La Commissione europea assicura di stare valutando misure mirate e temporanee per affrontare la crisi energetica innescata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, esortando i governi a ridurre dove possibile le tasse e le accise sull’energia, ma aprendo alla possibilità di una maggiore flessibilità sugli aiuti di Stato. A riferirlo sono stati il commissario europeo all’Energia, Dan Jørgensen, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

In vista del Consiglio europeo di giovedì, l’esecutivo europeo e i Paesi UE stanno cercando soluzioni per affrontare quella che si prospetta come una nuova crisi economica, frutto delle conseguenze degli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran che in risposta, oltre a colpire infrastrutture petrolifere nei Paesi del Golfo, ha bloccato lo Stretto di Hormuz, da cui passano normalmente circa un quinto della produzione mondiale di petrolio e il 20% delle esportazioni di gas naturale liquefatto, ma anche il 30% dell’export dei fertilizzanti e circa il 10% dell’alluminio.

Intervenendo in conferenza stampa al termine del Consiglio energia, Jørgensen ha ribadito che la Commissione e i Paesi UE stanno valutando “valutando soluzioni mirate e temporanee” per affrontare la crisi, precisando tuttavia la volontà di non compromettere gli obiettivi strategici a lungo termine dell’UE, come ad esempio il meccanismo di fissazione dei prezzi e un sistema di scambio di quote di emissione (ETS). “Qualsiasi soluzione che presenteremo dovrà essere in linea con questi principi fondamentali, mirata e a breve termine”, ha affermato.

Il Commissario UE, che non ha anticipato nessuna delle possibili soluzioni, ha affermato che gli obiettivi di fronte a questa crisi sono tre: portare sollievo a coloro che stanno affrontando le maggiori difficoltà,  avere opzioni di emergenza a disposizione nel caso in cui la situazione peggiori, avanzare sui cambiamenti strutturali che possano finalmente porre fine alla vulnerabilità e all’esposizione dell’UE ai mercati globali volatili. “Per questo – ha affermato – stiamo esaminando tutte e quattro le componenti dell’energia: il costo dell’energia in sé, gli oneri di rete, le tasse e gli oneri parafiscali, e i costi del carbonio. E le nostre risposte concrete arriveranno molto presto, più avanti questa settimana”.

Hormuz e shock energetico: Bruxelles sottovaluta il rischio per gli approvvigionamenti, sostiene l’analista Sassi

Maggiore flessibilità sugli aiuti di Stato e quadro realistico sull’ETS

In una lettera inviata ai leader europei in vista del Consiglio europeo di giovedì 19 marzo, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha lanciato un invito ai governi a concedere un’immediata riduzione del prezzo dell’elettricità alle industrie ad alta intensità energetica più colpite attraverso il quadro vigente in materia di aiuti di Stato, precisando che Bruxelles “rafforzerà ulteriormente questi meccanismi e li renderà più flessibili”. L’obiettivo, ha aggiunto von der Leyen è quello di consentire ai Paesi membri di fornire un sostegno ancora più immediato dove è più necessario”.

Von der Leyen ha inoltre affermato che Bruxelles sta “accelerando il lavoro sulla prossima revisione dell’Ets, in particolare per definire una traiettoria di decarbonizzazione più realistica oltre il 2030″.

La revisione dell’ETS è stata chiesta anzitutto dall’Italia che sta lavorando con altri Paesi UE per sospendere o rivedere profondamente il sistema a causa degli elevati costi energetici che incidono sulla competitività industriale. Tuttavia, la scorsa settimana otto paesi, tra cui Svezia, Spagna e Paesi Bassi hanno respinto le richieste di riforma, avvertendo che “apportare cambiamenti fondamentali” a un “pilastro della politica climatica dell’UE” rappresenterebbe un “passo indietro molto preoccupante”. La Francia, paese di peso nel panorama internazionale, ha adottato una posizione intermedia, chiedendo che le regole vengano rese più flessibili senza compromettere “l’integrità” del sistema del mercato del carbonio.

Stretto di Hormuz, Jørgensen: nessun rischio approvvigionamenti, ma l’UE prepara misure sui prezzi

La Commissione UE, si legge nella lettera, “adotterà a breve i benchmark dell’ETS, tenendo conto delle preoccupazioni espresse dall’industria” e confermando che “l’Ets resta uno strumento collaudato per guidare la trasformazione industriale” e deve essere adattato “alle nuove realtà”.

Bruxelles “presenterà inoltre una proposta per rafforzare la riserva di stabilità del mercato” dell’ETS “affinché possa affrontare in modo più efficace l’eccessiva volatilità dei prezzi e mantenerli sotto controllo nel breve termine”.

Von der Leyen ha ribadito che al momento “la sicurezza dell’approvvigionamento dell’Unione europea è garantita”, ma ha osservato come l’aumento dei prezzi di petrolio e gas stia già pesando sull’economia.

“Dall’inizio del conflitto, l’Europa ha già speso 6 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili: un promemoria diretto del prezzo che paghiamo per la nostra dipendenza. Un’interruzione prolungata delle forniture di petrolio e gas dalla regione del Golfo potrebbe avere un impatto significativo sulla nostra economia”, ha ammesso.

, , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *