La Bulgaria è finita sotto un’intensa pressione diplomatica e politica dopo le notizie secondo cui alcuni giovani ebrei italiani sarebbero stati vittime di insulti antisemiti e di presunte intimidazioni di stampo neonazista nella località montana di Bansko. L’episodio ha spinto Roma a chiedere un’indagine completa e ha riacceso l’attenzione sul modo in cui la Bulgaria affronta i discorsi d’odio.
L’incidente ha ormai superato la dimensione di una semplice indagine della polizia locale, suscitando reazioni da parte del governo italiano, del Parlamento e delle organizzazioni ebraiche, mentre il ministero degli Esteri bulgaro ha condannato l’antisemitismo e promesso piena collaborazione con le autorità italiane.
Secondo le ricostruzioni riportate dai media italiani e dalle organizzazioni ebraiche, un gruppo di adolescenti bulgari si è radunato davanti all’hotel in cui soggiornavano decine di studenti ebrei provenienti da Roma e Milano, partecipanti a un campo estivo nei pressi di Bansko.
I giovani avrebbero gridato “Heil Hitler”, pronunciato insulti antisemiti e assunto un atteggiamento aggressivo, inducendo gli insegnanti a ordinare ai ragazzi di rimanere all’interno dell’hotel e lontani dalle finestre. Un breve video di scarsa qualità mostra cinque giovani, alcuni dei quali compiono un saluto nazista mentre urlano “Sieg Heil” e “Heil Hitler”.
L’episodio ha suscitato un’ondata di indignazione in Italia, dove esponenti politici di tutto l’arco parlamentare hanno chiesto una risposta immediata da parte di Sofia. Il ministro degli Esteri e vicepremier italiano Antonio Tajani ha condannato quello che ha definito “l’ennesimo atto di antisemitismo” e ha invitato le autorità bulgare a chiarire le circostanze dell’accaduto.
“Condanno questo ennesimo atto di antisemitismo – una piaga che va combattuta, una forma di odio e discriminazione che deve essere estirpata”, ha scritto Tajani su X, esprimendo solidarietà alla comunità ebraica di Roma. Anche il Parlamento italiano ha condannato l’episodio, incaricando il ministero degli Esteri di chiedere chiarimenti al governo bulgaro.
Lo scrittore italiano Gabriele Nissim ha avvertito che l’antisemitismo, che molti ritenevano relegato alla storia dopo la Seconda guerra mondiale, continua a riemergere in tutta Europa.
Ha osservato che l’incidente è avvenuto in Bulgaria, un Paese riconosciuto a livello internazionale per aver salvato la stragrande maggioranza della propria popolazione ebraica rifiutandosi di eseguire gli ordini della Germania nazista di deportarla nei campi di concentramento. Secondo Nissim, Sofia ha ora l’opportunità di lanciare un forte segnale contro l’antisemitismo al resto d’Europa.
L’organizzazione ebraica Shalom di Roma ha inoltre messo in guardia dall’esistenza di reti online che condividerebbero informazioni sugli hotel che ospitano visitatori israeliani o gruppi ebraici in tutta Europa.
Sofia condanna l’antisemitismo su X
“Tali atti sono inaccettabili e non hanno posto in una società democratica. La Bulgaria condanna senza equivoci ogni forma di antisemitismo”, ha scritto il ministero degli Esteri bulgaro su X, aggiungendo di essere in costante contatto con la polizia e di essere pronta a collaborare pienamente con le autorità italiane.
Il ministero dell’Interno, tuttavia, ha fornito una ricostruzione più sfumata dell’accaduto, descrivendolo come un conflitto tra gruppi di giovani del tipo che si verifica frequentemente nelle ore notturne.
Secondo la polizia, il confronto ha comportato uno scambio di insulti da entrambe le parti tra giovani bulgari e italiani e non si sono verificati episodi di violenza fisica. Gli agenti del commissariato locale sono intervenuti, hanno aperto un’indagine e identificato tutti i partecipanti.
Le autorità hanno inoltre reso noto di aver ricevuto diverse segnalazioni riguardanti il comportamento di alcuni partecipanti al campo internazionale prima dell’incidente.
Secondo il capo della polizia di Bansko, il primo ispettore Hristiyan Parmakov, le denunce riguardavano rumori eccessivi nelle ore notturne, il lancio di oggetti dai balconi dell’hotel, gesti offensivi rivolti ai passanti e intrusioni in proprietà private.
La polizia ha inoltre confermato che il proprietario dell’hotel ha presentato una denuncia sostenendo che gli ospiti stranieri avrebbero causato danni alla struttura per un valore stimato di circa 15.000 euro. Alcuni filmati trasmessi in televisione mostrano attrezzature dell’hotel danneggiate, anche se non è possibile stabilire quando tali danneggiamenti siano avvenuti.
Parmakov ha affermato che i risultati preliminari indicano che alcuni membri del gruppo ospitato nell’hotel potrebbero aver provocato cinque adolescenti bulgari che stavano passando poco prima dello scontro verbale, pur precisando che le indagini sono ancora in corso. Il caso è stato trasmesso alla procura.
Preoccupazioni di lunga data sull’hate speech
L’incidente ha riacceso le preoccupazioni riguardo al modo in cui la Bulgaria affronta la retorica estremista e l’hate speech.
Nnegli ultimi dieci anni, slogan neonazisti, graffiti con svastiche, propaganda estremista e discorsi d’odio sono comparsi ripetutamente in Bulgaria. Tra gli episodi documentati figurano atti di vandalismo contro sinagoghe, l’organizzazione di gruppi paramilitari, richieste di ripristinare i campi di concentramento, minacce contro giornalisti e oppositori politici e incitamento all’odio nei confronti delle minoranze.
Nonostante questi episodi ricorrenti, negli ultimi anni la Bulgaria non ha ottenuto neppure una condanna per diffusione di propaganda neonazista.
L’annuale Marcia Lukov a Sofia, che rende omaggio al generale filonazista Hristo Lukov e richiama partecipanti dell’estrema destra e neonazisti provenienti dalla Bulgaria e dall’estero, è ampiamente descritta come una manifestazione neonazista.
Sebbene i sindaci di Sofia e il ministero degli Esteri abbiano ripetutamente tentato di vietarla o limitarla, i tribunali bulgari hanno spesso annullato tali provvedimenti, consentendo alla fiaccolata di continuare, in una forma o nell’altra, anno dopo anno.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

