“Le regioni europee hanno bisogno di investimenti, non di rassicurazioni”. È al suono di queste parole che la presidente del Comitato europeo delle regioni, Kata Tüttő, ha aperto la Settimana europea delle regioni e delle città a Bruxelles. La critica è rivolta alla proposta per il prossimo bilancio pluriennale dell’UE presentata dalla presidenza irlandese del Consiglio; un documento, quello di Dublino, che fa fatica a trovare un equilibrio non solo tra il fronte dei “frugali” e quello degli “amici della coesione”, ma che scontenta anche le autorità locali dell’UE.

Politica di coesione e strategia per il “diritto a restare”, secondo gli esponenti delle regioni UE, dovranno essere al centro del prossimo bilancio dei Ventisette, che coprirà il periodo dal 2028 al 2034 e per il quale la presidenza irlandese del Consiglio UE ha proposto un taglio di 141 miliardi di euro rispetto alla cifra inizialmente messa sul piatto da Palazzo Berlaymont. Con la riduzione delle risorse prevista nella proposta negoziale, che porterebbe il bilancio a un totale di 1.622 miliardi di euro a prezzi costanti del 2025, Dublino ha cercato di tendere una mano alla coalizione dei Paesi frugali – Germania e Paesi nordici –, che tradizionalmente chiedono di “contenere le spese dell’Unione”. Allo stesso tempo, però, la presidenza irlandese ha cercato di andare incontro anche all’altro fronte presente in seno al Consiglio, quello degli “amici della coesione” (che include anche l’Italia), blindando le risorse destinate all’agricoltura e ai finanziamenti regionali. La coperta, tuttavia, risulta troppo corta per le richieste dei Ventisette e, al momento, non soddisfa neanche i bisogni delle regioni.

Al centro della contesa ci sono le politiche di coesione – le risorse UE destinate alla riduzione dei divari territoriali e sociali –, che nell’attuale proposta di bilancio confluirebbero nei Piani di partenariato nazionali e regionali, gestiti a livello comunitario e che, secondo le regioni UE, “ridurrebbero l’autorità degli enti locali a discapito di una centralizzazione a Bruxelles”.

Intervenuto martedì 13 ottobre al Comitato europeo delle regioni, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le riforme, Raffaele Fitto, ha ribadito “la centralità della coesione e dei fondi per il ‘diritto a restare’ e scegliere di vivere nel luogo in cui si è nati nel prossimo bilancio comunitario”. Tutte rassicurazioni su cui le regioni UE dovranno fare affidamento prima del prossimo stress test, previsto per questo giovedì al Consiglio europeo. Il dossier sul bilancio, infatti, arriverà sul tavolo dei leader il 15 ottobre a Bruxelles, con il difficile compito di trovare un equilibrio tra le richieste degli Stati membri e i bisogni delle autonomie locali.

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