In questi giorni il mondo è in fiamme, nuove crisi e guerre sono scoppiate tutto intorno all’Europa e quelle già in corso si sono inasprite, dall’Ucraina a Gaza passando per l’Iran, il Corno d’Africa, il Mali, probabilmente il confine tra Israele e Libano e l’intero Mediterraneo sepolcro tombale per migliaia di esseri umani.

Eppure tutti i media, l’opinione pubblica e i leader politici e di governo dei paesi europei non hanno occhio altro che per le Olimpiadi di Parigi. Una contestazione su un atleta, sull’inquinamento delle acque della Senna o su qualunque altro tema inerente le olimpiadi diventa argomento di dibattito politico a livello dei massimi esponenti del governo di questo o di quell’altro paese. Come se non ci fosse di meglio da fare o non ci fossero temi più importanti cui devolvere tempo e attenzione. Come se non fosse il vuoto di potere lasciato dall’Unione Europea la causa di molti di questi focolai che incendiano la nostra area di vicinato, come se non fosse nostra responsabilità porvi rimedio.

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