Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha partecipato alle commemorazioni del D-Day in Normandia, in Francia, per l’82° anniversario degli sbarchi alleati. Ha pronunciato un discorso al Cimitero americano di Normandia a Colleville-sur-Mer, rendendo omaggio ai sacrifici delle truppe americane e alleate che sbarcarono sulle spiagge nel 1944 durante il D-Day per liberare l’Europa dall’occupazione nazista.
Il suo intervento ha suscitato forti reazioni per aver tracciato un parallelo tra le invasioni della Seconda guerra mondiale e la migrazione contemporanea verso le coste europee, che alcuni ospiti e osservatori hanno interpretato come una politicizzazione di una commemorazione solenne. Hegseth è arrivato in Francia con la sua famiglia e le cronache hanno riferito che le sue dichiarazioni hanno scioccato parte del pubblico, passando da un tributo storico a una forte critica della gestione europea della migrazione.
La visita di Hegseth ha creato disagio anche per altri motivi presso gli ospiti francesi. È arrivato accompagnato dalla moglie Jennifer Rauchet e da sei dei sette figli della loro famiglia allargata, e i critici hanno descritto il viaggio come più simile a una vacanza familiare che a un impegno ufficiale. Inoltre, non avrebbe rispettato pienamente il programma ufficiale previsto, contribuendo alle tensioni con organizzatori e partecipanti.
Estratti del discorso di Hegseth
Hegseth ha iniziato rendendo omaggio ai veterani e al significato storico della giornata, per poi passare a un avvertimento sulle minacce contemporanee alla libertà: “Purtroppo, oggi diverse spiagge europee vengono assalite da ideologie diverse ma pericolose. Spiagge in Spagna, in Italia, in Grecia e in Bulgaria. Arrivano barche e uomini. Quando le capitali europee faranno qualcosa riguardo a questa invasione? O è troppo tardi? Lo spero di no, e credo di no”.
Va precisato che non arrivano flussi significativi di migranti sulle coste bulgare, poiché il Mar Nero è particolarmente pericoloso per questo tipo di attraversamenti e si registrano solo incidenti isolati rispetto alle rotte più comuni del Mediterraneo.
Il segretario statunitense alla Difesa ha proseguito sottolineando la necessità di difendere la libertà conquistata nel 1944. “Gli uomini che hanno combattuto e sono morti qui hanno restituito la libertà all’Europa. Quella libertà deve essere mantenuta da questa generazione di leader e combattenti, altrimenti ciò per cui hanno combattuto sarebbe stato solo temporaneo”.
Le reazioni al discorso
Hegseth non ha utilizzato esplicitamente le parole “immigrazione” o “migranti” nei passaggi citati, ma i riferimenti a barche, uomini che arrivano e a una “invasione” di “ideologie pericolose” alludevano chiaramente agli arrivi via mare nel sud Europa. Le sue dichiarazioni riecheggiano le più ampie critiche dell’amministrazione Trump sulle politiche di sicurezza delle frontiere.
I giornalisti del canale LCI hanno definito inappropriati i commenti di Hegseth per il contesto commemorativo e irrispettosi rispetto al focus storico dell’evento. La combinazione della presenza della famiglia, delle deviazioni dal programma e delle dichiarazioni sulla migrazione ha amplificato la percezione di una visita non convenzionale.
Questo approccio richiama il discorso del vicepresidente JD Vance alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco del febbraio 2025, in cui aveva criticato duramente i governi europei per minacce interne alla democrazia – inclusa la presunta censura, la soppressione delle voci populiste e la gestione della migrazione – considerandole più gravi delle minacce esterne, delineando così un modello di intervento diretto degli Stati Uniti negli affari interni europei con scarso rispetto della sovranità democratica del continente.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

