L’emittente televisiva serba N1 ha negato al presidente Aleksandar Vučić la possibilità di presentare la propria lista elettorale nel corso di una sua trasmissione, adducendo come motivazione anni di insulti e accuse rivolte all’emittente dal leader serbo, che in passato ha definito i giornalisti di N1 “feccia”, “terroristi” e mercenari al soldo degli stranieri.
La decisione arriva in piena campagna elettorale per le politiche del 25 ottobre, con Vučić capolista di “Aleksandar Vučić – Serbia Unita”. N1 aveva invitato il Partito Progressista Serbo (SNS), al governo, a utilizzare uno spazio assegnato per presentare i propri candidati e il proprio programma, ma ha respinto la richiesta del partito di far apparire Vučić nella stessa trasmissione.
L’emittente ha dichiarato di aver chiesto all’SNS di inviare un altro rappresentante per lo spazio in programma. Ha aggiunto di essere ancora disposta a intervistare Vučić, ma solo dopo le elezioni, quando la sua redazione riterrà che il momento e le circostanze siano appropriati.
“Siamo sempre pronti per un colloquio con Aleksandar Vučić, ma dopo le elezioni del 25 ottobre, quando decideremo che è il momento giusto e che c’è un motivo per cui lui debba apparire nel nostro programma”, ha affermato N1 in un comunicato.
L’emittente ha spiegato che Vučić si è ripetutamente rifiutato di apparire su N1 nel corso degli anni, continuando nel contempo a insultare l’emittente e ad accusarla di provocare violenza e di cercare di rovesciare lo Stato.
Vučić ha definito la decisione “puro fascismo”
Vučić ha reagito con rabbia durante un comizio elettorale a Čačak, affermando di aver appreso poco prima che N1 non gli avrebbe permesso di rappresentare la sua lista in una trasmissione di 24 minuti in programma per mercoledì sera.
Ha affermato che l’emittente aveva accettato di ospitare altri rappresentanti della sua lista, ma aveva escluso lui personalmente.
“Sono l’unica persona in Serbia a cui N1 e i suoi canali televisivi gemelli bugiardi hanno vietato di apparire”, ha detto Vučić ai sostenitori, descrivendo la decisione come un tentativo di zittirlo.
In seguito ha definito il rifiuto «puro fascismo», paragonandolo all’esclusione di individui sotto i regimi comunisti e nazisti. Ha sostenuto che consentire la partecipazione di altri candidati della sua lista mentre a lui veniva negata l’apparizione equivalesse a discriminazione personale e disumanizzazione.
“Che cos’è questo, se non censura?”, ha chiesto Vučić, insistendo sul fatto che avrebbe voluto utilizzare quei 24 minuti per rispondere a quelle che ha definito menzogne su di lui e sulla sua famiglia e per illustrare i suoi piani per la Serbia.
Ha affermato di aver inteso parlare di nuove fabbriche, ospedali e strade, e ha sostenuto che l’emittente non fosse disposta a lasciargli rispondere alle accuse mosse contro di lui nell’ultimo decennio.
Vučić ha inoltre dichiarato di essere orgoglioso di questa decisione, presentandola come prova del fatto che i suoi avversari politici lo considerano una minaccia. Ha promesso che ciò rafforzerà la sua determinazione a lottare per il Paese e ha affermato che questa mossa susciterà ulteriore indignazione tra i suoi elettori.
Vučić ha dominato la copertura mediatica
La controversia si inserisce in un contesto di rappresentazione diseguale tra esponenti del governo e dell’opposizione sulla televisione serba, secondo un rapporto di monitoraggio dei media redatto dalla CRTA, partner di EUalive, nell’ambito di una missione di osservazione svoltasi dal 21 al 27 settembre.
Il monitoraggio ha esaminato i programmi politici e di informazione sui canali televisivi commerciali con copertura nazionale e sull’emittente pubblica RTS 1.
Sui canali monitorati, i rappresentanti della maggioranza di governo hanno occupato il 75% del tempo di trasmissione dedicato alla politica, contro il 25% dell’opposizione. La presentazione del governo è stata neutrale nel 67% del tempo a esso dedicato e positiva nel 33%, senza che venisse registrata alcuna manifestazione negativa. Le figure dell’opposizione sono state rappresentate in modo negativo nel 37% del loro tempo di trasmissione, in modo neutrale nel 57% e in modo positivo solo nel 6%.
Il rapporto ha inoltre rilevato che Vučić, che era ancora presidente durante il periodo di monitoraggio, ha ricevuto il 60% di tutto il tempo di trasmissione assegnato agli attori politici. Si trattava di una quota superiore a quella dell’intera opposizione messa insieme, che ha ricevuto il 25%, e quattro volte superiore al 15% assegnato a tutti gli altri rappresentanti del governo nel loro insieme.
La copertura dedicata a Vučić è stata neutra nel 66% del suo tempo di trasmissione e positiva nel 34%. Si è rivolto direttamente ai telespettatori nel 68% del tempo a lui assegnato.
Lo squilibrio era ancora più marcato sull’emittente di stato RTS 1, dove i rappresentanti del governo hanno ricevuto il 93% del tempo di trasmissione dedicato alla politica e l’opposizione solo il 7%. Vučić da solo ha rappresentato il 78% del tempo assegnato a tutti gli attori politici sull’emittente pubblica, quasi undici volte la quota ricevuta dall’intera opposizione.
La CRTA ha inoltre rilevato che la “Lista degli Studenti” dell’opposizione ha ricevuto il 39% di tutto il tempo di trasmissione assegnato agli attori dell’opposizione sui canali monitorati, risultando così il gruppo di opposizione più visibile. Tuttavia, l’86% della copertura a suo carico era negativa e i suoi rappresentanti hanno potuto rivolgersi direttamente ai telespettatori solo nel 15% del tempo assegnato alla lista.
I risultati del rapporto riguardano un periodo specifico di sette giorni e un gruppo ben definito di emittenti. Essi forniscono tuttavia un quadro del panorama mediatico in cui si è svolta la controversia tra Vučić e N1, con il presidente che ha beneficiato di uno spazio televisivo notevolmente superiore rispetto ad altre figure politiche sui canali televisivi nazionali monitorati.
Articolo tradotto da Luca Gualco. Leggi qui la versione originale su EUAlive.

