Per la prima volta in quasi un decennio, la produzione elettrica da carbone e le emissioni di CO₂ del settore energetico cinese sono diminuite. Il risultato, secondo una nuova analisi del Centre for Research on Energy and Clean Air (CREA), è stato trainato soprattutto dalla crescita record di eolico e solare, che nel 2025 ha coperto gran parte dell’aumento della domanda di elettricità.

Il dato segna un possibile punto di svolta per il maggiore emettitore mondiale di gas serra. Ma dietro il risultato nazionale si nasconde una realtà più complessa: il calo delle emissioni è stato fortemente concentrato in poche province e la capacità della rete elettrica di assorbire tutta la nuova energia pulita sta emergendo come uno dei principali limiti della transizione energetica cinese.

Secondo l’analisi di CREA, 18 province hanno ridotto le emissioni del settore elettrico mentre 13 hanno registrato un aumento. Due territori in particolare, Mongolia Interna e Shandong, hanno contribuito da soli a una riduzione della produzione fossile superiore al calo netto registrato a livello nazionale, con circa 42 terawattora (TWh) di elettricità fossile in meno. La Mongolia Interna da sola ha ridotto la generazione da combustibili fossili di circa 26 TWh.

La dinamica evidenzia come il boom delle rinnovabili in Cina stia procedendo su due binari differenti: da una parte grandi basi energetiche nelle regioni settentrionali e occidentali ricche di risorse naturali, dall’altra i grandi centri di consumo sulla costa orientale che stanno cercando di soddisfare una domanda elettrica in continua crescita.

Tuttavia, più capacità rinnovabile non significa automaticamente meno carbone. Province costiere come Guangdong, Jiangsu e Zhejiang hanno registrato tra i maggiori aumenti di produzione pulita del Paese, ma la produzione da combustibili fossili è continuata a crescere anche lì. Nel frattempo, tutte e tre sono state tra le cinque province che hanno aggiunto più nuova capacità a carbone nel 2025.

Il nodo infrastrutture

Secondo CREA, nel 2025 la produzione da eolico e solare avrebbe potuto essere circa il 13% più elevata se fossero stati evitati fenomeni di curtailment, ovvero lo spreco di energia rinnovabile che la rete non riesce ad assorbire. Ciò avrebbe consentito di sostituire un ulteriore 5% della produzione elettrica da carbone.

Le perdite sono particolarmente elevate in regioni come Xinjiang, Mongolia Interna, Gansu e Qinghai, dove l’espansione delle rinnovabili procede più rapidamente della capacità della rete di trasmettere e distribuire energia.

Dietro questo collo di bottiglia vi sono diversi fattori: centrali a carbone progettate per operare come impianti continui, reti di trasmissione ancora insufficienti e meccanismi di mercato che non si sono adattati abbastanza rapidamente a un sistema basato su fonti intermittenti.

Per affrontare il problema, Pechino sta investendo massicciamente nello stoccaggio energetico. Nel solo 2025 la Cina ha aggiunto oltre 66 gigawatt di nuova capacità di accumulo, con una crescita di circa il 52% rispetto all’anno precedente.

Dimensione geopolitica

L’espansione dell’elettricità pulita ha contribuito a ridurre la vulnerabilità energetica cinese durante le turbolenze legate alla crisi dello Stretto di Hormuz. Oltre un terzo della crescita dell’energia pulita tra il 2020 e il 2025 si è concentrata proprio nelle aree più dipendenti dalle importazioni di carbone e gas trasportati via mare.

Per il presidente cinese Xi Jinping, che già nel 2024 aveva iniziato a presentare la transizione energetica anche come una questione di sicurezza nazionale, l’elettricità pulita sembra ormai svolgere una doppia funzione: ridurre le emissioni e limitare la dipendenza da fornitori esterni.

Resta però aperta la questione principale. Se la rete non riuscirà a tenere il passo con la velocità con cui la Cina costruisce nuovi impianti eolici e solari, il Paese rischia di produrre più energia verde di quanta riesca effettivamente a utilizzare.

, , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *