La Bulgaria si avvia verso un ballottaggio presidenziale molto combattuto il 1° novembre, dopo che la presidente uscente Iliana Iotova e il suo sfidante Andrey Gyurov sono emersi come i due candidati più votati al primo turno di domenica, con i conteggi paralleli che mostrano un distacco molto più ridotto rispetto a quanto previsto dai sondaggi pre-elettorali.
Il risultato rappresenta una battuta d’arresto significativa per Bulgaria Progressista, il movimento politico guidato dal primo ministro Rumen Radev, che sosteneva Iotova ed era entrato nella campagna elettorale aspettandosi una vittoria agevole. Allo stesso tempo, offre all’alleanza liberale e filoeuropea di opposizione che sostiene Gyurov una concreta possibilità di conquistare la presidenza e mettere in discussione il predominio politico dello schieramento di governo.
I conteggi paralleli mostrano quanto radicalmente sia cambiata la competizione nel corso della giornata elettorale. Market Links attribuisce a Gyurov il 33,5%, contro il 32,7% di Iotova. Alpha Research assegna a Iotova il 34,6% e a Gyurov il 32,4%, mentre Myara riporta il 35% per la presidente uscente contro il 31,9% della sfidante. Trend mostra il divario maggiore, con Iotova al 36,5% e Gyurov al 31%.
I quattro conteggi collocano quindi la differenza tra i due principali candidati tra 0,8 e 5,5 punti percentuali. Nessuno di questi dati costituisce un risultato ufficiale, ma il loro messaggio comune è inequivocabile: la corsa alla presidenza è completamente aperta.
La portata della sorpresa è particolarmente notevole perché gli ultimi sondaggi pre-elettorali indicavano un vantaggio per Iotova compreso tra 12 e 17 punti percentuali, a seconda dell’istituto demoscopico.
Radev affronta la sua prima grande prova elettorale
L’aspetto più dannoso del risultato di ieri (25 ottobre) per Bulgaria Progressista non è semplicemente il fatto che Iotova non sia riuscita a ottenere un vantaggio netto. È soprattutto l’apparente crollo della mobilitazione dell’elettorato che aveva portato il movimento politico di Radev al potere ad aprile.
Secondo la sociologa Boryana Dimitrova di Alpha Research, il sostegno a Iotova dovrebbe ammontare a circa 500.000 voti, rispetto agli approssimativamente 1,4 milioni di voti ottenuti da Bulgaria Progressista alle elezioni parlamentari di aprile. Si tratta di un calo di circa 900.000 voti in appena sei mesi.
Dimitrova ha sostenuto che l’assenza degli elettori di Bulgaria Progressista rappresenti la principale spiegazione della storicamente bassa affluenza. “Perdere un milione di elettori tra aprile e ottobre parla di insoddisfazione e dell’incapacità di soddisfare le elevate aspettative con cui questo governo è arrivato al potere”, ha commentato Dobromir Zhivkov di Market Links.
La sociologa ha inoltre sostenuto che le divisioni geopolitiche e ideologiche, divenute sempre più evidenti durante la campagna, abbiano favorito i candidati con posizioni politiche più nette, in particolare Gyurov e Kostadin Kostadinov, leader del partito filorusso Revival.
Il risultato suggerisce che lo slancio politico alla base del movimento di Radev si sia considerevolmente indebolito dopo la vittoria parlamentare. Ciò non significa necessariamente che Bulgaria Progressista abbia perso il proprio sostegno elettorale di fondo, ma dimostra che il partito non può trasferire automaticamente il proprio elettorato parlamentare a un candidato presidenziale.
La prima reazione di Bulgaria Progressista è stata un’ammissione del fatto che la campagna non sia riuscita a mobilitare un numero sufficiente di elettori. “Ho la sensazione che alcuni di noi abbiano sottovalutato queste elezioni”, ha dichiarato Petar Vitanov, presidente del gruppo parlamentare del partito.
“I nostri dati degli exit poll mostrano ancora una differenza maggiore, ma qualunque sia il risultato, devo dire che non siamo riusciti a mobilitare le persone. Evidentemente i nostri avversari sono riusciti a coinvolgere i loro sostenitori in misura maggiore”, ha dichiarato a bTV.
Vitanov ha affermato che il movimento spera di correggere i propri errori prima del secondo turno del 1° novembre e di raggiungere un numero maggiore dei propri elettori e sostenitori.
La dichiarazione è particolarmente significativa perché riconosce che il risultato ravvicinato non è stato semplicemente conseguenza della migliore performance dell’opposizione, ma anche delle carenze organizzative e politiche dello stesso movimento di governo.
Gyurov beneficia di un chiaro messaggio filoeuropeo
Lo sfidante ha beneficiato di una dinamica politica differente. Gyurov, ex primo ministro ad interim ed ex vicegovernatore della Banca nazionale bulgara, è entrato nella competizione con il sostegno di Continuiamo il Cambiamento e Bulgaria Democratica.
La sua campagna si è concentrata sull’indipendenza della presidenza, sullo Stato di diritto e sulla sicurezza, presentandolo come un’alternativa al modello politico associato a Radev e all’attuale maggioranza di governo.
Secondo il direttore di Market Links, Dobromir Zhivkov, gli elettori più giovani tendono a sostenere Gyurov e il suo candidato vicepresidente Georgi Kandev, mentre gli elettori più anziani hanno preferito Iotova e il suo candidato vicepresidente Kiril Valchev.
