Le interferenze russe stanno diventando un elemento sempre più presente nella campagna per le elezioni presidenziali francesi del 2027. Dopo Édouard Philippe e Raphaël Glucksmann, anche Gabriel Attal è stato recentemente preso di mira da una campagna di disinformazione online. Secondo quanto riportato da Le Monde, gli episodi hanno coinvolto tre dei principali esponenti che potrebbero contendersi la presidenza e hanno spinto le autorità francesi a rafforzare l’attenzione sul rischio di ingerenze straniere.

Nel caso di Attal, candidato del partito Renaissance, l’operazione è stata individuata il 4 agosto da Viginum, il servizio francese incaricato di contrastare le ingerenze digitali straniere. La campagna ha utilizzato falsi articoli, video e prime pagine costruite per imitare l’identità grafica di diverse testate francesi, oltre a contenuti diffusi attraverso account non identificati. Secondo Viginum, citato da Le Monde, l’operazione sarebbe riconducibile “con elevata fiducia” alla rete filorussa Matriochka.

L’obiettivo di queste operazioni sembra essere soprattutto quello di creare contenuti falsi abbastanza credibili da essere associati a media reali e attribuire ai candidati dichiarazioni o posizioni mai espresse. Nel caso di Attal, i contenuti sono arrivati mentre il politico sta intensificando la propria attività in vista delle presidenziali, aumentando così la visibilità della sua candidatura.

Da Philippe a Glucksmann: una serie di operazioni

Attal non è però il primo candidato coinvolto. Come ricostruisce Le Monde, il primo tra i principali aspiranti alla presidenza a essere preso di mira è stato Édouard Philippe, il 24 luglio, attraverso un’operazione attribuita alla rete filorussa Storm-1516. In quel caso, la campagna aveva diffuso contenuti falsi riguardati la salute dell’ex primo ministro e candidato di Horizons. Philippe aveva scelto di non rispondere pubblicamente ai contenuti.

Pochi giorni dopo è toccato a Raphaël Glucksmann, eurodeputato di Place publique. Secondo quanto riportato dalla testata francese, un falso sito che riproduceva l’identità visiva del media online Blast aveva diffuso un articolo e un video manipolato nei quali veniva coinvolta anche la giornalista Léa Salamé, compagna di Glucksmann. La vicenda ha portato il candidato a denunciare pubblicamente quella che ha definito un’operazione di destabilizzazione. Il 6 agosto, inoltre, la procura di Parigi ha aperto un’indagine sui sospetti di ingerenza russa legati al caso.

I tre episodi presentano modalità differenti, ma hanno un elemento in comune: prendono di mira figure politiche che potrebbero avere un ruolo nella corsa all’Eliseo. Per le autorità francesi, il fenomeno rappresenta quindi una questione di sicurezza democratica, anche se Le Monde sottolinea come i contenuti abbiano finora avuto un impatto limitato sul dibattito pubblico e siano spesso facilmente riconoscibili come falsi.

La risposta della autorità non si limita alla ricerca dei responsabili. Viginum ha infatti invitato i candidati a evitare di dare eccessiva visibilità a queste operazioni, proprio per non contribuire involontariamente alla loro diffusione. Il rischio è che una reazione pubblica molto ampia finisca per amplificare contenuti che, senza l’intervento diretto dei politici coinvolti, avrebbero una circolazione molto più ridotta.

Il governo francese, intanto, prepara nuove misure per contrastare le interferenze straniere. Secondo Le Monde, l’esecutivo intende presentare un progetto di legge in autunno. La questione potrebbe quindi assumere un peso crescente nei prossimi mesi, mentre la campagna per le presidenziali entrerà progressivamente nel vivo.

Gli episodi che hanno colpito Philippe, Glucksmann e Attal mostrano come la sicurezza dello spazio informativo sia destinata a diventare uno dei temi della prossima corsa all’Eliseo. La sfida per le autorità francesi sarà trovare un equilibrio tra la necessità di denunciare le operazioni straniere e quella di non trasformarle, proprio attraverso la risposta politica e mediatica, in strumenti di maggiore visibilità.

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