In attesa che le istituzioni UE trovino una quadra sull’accordo commerciale tra Unione europea e Stati Uniti raggiunto l’estate scorsa a Turnberry, Washington fa un passo indietro rispetto alla deadline, prevista per questa settimana, sull’imposizione di nuovi dazi al 25% sulle auto europee. Dopo una telefonata con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dato all’Europa tempo fino al 4 luglio per approvare e attuare ufficialmente l’accordo commerciale che pose fine alla guerra dei dazi nell’estate del 2025.

La conversazione tra Trump e von der Leyen è giunta dopo il fallimento dei negoziati di trilogo tra Commissione europea, Parlamento europeo e Consiglio dello scorso 6 maggio, con un nuovo round negoziale previsto il 19 maggio a Strasburgo.

“È stata fatta la promessa che l’Ue avrebbe rispettato la sua parte dell’accordo e, come previsto, avrebbe azzerato le tariffe!”, ha scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social. “Ho accettato di darle tempo fino al 250° compleanno del nostro Paese, altrimenti, purtroppo, le loro tariffe sarebbero immediatamente aumentate a livelli molto più alti”, ha affermato il presidente degli Stati Uniti.

In precedenza, la presidente della Commissione UE aveva definito “ottima” la conversazione con Trump, precisando in una nota che “entrambe le parti restano pienamente impegnate” nell’attuazione dell’accordo e nel conseguimento di progressi verso una riduzione dei dazi entro i primi di luglio.

Fumata nera per l’intesa sui dazi fra UE e USA

Unione europea e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo commerciale nel luglio dello scorso anno. L’intesa, raggiunta nella residenza di Trump a Turnberry, in Scozia, aveva posto fine a uno scontro iniziato con le nuove politiche tariffarie volute dal tycoon, che prevedevano inizialmente un dazio del 30% sulle importazioni provenienti dall’UE e che avevano spinto Bruxelles a studiare un pacchetto di contro-dazi su circa 93 miliardi di euro di importazioni statunitensi.

L’accordo di Turnberry prevede un dazio massimo del 15% sulla maggior parte delle importazioni europee negli Stati Uniti, con l’impegno da parte europea a ridurre i dazi sui beni industriali statunitensi e a facilitare l’accesso al mercato per alcuni prodotti agricoli statunitensi, come carne di maiale e latticini.

Tuttavia, l’attuazione dell’accordo da parte europea è stata ritardata da diversi fattori che hanno influenzato le relazioni bilaterali tra Bruxelles e Washington, in particolare la controversia sulla proposta di annessione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti tra dicembre 2025 e gennaio 2026, oltre all’incertezza giuridica innescata da una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha dichiarato illegali molti dei dazi annunciati da Trump.

Lo scorso 26 marzo, il Parlamento europeo ha dato il via libera all’accordo, ponendo però una serie di condizioni, in particolare la clausola sunrise, che subordina i tagli tariffari europei al rispetto degli obblighi da parte americana, e la clausola sunset, che farebbe scadere automaticamente l’accordo il 31 marzo 2028 salvo rinnovo. Il Parlamento ha chiesto inoltre che l’intesa possa essere sospesa qualora Washington minacci gli interessi essenziali di sicurezza dell’Unione, inclusa l’integrità territoriale degli Stati membri, un riferimento nemmeno troppo implicito alle pretese statunitensi sulla Groenlandia.

, , , , , , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *