Washington e Ottawa stanno conducendo negoziati riservati che potrebbero cambiare le dinamiche della disputa commerciale in corso da mesi. Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, sulla base di informazioni fornite da funzionari di entrambi i paesi, i governi degli Stati Uniti e del Canada stanno lavorando a un accordo volto a ridurre i dazi doganali gravosi sull’acciaio e sulle automobili.
I colloqui si svolgono sotto la pressione del tempo, a pochi giorni dalle elezioni suppletive statunitensi previste per il 3 novembre. Dopo la rottura dei negoziati avvenuta ad agosto e mesi di reciproche frecciatine, il ritorno al tavolo delle trattative procede in segreto.
Tensioni diplomatiche
Il percorso che ha portato agli attuali colloqui riservati è stato irto di ostacoli. Da mesi i rapporti tra i due paesi rimangono freddi e il presidente Donald Trump ha minacciato più volte un’ulteriore escalation, compreso l’aumento dei dazi sull’acciaio e sulle automobili al 50% a partire dall’inizio del 2027. La retorica utilizzata durante i comizi politici, in cui il Canada viene accusato di “ingannare” da anni gli Stati Uniti in materia di commercio, non ha facilitato la costruzione di un clima di fiducia.
A rendere ancora più tesa l’atmosfera contribuiscono anche le recenti elezioni regionali in Canada. Nel dibattito pubblico sono emerse voci provenienti dalla regione canadese dell’Alberta, sostenute da alcuni politici statunitensi, secondo cui questa provincia potrebbe diventare il 51° Stato degli Stati Uniti.
“Il presidente degli Stati Uniti non si fa illusioni. La mia posizione è assolutamente chiara, così come quella del Canada e dei canadesi. Non saremo mai il 51° Stato. Seguiamo la nostra strada”, ha sottolineato il primo ministro Carney, evidenziando la posizione ferma del suo governo nei confronti di qualsiasi tentativo di violare l’indipendenza canadese.
Scetticismo degli esperti
Nonostante le notizie relative all’accelerazione dei colloqui a livello politico, in cui un ruolo centrale è svolto dal segretario al Commercio statunitense Howard Lutnick e dal ministro canadese Dominic LeBlanc, analisti ed esperti mantengono una grande cautela.
Il motivo principale dello scetticismo è la storia dei negoziati finora svoltisi. Si sottolinea la tendenza dell’amministrazione statunitense ad annunciare successi dai quali poi fa marcia indietro, o di rompere gli accordi, come è avvenuto ad agosto, quando la parte statunitense ha chiesto all’ultimo momento concessioni che minacciavano l’industria automobilistica canadese e avrebbero limitato la capacità del Canada di stipulare accordi commerciali con altri paesi.
Fonti vicine all’industria canadese suggeriscono che, se l’accordo dovesse essere raggiunto prima del 3 novembre, avrebbe probabilmente un carattere limitato e puntuale, volto a spegnere in via provvisoria gli incendi più urgenti prima dell’apertura dei seggi elettorali negli Stati Uniti. Al momento, i dazi ufficiali e severi rimangono in vigore e il Canada risponde con i propri dazi sui beni statunitensi in misura pari a un dollaro per ogni dollaro.
“Man mano che gli Stati Uniti si avvicineranno all’accettazione di questi aspetti, maggiori saranno le possibilità di raggiungere un accordo. Ma se l’accordo proposto verrà raggiunto, lo valuteremo nel suo complesso”, ha concluso il primo ministro Carney, mettendo fine alle speculazioni sul fatto che egli abbia fiducia nella piena attuazione di un eventuale accordo da parte degli Stati Uniti.
Leggi qui l’articolo originale di Focus Europe Poland.
Didascalia: Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro canadese Mark Carney [The White House]

