L’Unione europea sta preparando un pacchetto di sostegno economico del valore iniziale di 50 milioni di euro per l’Armenia dopo che la Russia ha imposto all’Armenia alcune restrizioni commerciali, ha dichiarato giovedì la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, in messaggio diramato dopo una conversazione telefonica con il premier armeno Nikol Pashinyan.
La Russia ha imposto di recente restrizioni periodiche sull’importazione di diversi prodotti armeni, tra cui fiori, acqua minerale “Jermuk”, alcune bevande alcoliche, prodotti ittici, frutta e verdura.
“Oggi ho parlato con il Primo Ministro Nikol Pashinyan delle recenti restrizioni imposte dalla Russia all’Armenia. Si tratta di una vera e propria coercizione economica, ed è inaccettabile”, ha dichiarato von der Leyen. “Estendendo le restrizioni all’esportazione di prodotti armeni, Mosca sta strumentalizzando le relazioni economiche a fini di pressione politica. Conosciamo fin troppo bene questo schema”, ha affermato la presidente della Commissione UE in una nota. “Ecco perché l’Europa è fermamente al fianco dell’Armenia. Stiamo preparando un pacchetto di sostegno da parte dell’UE”, ha concluso L’Armenia ha già effettuato una prima spedizione di 10.000 fiori in Lettonia, Paese membro dell’UE, ha aggiunto.
Si stima che l’Armenia abbia esportato 52 milioni di fiori in Russia solo tra gennaio e maggio 2025. Questa cifra rappresenta un aumento di quasi il 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Anche le esportazioni agricole armene verso la Russia sono cresciute rapidamente negli ultimi 10-15 anni. Le esportazioni totali dell’Armenia verso la Russia hanno raggiunto quasi 3 miliardi di dollari, rispetto ai 667 milioni di dollari di merci esportate verso gli Stati membri dell’UE.
In risposta ai divieti di importazione imposti dalla Russia nelle ultime due settimane, il premier armeno Pashinyan e i suoi stretti collaboratori hanno esortato gli agricoltori e le imprese agroalimentari armene, dipendenti dal mercato russo, a diversificare le proprie esportazioni.
Giovedì, il governo armeno ha approvato dei sussidi per gli esportatori che vendono i loro prodotti in paesi diversi dalla Russia. Riceveranno tra 275 e 770 dram (da 0,75 a 2 dollari) per chilogrammo di frutta e verdura e 37 dram per fiore esportato nell’UE o in altri mercati.
I leader dell’opposizione armena hanno liquidato il sostegno finanziario come una trovata pubblicitaria, sostenendo che Pashinyan e il suo partito, il Contratto Civile, stiano ingannando gli elettori in vista delle elezioni parlamentari di domenica.
Secondo alcuni economisti e imprenditori, citati dai media armeni, il Paese potrebbe impiegare diversi anni per trovare nuovi mercati. Sottolineano gli elevati costi di trasporto delle merci verso l’UE, nonché i rigidi standard di sicurezza alimentare e le politiche protezionistiche dell’Unione.
Le pressioni russe per influenzare il voto del 7 giugno
Le sanzioni russe giungono dopo l’accelerazione delle relazioni tra Unione europea e Armenia e in vista delle elezioni parlamentari del 7 giugno, in cui il premier Pashinyan chiederà agli elettori un mandato per proseguire il processo di pace con l’Azerbaigian e l’avvicinamento all’Unione europea.
Lo scorso 5 maggio Erevan ha ospitato il primo vertice bilaterale UE-Armenia, dopo il summit della Comunità politica europea ospitato sempre nella capitale armena il 4 maggio. Durante il vertice, a cui hanno preso parte la presidente della Commissione UE e il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, le parti hanno firmato una partnership sulla connettività per rafforzare trasporti, energia, digitale, legami economici e cooperazione in materia di sicurezza. Il summit ha segnato un ulteriore passo dell’avvicinamento di Erevan all’UE, in parallelo al progressivo deterioramento dei rapporti con Mosca.
L’avvicinamento all’Unione europea è stato fortemente contestato da Mosca. Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato il 9 maggio che Erevan non può più conciliare questa politica con la sua appartenenza a un blocco commerciale guidato dalla Russia, che garantisce all’Armenia l’accesso al mercato russo senza dazi. Mosca ha anche minacciato di interrompere la fornitura di gas naturale russo all’Armenia a un prezzo estremamente vantaggioso, risorsa vitale per l’economia armena. “Non pagheremo per il percorso dell’Armenia verso l’Unione Europea”, ha ribadito giovedì la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

