La Commissione europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia per il mancato corretto recepimento della Direttiva europea sull’acqua potabile. Bruxelles ha inviato a Roma una lettera di costituzione in mora, primo passaggio formale della procedura, contestando diverse carenze nell’attuazione della direttiva 2020/2184, che gli Stati membri avrebbero dovuto recepire entro il 12 gennaio 2023.
L’Italia ha ora due mesi di tempo per rispondere alla lettera di costituzione in mora e correggere le carenze individuate dalla Commissione. In assenza di una risposta ritenuta soddisfacente, Bruxelles potrà procedere con il secondo passaggio della procedura d’infrazione, inviando un parere motivato.
Adottata il 16 dicembre 2020 ed entrata in vigore il 12 gennaio 2021, la direttiva mira a rafforzare la tutela della salute umana attraverso standard aggiornati sulla qualità dell’acqua destinata al consumo umano, una maggiore attenzione agli inquinanti emergenti e una gestione più rigorosa dei rischi.
Tra gli obiettivi della direttiva vi sono la garanzia di acqua di rubinetto più sicura, il contrasto alla presenza di sostanze preoccupanti come interferenti endocrini e microplastiche, e il miglioramento dell’informazione ai cittadini, in particolare alle persone vulnerabili.
Secondo la Commissione, in Italia permangono “diverse carenze” nel recepimento della direttiva. Nello specifico Bruxelles contesta la limitazione dell’ambito della valutazione del rischio dei sistemi di distribuzione domestici, il rinvio di alcuni obblighi previsti dalla normativa europea e l’assenza dell’obbligo di informare le persone vulnerabili sulle modalità di accesso all’acqua potabile. La Commissione segnala inoltre la necessità di limitare le deroghe solo a circostanze debitamente giustificate e per il periodo più breve possibile.
Un ulteriore rilievo riguarda la mancanza di un valore guida per gestire la presenza nell’acqua potabile di metaboliti non rilevanti dei pesticidi. Si tratta di sostanze derivanti dalla degradazione dei pesticidi che, pur non essendo classificate come rilevanti secondo i criteri principali, possono comunque richiedere un monitoraggio e una gestione adeguata nell’ambito della protezione della qualità dell’acqua.
La Commissione richiama il quadro più ampio della Strategia europea per la resilienza idrica, presentata il 4 giugno 2025, sottolineando che la piena applicazione dei requisiti europei sulla qualità dell’acqua è essenziale per proteggere la salute umana e l’ambiente.
[a cura di Simone Cantarini]

