ha aggiunto che ciò potrebbe richiedere una legislazione separata che stabilisca esplicitamente che “i 152 isolotti e scogli appartengono alla Turchia”.
Olchar ha inoltre sostenuto che, grazie alla nuova normativa, la Turchia potrebbe sfruttare pienamente i propri diritti marittimi. Ha descritto la dottrina della “Patria Blu” come una “lotta per rivendicare diritti”. Nello stesso contesto, l’analista ha accusato la Grecia di perseguire una politica di fatti compiuti sugli isolotti dell’Egeo, sostenendo che Atene vi collochi bandiere o mantenga piccoli gruppi di residenti e soldati per rafforzare le proprie rivendicazioni di sovranità.
Allo stesso tempo, ha dichiarato che il nuovo quadro legislativo potrebbe fungere da “barriera” contro le mosse greche in quelle che la Turchia definisce aree “contestate”.
L’analista turco ha inoltre fatto riferimento alla possibilità di presentare un dossier alle Nazioni Unite sulla militarizzazione delle isole greche, sostenendo che Ankara potrebbe appellarsi ai trattati internazionali e intraprendere iniziative diplomatiche nelle organizzazioni internazionali.
In dichiarazioni particolarmente incendiarie, Olchar ha anche sostenuto che la Grecia “non è comunque in grado di proteggere il proprio territorio continentale”, citando la vicinanza di diverse isole greche alla costa turca.
Il reportage di A-Haber si inserisce in un più ampio clima politico e mediatico in Turchia attorno alla proposta di una “Legge della Patria Blu”. I media e gli analisti turchi presentano sempre più spesso questa iniziativa come uno strumento giuridico volto a tutelare le rivendicazioni di Ankara nel Mar Egeo e nel Mediterraneo orientale.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

