Il 26 maggio 2026, i ministri degli Esteri del QUAD (Il Dialogo quadrilaterale di sicurezza tra Stati Uniti, Giappone, Australia e India) si sono incontrati a New Delhi per rilanciare la cooperazione nella regione dell’Asia-Pacifico. L’incontro, tenutosi all’indomani della visita di Donald Trump in Cina, si è rivelato un’occasione fondamentale per ridare priorità ai legami e gli interessi strategici regionali.

Il QUAD, istituito originariamente nel 2007, è tornato al centro dell’attenzione internazionale a partire dal 2017, durante la prima presidenza di Trump, profilandosi come uno strumento volto a contrastare la crescente pressione economica e militare cinese nell’Indo-Pacifico.

Il blocco, negli anni, ha cercato di ridefinire la propria postura istituzionale, anche alla luce della strategia americana che, in tempi recenti, ha sviluppato nuove visioni del proprio rapporto con la controparte cinese. Attualmente, infatti, Washington identifica Pechino in chiave concorrenziale, prettamente economica. A tal fine, se in tempi passati il focus strategico del QUAD era posto principalmente in un’ottica di rafforzamento della sicurezza marittima e transnazionale nella regione, attualmente l’interesse è stato rivolto maggiormente verso l’ambito economico e quello delle tecnologie emergenti, con un certo riguardo anche verso la cybersecurity.

L’incontro di martedì, focalizzatosi preminentemente su tematiche di carattere economico e commerciale, anche alla luce della recente crisi in Medio Oriente, ha visto tra le conclusioni di maggior rilievo la decisione delle parti di costruire congiuntamente un porto nelle Fiji e la firma di accordi in materia di minerali strategici e di sicurezza energetica.

Il rinnovato quadro normativo fornirà indicazioni approfondite in merito a nuovi strumenti di politica economica e consentirà il coordinamento degli investimenti lungo le catene di approvvigionamento dei minerali critici, compresi i settori dell’estrazione e della lavorazione, nonché del riciclo di tali minerali. L’iniziativa potrebbe rivelarsi importante per il Giappone, a seguito della sospensione di alcune forniture cinesi di minerali impiegati nei settori aerospaziali, della difesa e dei semiconduttori.

Il vertice ha riscosso interesse anche in Cina, dove il portavoce del ministro degli Esteri cinese ha affermato che la cooperazione tra i Paesi dovrebbe contribuire alla pace, alla stabilità e alla prosperità della regione e non dovrebbe essere diretta contro alcuna terza parte. Mostrandosi quindi in disaccordo con quanto accaduto in India.

[Emma Bellon]

, , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *