Il governo italiano ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale in Svizzera sull’incendio del bar “Le Constellation” a Crans-Montana, che nella notte di Capodanno ha causato 41 morti, tra cui sei italiani, e oltre 100 feriti. La mossa, formalizzata tramite l’Avvocatura dello Stato con il supporto di uno studio legale elvetico, segna un salto di livello nell’intervento di Roma sulla vicenda.

Secondo Palazzo Chigi, la decisione è motivata dal “danno diretto” subito dallo Stato italiano, legato alle ingenti risorse mobilitate per l’assistenza medica, psicologica e logistica ai connazionali coinvolti. In altre parole, l’Italia punta a ottenere un risarcimento nell’ambito del procedimento.

L’iniziativa si inserisce però in un quadro legale complesso. Nel sistema svizzero non esiste la costituzione di parte civile come in Italia: la richiesta equivale piuttosto a entrare nel procedimento come accusatore privato già nella fase delle indagini.

Un passaggio tutt’altro che scontato. Per essere ammessi, infatti, è necessario dimostrare un danno diretto, requisito che potrebbe rivelarsi difficile per uno Stato straniero. Inoltre, precedenti simili non giocano a favore: richieste analoghe sono state respinte quando il danno è stato considerato solo indiretto.

Nonostante ciò, Roma tira dritto, sostenendo che l’impiego della Protezione civile e delle strutture pubbliche configuri una perdita economica diretta.

Indagine ampliata

Sul fronte svizzero, intanto, l’inchiesta si allarga. Oltre alle cause dell’incendio, che secondo gli inquirenti sarebbe stato innescato da bottiglie con scintille accese troppo vicino al soffitto, un nuovo filone si concentra sulla gestione dei soccorsi.

Le testimonianze raccolte dai legali delle vittime parlano di possibili criticità: poche ambulanze disponibili, carenza di bombole d’ossigeno e coperte termiche, ritardi nei soccorsi in condizioni climatiche estreme, con temperature sotto zero.

I proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti, sono indagati per omicidio colposo, lesioni e incendio colposo. A pesare è anche l’assenza di controlli di sicurezza annuali dal 2019, elemento che rafforza i dubbi sulla vigilanza.

Nel proprio atto, il governo italiano spinge oltre, affermando che un coinvolgimento delle autorità locali nella genesi dell’evento è “estremamente verosimile”, aprendo così a una possibile estensione delle responsabilità.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha seguito il caso da vicino, promettendo giustizia per le vittime italiane e mantenendo alta la pressione sulle autorità svizzere. Nelle scorse settimane aveva anche criticato pubblicamente la richiesta di pagamento delle cure ospedaliere avanzata ad alcune famiglie, definendola “inaccettabile”, prima che Berna chiarisse si trattava di un errore.

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