La Germania si starebbe preparando all’acquisto di droni-missili da crociera sviluppati in Ucraina per equipaggiare le proprie forze armate, secondo quanto rivelato da Bloomberg e dal Financial Times, che citano entrambi fonti vicine al dossier. Tra i prodotti che Berlino starebbe valutando figura il BARS, un drone-missile con motore a reazione che vanta una gittata fino a 1.000 chilometri e può trasportare fino a 105 chilogrammi di carico.
Nel 2026, l’Ucraina ha impiegato con successo sul campo diversi tipi di missili da crociera a lungo raggio e i cosiddetti droni missilistici, che spaziavano dal Long Neptune e dal Flamingo al Palyanytsia, al Peklo, al già citato BARS e al Ruta di progettazione europea.
In base alle fonti citate dai due media, la Germania potrebbe già acquistare a breve un primo lotto di droni-missili BARS per consentirne i test alla Bundeswehr, le Forze armate tedesche. Come sottolinea il Financial Times, il piano rientra in un più ampio sforzo della Germania per rafforzare la deterrenza europea nei confronti di Mosca, potenziando il proprio arsenale di armi d’attacco a lungo raggio.
Il BARS è al momento una delle armi impiegate da Kyiv per colpire le basi militari e gli impianti energetici in territorio russo. Il velivolo a pilotaggio remoto può raggiungere velocità superiori a 700 km/h e opera come una piattaforma modulare che, a seconda del carico di carburante e del peso della testata, può essere utilizzata per attacchi a lungo e medio raggio, nonché per attacchi in prossimità della linea del fronte.
Dal punto di vista giuridico, il BARS è registrato come drone, tuttavia il motore a reazione del sistema lo rende più simile a un missile, mentre la possibilità di essere controllato da un operatore (anche durante la fase finale del volo) rende il BARS più simile a un drone. “Legalmente è un UAV, ma in realtà siamo un missile”, ha dichiarato lo sviluppatore in una dichiarazione rilasciata a settembre a RBC-Ukraine. A suscitare l’interesse di Berlino sarebbe anzitutto il suo basso costo. Sebbene a oggi non siano state comunicate cifre precise, gli stessi produttori hanno indicato un costo diverse volte inferiore a 500.000 dollari per unità.
Come sottolineato dall’analista Fabian Hoffmann al Financial Times, il BARS “è stato il missile da crociera ucraino a basso costo più prodotto in serie”. Secondo il ricercatore senior presso l’Istituto norvegese per gli studi sulla difesa, il drone-missile “è quello che ha volato di più” e pertanto risulta ad oggi il sistema “probabilmente il più maturo”.
Secondo le fonti citate dal quotidiano britannico, negli ultimi mesi, le munizioni BARS sarebbero state prodotte anche in Germania da una joint venture ucraino-tedesca sulla quale sono disponibili poche informazioni. La joint venture sarebbe nata nell’ambito del programma “Costruiamo con l’Ucraina”, lanciato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel 2025, con l’obiettivo di produrre armi per l’Ucraina al di fuori del paese, contribuendo ad aumentare la capacità produttiva e a ridurre il rischio di attacchi russi, oltre a favorire la condivisione di competenze. Un obiettivo a lungo termine era quello di aprire i mercati NATO ai produttori ucraini. Il primo lotto di missili BARS, di fabbricazione e finanziamento tedeschi, è stato consegnato all’Ucraina in ottobre. La joint venture si appresta ora a produrre anche per la Germania, segnando il primo acquisto noto di un’arma offensiva sviluppata in Ucraina per uso diretto della Bundeswehr.
Secondo Bloomberg e Financial Times, Berlino starebbe guardando anche al possibile acquisto – con un contratto da oltre 1 miliardo di euro – di missili da crociera Anthem a lancio terrestre della società statunitense Covenant.
Secondo quanto riferito da fonti dell’agenzia di stampa finanziaria, la Germania sta valutando anche i missili Ruta dell’azienda olandese Destinus, già utilizzati in Ucraina, e il missile ad alta velocità HS1, sviluppato dalla startup anglo-tedesca del settore della difesa Hypersonica.
Altri Paesi NATO stanno valutando di acquistare tecnologia ucraina per rifornire i propri eserciti. Nei mesi scorsi Danimarca, Estonia e Lettonia hanno manifestato la volontà di acquistare armi ucraine. Nello specifico, Copenaghen ha annunciato il mese scorso l’acquisto di nove droni Dropla a scopo di test. Sempre a settembre, l’esercito statunitense ha assegnato un contratto da 10 milioni di dollari alla filiale americana dell’azienda ucraina Skyeton per l’acquisto del drone da ricognizione Raybird.
Didascalia: Foto illustrativa di alcuni militari ucraini mentre pilotano droni. @ZelenskyyUa/X

