“Ogni violenza è inaccettabile”. A dichiararlo è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che lunedì è intervenuto sui gravi disordini che negli ultimi giorni hanno interessato diverse città italiane, a partire da Milano, dove centinaia di giovani e giovanissimi si sono resi protagonisti di scontri con le forze dell’ordine, vandalismi e saccheggi ai danni delle attività commerciali. Il capo dello Stato ha espresso solidarietà agli agenti feriti, invitando però anche a un’analisi approfondita di un fenomeno che sembra coinvolgere soggetti finora estranei alle tradizionali forme di protesta violenta.
“Occorre un’analisi intelligente e approfondita e va elaborata un’attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che sembrano esplodere in modo inatteso da soggetti inediti”, ha dichiarato Mattarella intervenendo a Imperia all’assemblea dell’Unione delle Province d’Italia. Una situazione che, secondo il presidente della Repubblica, “pone interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili”.
“Alle forze dell’ordine, in particolare ai quasi 200 loro feriti nei giorni scorsi, va la piena solidarietà della comunità nazionale”, ha aggiunto il capo dello Stato, sottolineando l’importanza di garantire condizioni di sicurezza che consentano il pacifico svolgimento della vita delle comunità.
Intanto, a Milano prosegue il bilancio delle violenze del fine settimana. Secondo gli ultimi aggiornamenti, sono 271 le persone accompagnate in questura dopo gli scontri del 17 e 18 ottobre, delle quali 220 minorenni. I provvedimenti di arresto riguardano almeno 45 persone, tra cui 34 minori, mentre gli accertamenti delle autorità sono ancora in corso. Le contestazioni comprendono devastazione e saccheggio e resistenza aggravata a pubblico ufficiale.
Le devastazioni hanno interessato soprattutto il centro della città, tra piazza Duomo, via Torino, San Babila e le vie dello shopping. Diversi negozi sono stati assaltati e saccheggiati, con vetrine infrante, arredi distrutti e merce sottratta. Tra le attività prese di mira figurano punti vendita Decathlon, Arc’teryx e Vodafone, oltre a un supermercato Carrefour.
Secondo Confcommercio Milano, i danni provocati dalle violenze nel centro cittadino hanno raggiunto circa un milione di euro, il doppio rispetto alla prima stima diffusa domenica. “Dal mezzo milione di ieri mattina siamo a circa 1 milione”, ha dichiarato il segretario generale dell’associazione, Marco Barbieri intervistato dall’agenzia Adnkronos, sottolineando come alle devastazioni materiali si aggiungano i mancati incassi delle attività costrette a chiudere e le cancellazioni delle prenotazioni, soprattutto da parte di clienti stranieri. Le conseguenze riguardano anche alberghi e ristoranti, mentre Confcommercio segnala il rischio di un danno d’immagine per Milano.
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha visitato alcune delle attività danneggiate insieme al presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, ha definito gli episodi “inaccettabili e ingiustificabili”, avvertendo che il clima di tensione potrebbe non essersi ancora esaurito.
La magistratura milanese ha evidenziato la particolare gravità degli episodi, descrivendo giovani capaci di compiere azioni distruttive di “rara violenza”. A preoccupare gli investigatori è soprattutto la presenza di un numero elevato di minorenni, alcuni dei quali poco più che dodicenni, coinvolti in episodi di violenza collettiva non necessariamente riconducibili ai tradizionali gruppi antagonisti organizzati.
I disordini hanno interessato anche altre città del Nord Italia, tra cui Torino, Bologna, Brescia e Bergamo, dove durante il fine settimana si sono registrati scontri e tensioni in occasione delle manifestazioni contro il caro vita e il deterioramento dei servizi pubblici.
Il governo prepara un nuovo decreto sicurezza
Di fronte all’escalation delle violenze, il governo guidato da Giorgia Meloni ha convocato per oggi alle 17:30, un Consiglio dei ministri straordinario per esaminare un nuovo decreto legge sull’ordine pubblico, dopo un primo vertice tenutosi a Palazzo Chigi. Il provvedimento, ancora in fase di definizione, dovrebbe prevedere innanzitutto il rafforzamento dell’operazione “Strade sicure”, con l’invio di 500 militari supplementari a Milano per intensificare i controlli e affiancare le forze di polizia.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha inoltre prospettato la possibilità di attribuire temporaneamente ai militari impiegati nell’operazione specifici poteri di polizia, per un periodo di tre mesi, allo scopo di sostenere l’attività di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza.
Tra le misure allo studio figura l’estensione del fermo preventivo ai minorenni, con una durata che potrebbe arrivare fino a 24 ore, per consentire alle autorità di intervenire prima che si verifichino nuovi episodi di violenza. Si tratta di una delle disposizioni più delicate del provvedimento, anche per le implicazioni sul piano delle garanzie costituzionali e della tutela dei minori.
Il decreto potrebbe inoltre ampliare il ricorso all’arresto in flagranza differita per i danneggiamenti commessi in gruppo, consentendo di procedere entro 48 ore dai fatti sulla base di documentazione video o fotografica che permetta di identificare i responsabili.
All’esame dell’esecutivo anche il rafforzamento delle misure di prevenzione, a partire dall’avviso orale del questore, e l’introduzione di divieti di aggregazione per soggetti già coinvolti in episodi violenti e ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico.
Ulteriori interventi potrebbero riguardare l’inasprimento delle sanzioni per i danneggiamenti di gruppo, le lesioni ai pubblici ufficiali e i blocchi stradali. Alcune delle disposizioni erano già contenute nel disegno di legge sulla sicurezza approvato dal governo a luglio e attualmente all’esame del Senato, ma l’esecutivo punta ora ad anticiparne l’entrata in vigore attraverso un decreto d’urgenza.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito la necessità di intervenire contro chi sfrutta manifestazioni legittime per commettere violenze, distinguendo il diritto di protesta dalle responsabilità di chi compie reati. Resta tuttavia da definire il testo definitivo del provvedimento, sul quale sono in corso approfondimenti tecnici e giuridici, anche alla luce delle questioni costituzionali sollevate dalle nuove misure preventive.
[a cura di Simone Cantarini]

