La commissione Ambiente del Parlamento europeo ha adottato con 48 voti favorevoli, 30 contrari e 2 astensioni la posizione sulla revisione degli standard di CO2 per auto e furgoni nuovi, insieme alle misure di incentivo per i veicoli puliti prodotti nell’Ue. Il testo si basa sul compromesso raggiunto da Ppe, S&D e Renew Europe, già sostenuto il 22 ottobre dai pareri delle commissioni Industria e Trasporti, che però non sono vincolanti.

Per le auto, il Parlamento propone di ridurre l’obiettivo di abbattimento delle emissioni al 2035 dal 100% all’87,5%. I costruttori dovrebbero compensare il restante 7,5% rispetto al target di riferimento del 2021, per arrivare al 95%, ricorrendo a crediti per acciaio a basse emissioni prodotto nell’Ue. La proposta della Commissione europea del dicembre 2025 prevedeva invece un obiettivo del 90% al 2035 e una soglia di crediti per l’acciaio del 7%.

Per i furgoni, il target al 2030 sarebbe del 35%, contro il 40% proposto dalla Commissione e il 50% oggi previsto, mentre quello al 2035 scenderebbe dal 100% all’80%, con crediti sull’acciaio entro lo stesso tetto del 7,5%. Fino al 2034 i crediti sull’acciaio possono pesare al massimo il 3%.

I grandi investitori chiedono all’Unione europea di non ridurre l’ambizione sul prezzo della CO2

Il testo introduce la categoria dei “vehicles running exclusively on eligible fuels” (Veef), cioè auto e furgoni alimentati solo con carburanti rinnovabili e a basse emissioni, inclusi nella definizione di veicoli a zero emissioni. Nel calcolo delle emissioni medie le piccole auto elettriche prodotte nell’Ue, lunghe al massimo 4,2 metri, contano come 1,4 veicoli e quelle molto efficienti come 1,2, con un ulteriore 0,1 per il social leasing. I furgoni elettrici prodotti nell’Ue contano 1,2 fino al 2034 e 1,4 dal 2035.

Il mandato negoziale sarà votato nella plenaria di dicembre 2026. Il testo dovrà poi essere negoziato con gli Stati membri e la Commissione, che sono già d’accordo su una revisione degli obiettivi.

Il relatore Massimiliano Salini (Partito popolare europeo, PPE) ha parlato di una “svolta” per l’industria automobilistica europea e ha sottolineato che immatricolare auto con motore a combustione senza obblighi di compensazione resterebbe possibile. Il presidente di Anfia, Roberto Vavassori, ha accolto il voto come un passo avanti nel pragmatismo e ha apprezzato la revisione al ribasso dei target sui veicoli commerciali e la categoria Veef. Ha però giudicato “non sostenibile” la compensazione obbligatoria del 7,5% con l’acciaio a basse emissioni, e si è augurato che gli Stati membri siano “ancora più pragmatici”.

Industria, quindici Paesi UE chiedono una revisione dell’ETS e nuove misure per la competitività europea

Dopo la pubblicazione del comunicato del Parlamento, Stellantis è salita a Piazza Affari fino a un massimo di 4,215 euro, il 3,4% sopra la chiusura del giorno prima a 4,075 euro. Il titolo ha poi ridotto i guadagni, scambiando poco sopra i 4,11 euro, circa +0,9%. In rialzo, più contenuto, anche gli altri gruppi europei dell’auto. Il testo va nella direzione indicata dall’amministratore delegato Antonio Filosa, che nella call sui conti aveva chiesto “flessibilità sulla CO2” e regole che premino chi progetta e produce in Europa. Stellantis produce, o ha in programma di produrre, nell’Ue diversi modelli compatti, per i quali è previsto il supercredito, ed è leader europeo nei veicoli commerciali leggeri, con il 26,9% di quota, il segmento per cui i target vengono ridotti.

, , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *