I mercati agricoli dell’Unione europea dovrebbero mantenersi complessivamente solidi nel 2026, nonostante le tensioni geopolitiche, l’aumento dei costi di produzione e i rischi legati al clima. È quanto emerge dall’edizione estiva del rapporto 2026 sulle prospettive a breve termine dei mercati agricoli pubblicato dalla Commissione europea.
Secondo quanto riportato dall’esecutivo comunitario, il settore continua a mostrare una buona capacità di tenuta, pur dovendo affrontare uno scenario caratterizzato da forti elementi di incertezza. L’agricoltura europea si trova, infatti, a fare i conti con una combinazione di fattori che incidono direttamente sulla redditività delle aziende agricole e, di conseguenza, sui prezzi dei prodotti alimentari.
La Commissione segnala che il conflitto in Medio Oriente, le persistenti tensioni commerciali, le malattie degli animali e l’aumento dei costi di energia, fertilizzanti e altri fattori produttivi continuano a comprimere i margini degli agricoltori. A ciò si aggiunge un aumento dell’inflazione prevista attorno al 3,1% e una crescita economica dell’UE stimata all’1,1%, elementi che potrebbero influenzare sia i consumi sia l’andamento dei mercati.
Secondo la Commissione, le previsioni non tengono ancora conto degli effetti delle recenti ondate di calore che hanno colpito diversi Paesi europei, poiché i dati utilizzati per il rapporto sono stati raccolti prima dell’inizio dell’emergenza climatica. Proprio per questo motivo, l’evoluzione delle condizioni meteorologiche rappresenta uno dei principali fattori da monitorare nei prossimi mesi.
Produzioni in crescita, ma restano molte incognite
Nel dettaglio, Bruxelles prevede un aumento della produzione di latte, semi oleosi, carne suina e pollame. La disponibilità di latte dovrebbe crescere grazie a rese più elevate, favorendo anche la produzione di burro, formaggi, siero di latte e latte scremato in polvere. Anche il settore avicolo dovrebbe continuare a espandersi, sostenuto da una domanda elevata e da prezzi ancora favorevoli.
Per i cereali, invece, la produzione è attesa su livelli vicini alla media degli ultimi cinque anni, dopo i raccolti particolarmente abbondanti della stagione precedente.
Le colture invernali beneficiano di condizioni generalmente favorevoli, mentre quelle primaverili ed estive potrebbero subire gli effetti della siccità e delle alte temperature, soprattutto nelle aree più esposte al rischio di carenza idrica. La produzione di olio d’oliva e di zucchero è invece prevista in calo rispetto ai livelli più recenti, mentre il comparto bovino continua a risentire della progressiva riduzione del numero di capi allevati.
La Commissione sottolinea inoltre che i margini economici delle aziende agricole restano sotto pressione. L’aumento dei costi di produzione, in particolare per fertilizzanti ed energia, continua infatti a ridurre la redditività delle imprese agricole, nonostante una domanda complessivamente stabile per molti prodotti alimentari. Per questo motivo Bruxelles richiama anche le misure contenute nel Piano d’azione europeo sui fertilizzanti e gli strumenti di sostegno previsti dalla Politica agricola comune per rafforzare la resilienza del settore.
Crisi dei fertilizzanti: in arrivo aiuti immediati e liquidità per salvare i raccolti
Il rapporto conferma come la sicurezza alimentare e la competitività dell’agricoltura europea restino tra le priorità dell’Unione. L’obiettivo della Commissione è garantire la stabilità dei mercati senza perdere di vista le sfide poste dal cambiamento climatico, dalle tensioni geopolitiche e dalla transizione verso un modello produttivo più sostenibile.
Nei prossimi mesi l’attenzione sarà rivolta soprattutto all’evoluzione delle condizioni climatiche estive e all’andamento dei mercati energetici internazionali, due fattori che potrebbero modificare significativamente le previsioni contenute nel rapporto e incidere sulle prospettive del settore agricolo europeo.
[Articolo di Martina Bertucci]

