L’Unione europea punta a elevare la relazione con la Thailandia da partnership commerciale a partenariato strategico per il futuro. È il messaggio lanciato dal Commissario europeo per l’Agricoltura e l’Alimentazione, Christophe Hansen, che ha concluso il 29 maggio 2026 una missione ad alto livello a Bangkok, alla guida di una delegazione di quasi 100 imprese e organizzazioni agroalimentari europee provenienti da 20 Stati membri. Obiettivo della visita, svoltasi dal 25 al 29 maggio: rafforzare la cooperazione commerciale, sostenere sistemi agroalimentari più sostenibili e resilienti e aprire nuove opportunità in uno dei mercati più dinamici del Sud-Est asiatico.
Il fulcro della missione è stata la partecipazione a THAIFEX-Anuga Asia 2026, la più importante fiera agroalimentare della regione, dove per la prima volta l’UE ha rivestito il ruolo di “Regione d’Onore”. Il Padiglione europeo ha riunito prodotti da tutti i 27 Stati membri, tra degustazioni, dimostrazioni culinarie e incontri business-to-business con acquirenti, importatori e distributori dell’intera area ASEAN.
“Non si tratta solo di commercio”
Intervenendo all’EU-Thailand Agri-Food Business Forum, Hansen ha voluto chiarire il senso della missione. “Questo Forum non riguarda semplicemente il commercio. Riguarda l’incontro tra persone, imprese e competenze, e l’avvicinamento di due grandi culture agricole e alimentari”.
Un messaggio calato in un contesto internazionale segnato dall’incertezza. “Ci incontriamo in un momento in cui il commercio globale e i sistemi alimentari sono sotto pressione. Le catene di approvvigionamento sono messe alla prova, gli eventi climatici incidono sulla produzione e la sicurezza alimentare è tornata a essere una questione strategica. Gli accordi commerciali sono diventati più strategici che mai”.
Da qui il valore attribuito da Bruxelles a Bangkok: “La Thailandia è uno dei partner naturali e chiave dell’Europa nel Sud-Est asiatico”, ha sottolineato il Commissario, ricordando che “le imprese europee vedono la Thailandia come una porta d’accesso all’ASEAN e come un partner con cui costruire opportunità di lungo periodo”.
I numeri e il negoziato sull’ALS
Sul piano economico, Hansen ha rivendicato il peso della relazione: “Nel 2025, gli scambi bilaterali di beni tra Unione europea e Thailandia hanno superato i 44 miliardi di euro. E resta un enorme potenziale non sfruttato nella cooperazione agroalimentare” — un dato confermato dai documenti UE (44,3 miliardi). Le esportazioni agroalimentari UE verso il Paese valgono circa un miliardo di euro l’anno, trainate da prodotti lattiero-caseari, vini e liquori, carni, ortofrutta e olio d’oliva. Più contenuto il dato italiano: tra gennaio e ottobre 2025 l’export agroalimentare verso la Thailandia si è fermato a 117 milioni di euro (dati ICE), con l’Italia solo al 21° posto tra i fornitori.
Al centro degli incontri politici resta il negoziato per l’Accordo di Libero Scambio (ALS) UE-Thailandia, ripreso nel 2023 e fortemente incentrato sulla sostenibilità, sui diritti dei lavoratori e sugli obiettivi climatici. Il nono ciclo di trattative è in calendario per la settimana del 22 giugno 2026 a Bruxelles. Per Hansen, il Business Forum è proprio “il luogo in cui la nostra ambizione politica diventa pratica. È dove le imprese si incontrano, i partenariati iniziano e le opportunità diventano concrete”. E la competitività, ha aggiunto, “non può più essere costruita soltanto sul prezzo”, ma deve fondarsi “su qualità, innovazione, sostenibilità, resilienza e fiducia”.
Le Indicazioni Geografiche e l’orizzonte strategico
Tra i momenti simbolici, la consegna ufficiale del certificato di Indicazione Geografica Protetta (IGP) dell’UE ai produttori del ‘Maphrao Namhom Ratchaburi’ (cocco aromatico), ultimo prodotto tailandese tutelato nel mercato europeo. A suggellare il riconoscimento reciproco, un cocktail commemorativo ha unito il cocco di Ratchaburi all’Irish Whiskey, ultima IG europea riconosciuta in Thailandia.
“Nessun Paese può farlo da solo. Vogliamo una cooperazione che vada oltre le transazioni: una cooperazione che sostenga gli investimenti, apra nuove opportunità di mercato, rafforzi le catene del valore agroalimentari e avvicini le nostre imprese. Ora è il momento di trasformare la cooperazione economica in un vero partenariato strategico per il futuro”.
[Emma Bellon]

