Il tre volte primo ministro sloveno Janez Janša, sostenitore di Donald Trump, potrebbe tornare ancora una volta a formare un governo. L’attuale premier Robert Golob ha infatti rinunciato all’incarico.
“Agiremo all’opposizione”, ha dichiarato Golob ai giornalisti dopo un incontro con la presidente Nataša Pirc Musar. Ha spiegato di non aver trovato, tra i partiti di centrodestra, un alleato in grado di garantirgli una maggioranza parlamentare.
Il Movimento Libertà, formazione liberale guidata da Golob, ha ottenuto 29 seggi nell’Assemblea nazionale, la camera bassa del Parlamento sloveno, alle elezioni del mese scorso. La conservatrice Partito Democratico Sloveno (SDS) di Janša ha conquistato appena un seggio in meno, fermandosi a 28.
Janša ha annunciato l’intenzione di ripristinare i “valori sloveni”, come la “famiglia tradizionale”, e di “chiudere il rubinetto” dei fondi pubblici alle organizzazioni non governative considerate di fatto attori politici.
“Non stiamo formando un governo”
Janez Janša non intende avviare negoziati di coalizione nell’immediato. Dopo l’incontro con Pirc Musar, ha dichiarato ai giornalisti di non avere fretta di formare un esecutivo, sostenendo di voler fare ciò che è “meglio per il Paese”.
“L’SDS non sta attualmente formando alcun governo”, ha affermato, aggiungendo che questa settimana sarà dedicata alla costituzione del nuovo parlamento. Ha inoltre sottolineato che il partito è “pronto a nuove elezioni anche domani”, se necessario.
Golob ha ribadito lunedì la convinzione che Janša riuscirà comunque a costruire una coalizione, definendola però “una coalizione di imbroglioni destinata a durare poco”.
Nonostante le smentite ufficiali dell’SDS, diversi osservatori ritengono che il partito condivida molte posizioni con Nuova Slovenia e con i Democratici dell’ex alleato di Janša ed ex ministro degli Esteri Anže Logar. Entrambe le formazioni hanno respinto un accordo con Golob.
All’inizio del mese, durante la sessione inaugurale del Parlamento, è stato eletto presidente un deputato del partito anti-establishment Resni.ca, grazie proprio ai voti dell’SDS, di Nuova Slovenia e della formazione di Logar.
Sebbene Resni.ca non intenda entrare in una coalizione, il sostegno ricevuto potrebbe tradursi in un appoggio esterno a Janša, rafforzandone le prospettive.
E adesso?
La presidente Pirc Musar, che nel 2022 aveva sconfitto Logar al secondo turno delle elezioni presidenziali, deve affidare a qualcuno l’incarico di formare il governo entro 30 giorni dalla sessione inaugurale del Parlamento, tenutasi il 10 aprile. Se il candidato designato non otterrà la maggioranza, i partiti avranno dieci giorni per proporne un altro.
Golob, ex manager del settore energetico, era un outsider politico nel 2022, quando vinse le elezioni cavalcando il malcontento per le restrizioni alle libertà civili durante il governo Janša.
Quest’ultimo, dal canto suo, accusa ora l’esecutivo uscente di aver sperperato risorse pubbliche, di aver governato come se “il denaro crescesse sugli alberi” e di aver seminato caos.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland, disponibile qui.

