L’Iran ha annunciato venerdì la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale, dichiarando che il passaggio resterà consentito per tutta la durata del cessate il fuoco di dieci giorni concordato tra Israele e Libano. “In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo della tregua”, ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Nello stesso messaggio, Araghchi ha precisato che il transito delle imbarcazioni avverrà lungo la rotta coordinata “come già annunciato dall’Organizzazione portuale e marittima dell’Iran”.

L’annuncio arriva dopo settimane di fortissima tensione nell’area. La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, iniziata il 28 febbraio, ha causato oltre 3.000 morti e ha avuto tra le sue conseguenze più pesanti il blocco di fatto del traffico attraverso Hormuz, passaggio strategico da cui transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale. In seguito al fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan, Washington aveva inoltre imposto un blocco navale dei porti iraniani nello Stretto di Hormuz e nel Golfo.

Il presidente statunitense Donald Trump ha confermato in un post sui social media che lo Stretto è “completamente aperto e pronto per le attività commerciali e per il pieno transito”, ma ha anche ribadito che il blocco navale americano nei confronti dell’Iran “resterà pienamente in vigore” fino a quando Teheran non raggiungerà un accordo con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra.

Secondo un alto ufficiale militare iraniano citato dai media di Stato, soltanto le navi non militari potranno però transitare nello Stretto con il permesso della Marina delle Guardie rivoluzionarie iraniane. Lo stesso Trump ha inoltre sostenuto che Israele non bombarderà più il Libano e che un eventuale accordo tra Stati Uniti e Iran non dipende dagli sviluppi sul fronte libanese. “Israele non bombarderà più il Libano. Gli è PROIBITO farlo dagli Stati Uniti. Ora basta!!!”, ha scritto il presidente americano.

L’annuncio iraniano è stato accolto con favore dai leader europei riuniti all’Eliseo per la Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, ma con una forte cautela sulla tenuta dell’intesa. “Accogliamo positivamente l’annuncio” dell’Iran sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, ma “abbiamo bisogno di accertarci che questo accordo sia durevole e funzionale. Siamo molto chiari: la missione che abbiamo predisposto è difensiva e segue il cessate il fuoco”, ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer al termine della riunione. “Lo Stretto deve essere riaperto e senza pedaggi – ha aggiunto -. Il mondo intero ha bisogno di una soluzione”.

Sulla stessa linea il presidente francese Emmanuel Macron, secondo cui “Gli eventi recenti sono incoraggianti”. Il capo dell’Eliseo ha quindi rilanciato la richiesta di un ritorno pieno alla libertà di navigazione: “Chiediamo tutti la piena riapertura, immediata, incondizionata, a tutte le parti dello Stretto di Hormuz. Chiediamo il ripristino delle condizioni di libero passaggio di prima della guerra e il pieno rispetto del diritto marittimo”.

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha insistito sulla natura esclusivamente difensiva dell’eventuale iniziativa internazionale. La presenza navale, ha detto, “può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità, in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva”.

“L’obiettivo ovviamente necessita di uno sforzo che coinvolge diversi ambiti: quello diplomatico, quello securitario, anche quello umanitario, se si pensa ai marittimi che sono bloccati nel Golfo e se si pensa alle nazioni che vengono impattate direttamente dalla crisi – ha aggiunto Meloni – Su tutti questi ambiti l’Italia è pronta a fare la sua parte”.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha infine giudicato “auspicabile” una partecipazione anche degli Stati Uniti alla missione internazionale, segnalando come per le capitali europee la riapertura dello Stretto rappresenti solo il primo passo e non ancora una soluzione consolidata alla crisi.

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