Il ciclo di negoziati, mediato dagli Stati Uniti, per concludere il conflitto in Ucraina si è improvvisamente congelato. Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la causa è lo spostamento dell’attenzione di Washington sulla guerra in Iran, ritenuta dal presidente statunitense Donald Trump più urgente e, probabilmente, più funzionale ai suoi obiettivi politici.

Il presidente ucraino – sempre più isolato vista anche l’impossibilità dell’Unione europea, causa veto ungherese, di fornire ulteriore supporto economico e militare a Kyiv – ha denunciato la situazione attraverso un post sulla piattaforma X nella serata di lunedì. “Al momento la priorità dei partner e tutta l’attenzione sono concentrate sulla situazione intorno all’Iran e, a causa di questo, l’incontro che era stato pianificato per questa settimana viene posticipato su proposta della parte americana”, ha dichiarato.

I piani di Trump su Teheran restano però poco chiari agli osservatori. Da un lato, il tycoon ha dichiarato alla BBC che la guerra è “praticamente completa”, sottolineando che l’Iran “non dispone di marina, aviazione né sistemi di comunicazione”. Dall’altro, ha rivelato che Teheran è stato al centro di una conversazione telefonica con Vladimir Putin, definita dallo stesso Trump “molto buona” e in cui pare aver proposto un patto al presidente russo in cui i due conflitti risultavano essere decisamente interconnessi.

Zelensky ha chiamato Trump a un nuovo incontro, cribadendo la disponibilità dell’Ucraina a proseguire negli sforzi per porre fine all’invasione russa su larga scala. Il presidente ucraino ha fornito aggiornamenti sull’intelligence ucraina riguardo ai piani di Mosca e ha avvertito che la Russia potrebbe cercare di sfruttare l’instabilità in Medio Oriente per intensificare l’offensiva nel Donbass e in altre aree del fronte.

Secondo quanto riportato dal Kyiv Independent, anche prima dell’escalation della crisi mediorientale, Mosca sembrava riluttante ad avanzare nella diplomazia. Il colloquio saltato avrebbe dovuto tenersi sul finire del mese di febbraio, ma il Cremlino non ha mai confermato l’incontro.

Negli stessi giorni, il servizio di intelligence estera russo ha diffuso accuse secondo cui Francia e Regno Unito stavano preparando la fornitura di armi nucleari all’Ucraina e Putin in persona ha affermato che i servizi segreti russi avevano informazioni su potenziali sabotaggi contro il gasdotto TurkStream e il gasdotto Blue Stream.

Alla luce dell’esplosione del conflitto in Iran di poco successiva, è plausibile che i servizi russi fossero informati del prossimo attacco di Stati Uniti e Israele e abbiano voluto prendere tempo, attraverso notizie infondate, per poi sfruttare a loro vantaggio in Ucraina il fatto che gli Stati Uniti fossero occupati su un altro fronte.

“Al male non devono essere date opportunità di coordinamento, ma la protezione della vita deve essere chiaramente coordinata. Questo è esattamente ciò per cui stiamo lavorando”, ha dichiarato Zelensky, ribadendo la priorità della sicurezza dei civili mentre la diplomazia internazionale resta sospesa.

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