Matteo Salvini è stato rieletto segretario federale della Lega dal congresso straordinario di Milano, con 465 voti contro i 146 andati allo sfidante Massimo Garavaglia, e ha legato il nuovo mandato a una richiesta sul dossier ucraino. Prima del voto il vicepremier aveva chiesto ai delegati di autorizzarlo a portare in Consiglio dei ministri la posizione della Lega: non possiamo continuare a mandare soldi e armi all’Ucraina, con una verifica del consenso per alzata di mano. Dopo la rielezione Salvini ha ribadito la linea, osservando che dopo quattro anni di conflitto va valutato se altre armi, altri soldi e altre sanzioni siano la via per la pace e indicando nella diplomazia la sede in cui la guerra potrà concludersi.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha risposto che la posizione del governo non cambia: l’Italia resta dalla parte dell’Ucraina e continuerà a sostenerla finché necessario, e il prossimo pacchetto militare è già pronto. Secondo le ricostruzioni di stampa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe contattato Salvini durante il congresso per contestargli l’uscita con le parole “Così mi metti in difficoltà”, mentre altre ricostruzioni riferiscono che Meloni avrebbe derubricato le dichiarazioni a “solo retorica da congresso”. In serata Meloni ha inviato le congratulazioni a Salvini auspicando di continuare a lavorare insieme, e il vicepremier ha risposto su X indicando l’obiettivo di governare insieme. All’opposizione Carlo Calenda ha invitato la premier a allontanare Salvini dal governo e a puntare su Garavaglia e Giorgetti.
Il decreto di fine anno e il calendario elettorale
Il decreto che autorizza gli aiuti militari e civili a Kiev scade a fine anno, e il governo dovrà quindi varare e sottoporre al Parlamento un nuovo provvedimento entro il 31 dicembre. Nella maggioranza si teme che la Lega, incalzata da Roberto Vannacci, voti contro per rivendicare la posizione in campagna elettorale, anche perché prende piede l’ipotesi di elezioni anticipate a marzo. Salvini ha ricordato agli alleati che la Lega è leale da quattro anni e ha avvertito che, dopo i passi compiuti dal suo partito, su altri fronti dovranno ragionare gli altri.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha detto il 18 ottobre in un’intervista alla Bbc che l’Italia ha varato dodici pacchetti e che un altro arriverà probabilmente entro fine anno, precisando che il sostegno proseguirà finché resterà in carica l’attuale governo e che il via libera parlamentare sarà più difficile con l’avvicinarsi delle elezioni. Ad agosto Crosetto aveva chiarito che nel 2026 nessun nuovo pacchetto era stato formalizzato e che la procedura prevede l’illustrazione al Copasir e l’adozione di un decreto secretato. Il 15 ottobre Tajani aveva intanto chiesto che l’Unione europea scelga un inviato per dialogare con russi, ucraini e americani, segno di un negoziato in cui Bruxelles cerca uno spazio.
Salvini gioca il tutto per tutto a Pontida: congresso a ottobre per blindare la leadership
Gli equilibri interni alla Lega
Il congresso era stato annunciato da Salvini il 20 settembre dal palco di Pontida, dopo mesi di tensioni con l’ala nordista del partito, con l’obiettivo dichiarato di chiedere ai delegati se avesse ancora la loro fiducia. Il voto si è svolto a scrutinio segreto e ha visto 619 delegati accreditati su 705 aventi diritto. Il congresso ha approvato anche il nuovo simbolo, che porta la dicitura “Lega Italia federale” e non contiene più “Salvini premier”.
Sulla linea ucraina Salvini ha incassato il sostegno di Luca Zaia, che ha parlato di una guerra che rischia di diventare “il nostro Afghanistan”. Nello stesso quadro la deputata Simonetta Matone ha lasciato la Lega per entrare in Forza Italia, in protesta per la gestione del partito. Sul rapporto con Vannacci, entrato nella Lega su iniziativa di Salvini, il segretario ha paragonato quell’ingresso a un acquisto di mercato che non ha funzionato, a differenza di chi viene dal vivaio. La posizione sull’Ucraina, secondo l’analisi di Eunews, è in contrasto con l’agenda del governo e con quella dell’Unione europea.

