Oggi il Parlamento europeo ha revocato l’immunità a Matteo Ricci, eurodeputato del Partito Democratico, le cui chat potranno ora essere lette dalla Procura di Pesaro. Una decisione chiesta da Ricci stesso.
“Come avevo chiesto oggi è arrivata l’approvazione del Parlamento Europeo sulla revoca dell’immunità per consentire la lettura delle chat col il mio ex collaboratore. Molto bene”, commenta Ricci, riferendosi alle chat con il suo ex collaboratore Massimiliano Santini.
La revoca era già stata votata in commissione Affari giuridici del Parlamento (JURI), proprio su richiesta dell’eurodeputato, che dall’inizio delle indagini per il caso “Affidopoli” si è sempre detto disponibile a collaborare con la Procura e a fornire tutti i materiali necessari alle indagini. “Già a novembre dello scorso anno, avevo autorizzato la Procura a leggere la corrispondenza con il mio ex collaboratore Santini e la prova da me depositata” ha confermato Ricci.
Le accuse nell’inchiesta “Affidopoli”
Il deputato è al centro di un caso di corruzione e peculato nell’ambito dell’inchiesta “Affidopoli” durante il suo mandato fra il 2014 e il 2024 da sindaco di Pesaro. Secondo la Procura, Matteo Ricci avrebbe concorso in un sistema di affidamenti diretti del Comune a favore delle associazioni Opera Maestra e Stella Polare, per un valore complessivo di circa 600 mila euro, ottenendo in cambio un’utilità non patrimoniale legata alla propria immagine e al consenso politico. Tra le iniziative finite sotto la lente degli inquirenti figurano lavori sul verde pubblico, eventi culturali, un murale e l’installazione del casco dedicato a Valentino Rossi.
Nel 2026 a Ricci è stata inoltre contestata l’ipotesi di peculato per circa 10 mila euro relativi alle prestazioni di un videomaker impegnato nel tour “Pane e politica”, che secondo la Procura sarebbero state sostenute attraverso fondi comunali. Ricci ha respinto le accuse e si è dichiarato estraneo alle irregolarità contestate. L’inchiesta è ancora in corso e le responsabilità penali non sono state accertate in via definitiva.
“Da oggi così la Procura di Pesaro potrà proseguire il proprio lavoro” ha detto Ricci, commentando la propria scelta di spingere i colleghi del Parlamento a votare per la revoca dell’immunità. “Il mio atteggiamento dal primo istante è stato infatti di massima collaborazione con gli inquirenti”, ha concluso.
Adesso la Procura passerà al vaglio le chat per trovare eventuali prove.

