Domattina il Parlamento europeo darà il via libera alle nuove regole per la tutela dei passeggeri aerei, dopo 13 anni di attesa e duri scontri con le aziende del settore e con i Governi.

Al netto dei toni trionfalistici delle istituzioni, il negoziato ha avuto un percorso tutt’altro che lineare. Lo ammette lo stesso relatore del dossier, l’eurodeputato bulgaro Andrey Novakov (PPE): “All’inizio le aspettative non erano buone, abbiamo dovuto lottare molto”, ha dichiarato. Il commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas ha, invece, rivendicato il valore politico dell’intesa, definendola “un promemoria del valore del modo europeo di fare le cose”.

Le accuse ai governi europei sono arrivate da tutti i gruppi politici, in quanto durante le trattative il Consiglio ha tentato i annacquare la proposta in favore delle compagnie aeree.

“Oggi è chiaro” ha detto l’eurodeputato popolare Jens Gieseke, nel dibattito in plenaria di questo pomeriggio, “il Parlamento europeo ha mantenuto la parola, mentre molti Paesi membri volevano indebolire i diritti dei passeggeri, ridurre i risarcimenti e le tutele. Non con noi”. Tuttavia, ha poi aggiunto che avrebbe “voluto qualcosa in più, ma abbiamo già ottenuto molto”.

Sulla stessa linea si è espresso l’eurodeputato Matteo Ricci, shadow rapporteur del dossier per il gruppo dei Socialisti e Democratici, che ha messo l’accento sulla resistenza opposta dai governi nazionali nel corso del negoziato: “È stata una trattativa difficile perché il Consiglio europeo e i governi europei hanno difeso a lungo esclusivamente le compagnie aeree, ma grazie all’unità del Parlamento possiamo dire che sarà più semplice ottenere un rimborso”, ha spiegato Ricci, sottolineando che il testo mette fine ad alcune pratiche commerciali contestate ai vettori.

A confermare che il pressing dei governi non ha riguardato solo aspetti marginali della riforma è l’eurodeputato di Renew Europe Jan-Christoph Oetjen, che ha rivelato uno dei punti più contesi del negoziato, quello sulla soglia oraria che fa scattare il diritto al risarcimento.

“Gli Stati membri hanno cercato di far passare da tre a quattro ore il tempo del rimborso, sembra poco, ma il 40% dei passeggeri non avrebbe avuto questo rimborso, e noi come Parlamento l’abbiamo evitato”, ha detto Oetjen, rivendicando così il ruolo dell’Eurocamera nella difesa di una soglia che le compagnie aeree, tramite associazioni come Airlines for Europe e IATA, avevano più volte chiesto di alzare.

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Dai banchi dell’estrema sinistra, il francese Arash Saeidi (Left), non si è fatto problemi a fare nomi e cognomi, puntando il dito direttamente contro il Presidente di Ryanair, Michael O’Leary che aveva definito “assurda” la proposta di legge a tutela dei passeggeri.

“Caro O’Leary” ha detto Saeidi, “la nostra legislazione non è assurda: assurdo o disonesto è far pagare i genitori per stare seduti accanto ai bambini. Proteggere i cittadini europei non ha niente a che vedere con la competitività, a meno che la competitività non si fondi sull’abuso, e l’obiettivo del testo di legge è impedire a certi attori economici di abusare della buona fede dei cittadini imponendo loro dei costi indebiti”.

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Al netto delle schermaglie politiche, è sul piano pratico che la riforma promette di incidere di più sulla vita di chi vola.

Il cuore dell’intesa resta la conferma del risarcimento economico per chi subisce un ritardo superiore alle tre ore, con importi che continueranno a variare in base alla lunghezza della tratta. Nel testo finale, che andrà in votazione domani, restano fermi anche gli obblighi di assistenza a carico dei vettori, che dovranno continuare a fornire pasti, bevande e, quando necessario, un alloggio ai passeggeri costretti a lunghe attese in aeroporto.

Il vero cambiamento riguarda però le procedure per ottenere rimborsi e compensazioni, finora uno dei nodi più critici segnalati dai consumatori, spesso scoraggiati da iter farraginosi e poco chiari. Le nuove regole impongono alle compagnie di comunicare in modo trasparente come si richiede un rimborso: i passeggeri avranno nove mesi di tempo per presentare la domanda, mentre i vettori saranno tenuti a rispondere entro trenta giorni, accettando la richiesta o motivando per iscritto un eventuale diniego.

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I bambini sotto i 14 anni potranno poi sedere gratuitamente accanto a chi li accompagna, così come le persone con disabilità, quelle a mobilità ridotta e le donne in gravidanza, con l’obiettivo dichiarato di impedire che diritti essenziali si trasformino in costi extra al momento dell’acquisto del biglietto.

Sul fronte della trasparenza tariffaria, le compagnie dovranno mostrare fin da subito il prezzo finale del volo, comprese le condizioni sui bagagli.

Tra le misure più rilevanti figura il diritto a portare gratuitamente a bordo un effetto personale, come uno zaino o una borsa di piccole dimensioni, mentre vengono cancellate alcune voci di spesa particolarmente contestate dai passeggeri, come quelle per stampare la carta d’imbarco o correggere piccoli errori nel nome riportato sul biglietto.

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