Anche la distribuzione geografica e demografica del voto suggerisce che Gyurov sia riuscito a consolidare una parte particolarmente importante dell’elettorato. La presidente uscente ottiene risultati migliori nelle cittadine più piccole e nei villaggi, mentre Gyurov gode di una posizione più forte a Sofia e tra gli elettori urbani. “Abbiamo due mondi, e il nucleo civico è quello più attivo”, ha dichiarato Zhivkov.
La distinzione è importante perché suggerisce che il ballottaggio non sarà semplicemente una sfida tra due personalità. Metterà anche alla prova due diversi blocchi politici: da una parte gli elettori che desiderano la continuità con lo schieramento di governo, dall’altra quelli che considerano la presidenza un’opportunità per rafforzare l’indipendenza delle istituzioni e l’orientamento europeo della Bulgaria.
Lo stesso Gyurov ha cercato di inquadrare la scelta in termini più ampi quando ha votato a Blagoevgrad.
“Non vogliamo che i nostri figli vivano nella paura, nella dipendenza e nella povertà del passato, verso cui alcune persone vogliono riportarci. Vogliamo una Bulgaria che guardi avanti, che sia europea, libera e orgogliosa, dove i redditi siano sufficienti, dove possiamo sentirci sicuri riguardo al domani e dove lo Stato faccia il proprio lavoro”, ha dichiarato.
La formulazione riflette il messaggio politico centrale della sua campagna: l’elezione presidenziale riguarda la direzione istituzionale e geopolitica del Paese, non semplicemente l’identità del prossimo capo dello Stato.
La divisione geopolitica diventa centrale nel ballottaggio
La campagna è stata inoltre influenzata da eventi che andavano oltre i candidati alla presidenza. Gli attacchi alle navi commerciali nel Mar Nero, un incidente che ha coinvolto un giornalista e l’uccisione dell’imprenditore Slavi Binev hanno contribuito a creare un clima più generale di insicurezza in Bulgaria nelle ultime settimane prima delle elezioni.
Boryana Dimitrova ha sostenuto che questi sviluppi abbiano portato le questioni geopolitiche molto più vicino alla vita quotidiana degli elettori. “Il dilemma geopolitico è improvvisamente entrato a far parte della vita quotidiana, invece di essere una questione astratta da discutere negli studi televisivi. Le persone lo hanno improvvisamente percepito come qualcosa di vicino a loro, che potrebbe avere delle conseguenze”, ha affermato.
Secondo la sua valutazione, questi sviluppi hanno contribuito a focalizzare il dibattito politico e a mobilitare alcuni elettori, mentre il più ampio senso di insicurezza economica e fisica ha scoraggiato altri dal partecipare.
Zhivkov ha fornito una spiegazione diversa ma complementare, sostenendo che il voto di protesta fosse già stato in gran parte esaurito ad aprile. “Ci si aspetterebbe normalmente che eventi di questo tipo provocassero un voto di protesta. Ma dobbiamo dire che il voto di protesta è stato utilizzato al massimo ad aprile”, ha affermato.
Ha aggiunto che alcuni elettori che avevano sostenuto il movimento di governo alle elezioni parlamentari sono ora pronti ad abbandonarlo, senza essere necessariamente disposti a esprimere la propria insoddisfazione attraverso un altro voto.
Questa distinzione è importante in vista del ballottaggio. La sfida di Gyurov non consiste soltanto nell’attrarre gli elettori che domenica hanno respinto Iotova, ma anche nel convincere coloro che sono rimasti a casa che l’elezione presidenziale può ancora fare la differenza.
Gli elettori di GERB potrebbero decidere il risultato
La prossima grande questione riguarda la destinazione dei voti dei candidati eliminati al primo turno.
Kostadin Kostadinov e il giornalista Petar Volgin, il ticket presidenziale di Revival, sono arrivati terzi con una percentuale compresa tra il 12,3% e il 12,6% nei quattro conteggi paralleli. Anche gli altri candidati, tra cui Radostin Vassilev, Ivelin Mihaylov e Ivan Hristanov, rappresentano un bacino consistente di voti che potrebbe determinare l’esito finale.
Tuttavia, l’elettorato di Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria (GERB | PPE) potrebbe rivelarsi ancora più importante. Secondo i sociologi, tra il 30% e il 50% degli elettori di GERB che domenica si sono recati alle urne hanno sostenuto Gyurov e Kandev, mentre circa un quarto ha votato per Iotova e Valchev.
I dati suggeriscono che Gyurov sia già riuscito ad attirare una parte considerevole dell’elettorato di centrodestra, nonostante GERB non abbia espresso un sostegno ufficiale nei confronti di alcun candidato.
Il leader di GERB, Boyko Borissov, ha finora evitato di impegnare il proprio partito a favore di uno dei due candidati. La sua posizione è stata che il partito non offre «sostegno non richiesto» a nessuno.
Questa posizione lascia agli elettori di GERB un ampio margine per prendere autonomamente la propria decisione, ma offre anche a Borissov l’opportunità di influenzare l’equilibrio politico tra i due turni.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.
In foto: La presidente bulgara in carica Iliana Iotova vota alle elezioni presidenziali [WorldBriefDaily, X]

