L’euforia globale per l’intelligenza artificiale sta travolgendo anche le Borse europee, nonostante il continente continui a soffrire la mancanza di veri giganti tech capaci di competere con i colossi americani e asiatici.

Secondo un’analisi del Financial Times, alcuni dei migliori titoli europei del 2026 sono proprio aziende legate, direttamente o indirettamente, al boom dell’AI. In testa c’è STMicroelectronics, che ha più che raddoppiato il proprio valore da inizio anno, seguita dai produttori di macchinari per semiconduttori Aixtron e BE Semiconductor Industries. Anche Nokia, oggi molto esposta alle infrastrutture cloud e ai data center, è salita di quasi il 100%.

Il fenomeno riflette l’allargamento della corsa globale all’AI oltre Wall Street. Dopo mesi in cui gli investitori si erano concentrati quasi esclusivamente sui cosiddetti hyperscaler americani, come Nvidia, Microsoft o Amazon, ora il mercato cerca anche in Europa aziende che possano beneficiare indirettamente dell’enorme espansione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

“Chi investe in Europa è disperato nel tentativo di ottenere esposizione all’AI”, ha dichiarato al FT Emmanuel Cau, strategist di Barclays, parlando apertamente di una “gold rush” nel settore. Il problema, secondo molti analisti, è che il mercato europeo offre pochissimi candidati: proprio questa scarsità starebbe alimentando rally estremi e valutazioni sempre più elevate.

L’indice europeo dei semiconduttori è salito di circa il 74% dall’inizio dell’anno, contro appena il 2% dello STOXX Europe 600 nel complesso.

Dietro la corsa ai titoli AI c’è anche un cambio più profondo nella narrativa finanziaria europea. Negli ultimi anni gli investitori avevano puntato soprattutto sui cosiddetti “Granolas”, il gruppo di grandi titoli europei legati a lusso e healthcare identificato da Goldman Sachs. Ora invece il focus si sta spostando verso la “strategic autonomy” europea: semiconduttori, cloud, infrastrutture energetiche e tecnologie considerate essenziali per ridurre la dipendenza da Stati Uniti e Cina.

Anche aziende più piccole stanno vivendo rialzi spettacolari. La francese Soitec, specializzata in wafer per semiconduttori, è salita di oltre cinque volte rispetto a fine 2025 dopo aver perso quasi il 90% nei precedenti anni di crisi. Performance simili anche per la francese Kalray e per Riber.

Parallelamente, gli investitori stanno comprando anche società legate all’elettrificazione e alle infrastrutture energetiche necessarie per alimentare i data center AI. Titoli come Prysmian e Siemens Energy stanno beneficiando indirettamente del boom dei consumi energetici dell’intelligenza artificiale.

Ma proprio l’intensità del rally inizia a preoccupare parte del mercato. Alcuni titoli europei dell’AI trattano ormai a multipli molto elevati: secondo Bloomberg, STMicroelectronics quota circa 37 volte gli utili attesi, mentre Aixtron supera le 47 volte.

Per molti gestori, la fase in cui “qualsiasi titolo AI saliva” potrebbe quindi essere finita. “Ora serve molta più selettività rispetto a sei mesi fa”, ha spiegato Kasper Elmgreen di Nordea Asset Management al FT, pur sostenendo che in Europa esistano ancora opportunità interessanti legate alla costruzione delle infrastrutture dell’intelligenza artificiale.

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