Alla vigilia del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, mentre si intensifica il confronto sul prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea, organizzazioni della società civile e rappresentanti istituzionali di diversi Paesi europei lanciano un appello ai governi affinché non vengano sacrificati gli investimenti destinati alle nuove generazioni. Al centro dell’iniziativa, promossa dal Collectif pour un Service Civique Européen, la richiesta di rafforzare Erasmus+, garantire risorse adeguate al Corpo europeo di solidarietà e sviluppare un sistema di volontariato accessibile a un numero sempre maggiore di giovani europei.

L’appello arriva in una fase delicata del negoziato sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, segnata dalle richieste di diversi Stati membri di ridimensionare la proposta iniziale della Commissione europea. Una prospettiva che, secondo i promotori dell’iniziativa, rischia di penalizzare anche i programmi dedicati alla mobilità e alla partecipazione giovanile.

Il documento raccoglie sei proposte elaborate nel corso della conferenza annuale organizzata a Parigi il 28 maggio scorso dal Collectif pour un Service Civique Européen. Tra le richieste figurano l’aumento progressivo dei finanziamenti destinati al Corpo europeo di solidarietà fino a un miliardo di euro all’anno, la creazione di standard comuni per i programmi nazionali di servizio civile e una maggiore integrazione tra le iniziative di volontariato dei diversi Paesi.

L’obiettivo è fare del volontariato un secondo pilastro della mobilità europea, complementare a Erasmus+, offrendo opportunità anche ai giovani che, per ragioni economiche, formative o sociali, incontrano maggiori difficoltà ad accedere ai programmi europei.

Di seguito il testo integrale dell’appello, sottoscritto da rappresentanti di organizzazioni e istituzioni di diversi Paesi europei.

L’Europa vuole rafforzare la propria coesione, la resilienza democratica e la capacità di affrontare le grandi sfide sociali e ambientali. Ma quanto è disposta a investire concretamente nelle nuove generazioni?

La domanda è particolarmente urgente. Nel negoziato sul Quadro finanziario pluriennale 2028–2034 sono emerse proposte di riduzione del bilancio europeo rispetto al progetto iniziale della Commissione. Il futuro finanziamento di Erasmus+ resta oggetto di discussione, mentre si prospetta l’integrazione del Corpo europeo di solidarietà nel programma.

L’impegno dei giovani non può diventare una variabile di aggiustamento del bilancio europeo.

A fine maggio 2026, a Parigi, durante la conferenza annuale organizzata dal Collectif pour un Service Civique Européen, organizzazioni della società civile e rappresentanti istituzionali di diversi Paesi hanno elaborato proposte comuni per il futuro del volontariato giovanile.

La visione condivisa è chiara: fare del volontariato un secondo pilastro della mobilità europea, complementare a Erasmus+, e renderlo progressivamente accessibile a tutti.

Da quasi quarant’anni, Erasmus avvicina i cittadini europei. Il volontariato strutturato, attraverso il Corpo europeo di solidarietà e i programmi nazionali di servizio civile, aggiunge una dimensione essenziale: contribuire direttamente all’interesse generale. Favorisce autonomia, competenze e partecipazione civica, offrendo opportunità anche a chi non possiede titoli di studio, esperienze professionali o conoscenze linguistiche specifiche, purché siano garantiti sostegni adeguati.

Eppure, queste possibilità restano limitate e distribuite in modo diseguale. La nostra ambizione è costruire un sistema capace di raggiungere progressivamente un’intera generazione europea, composta da circa cinque milioni di giovani ogni anno.

Da questo lavoro collettivo sono emerse sei proposte che delineano una nuova ambizione per il volontariato europeo.

Un Corpo europeo di solidarietà più forte. Perché questa ambizione diventi realtà, occorre garantirgli risorse adeguate e una posizione chiaramente riconoscibile nel futuro Erasmus+. Proponiamo di portarne progressivamente il finanziamento fino a un miliardo di euro all’anno, con l’obiettivo di offrire fino a dieci volte più missioni di volontariato. La prevista integrazione dei programmi non deve comprometterne l’identità, la visibilità o le risorse destinate alle attività di solidarietà.

Un ponte tra servizio civile nazionale e mobilità europea. Una mobilità realmente accessibile non può dipendere soltanto dalla possibilità di partire all’estero. È necessario collegare più strettamente il Corpo europeo di solidarietà ai programmi nazionali e locali di servizio civile.

Per questo proponiamo di mantenere ed estendere le missioni in-country, destinando loro il 20% del bilancio del Corpo europeo di solidarietà, senza tetti nazionali. Nei Paesi ancora privi di programmi strutturati, questo strumento permetterebbe di sperimentare percorsi che iniziano con almeno sei mesi di volontariato nel proprio Paese, prima di proseguire con un’esperienza di mobilità europea.

Standard europei comuni per il servizio civile. Ampliare le opportunità significa anche garantirne la qualità. Proponiamo un quadro condiviso per i programmi di servizio civile, che potrebbero essere riconosciuti come Corpi nazionali di solidarietà. Diritti e doveri, fasce d’età, durata delle missioni, status dei partecipanti, sostegno economico, accompagnamento, tutoraggio e riconoscimento delle competenze dovrebbero trovare standard comuni, adattabili alle diverse realtà nazionali e capaci di distinguere chiaramente il servizio civile dal lavoro retribuito, dai tirocini, dalla formazione e dal volontariato occasionale.

Una coalizione europea permanente. La cooperazione tra programmi nazionali ed europei richiede uno spazio stabile di confronto tra Stati, agenzie, enti territoriali, organizzazioni della società civile, enti ospitanti e volontari. Attraverso incontri regolari, questa rete potrebbe favorire lo scambio di buone pratiche, strumenti e metodologie, il riconoscimento reciproco delle esperienze, lo sviluppo degli scambi di volontari e una maggiore integrazione operativa e finanziaria tra i diversi programmi.

Missioni comuni per le grandi sfide europee. Una collaborazione più stretta permetterebbe di mobilitare i giovani su priorità condivise: tutela ambientale e azione per il clima, solidarietà internazionale e sostegno all’Ucraina, solidarietà intergenerazionale e supporto agli anziani, grandi appuntamenti culturali e sportivi, compresi i Giochi olimpici invernali del 2030. Il volontariato può contribuire concretamente a queste sfide, rafforzando al tempo stesso la coesione sociale e la partecipazione democratica.

Il volontariato come strumento delle politiche pubbliche. L’impegno dei giovani non dovrebbe essere considerato soltanto una componente delle politiche giovanili, ma uno strumento per contribuire all’attuazione delle politiche europee, attraverso programmi, bandi e iniziative di interesse generale. Queste proposte dovrebbero convergere in un piano d’azione europeo comune per il volontariato e il servizio civile, sviluppato a livello dell’UE o attraverso la cooperazione tra Paesi interessati, capace di collegare i sistemi esistenti e sostenere lo sviluppo di nuovi programmi nazionali e locali.

Non chiediamo soltanto di finanziare più attività. Proponiamo un modello di partecipazione europea nel quale ogni giovane, indipendentemente dalle proprie condizioni economiche, dal percorso formativo o dal Paese di provenienza, possa trovare un’opportunità concreta per contribuire alla società.

Nel definire il prossimo bilancio dell’Unione, i governi europei hanno l’opportunità di compiere una scelta precisa: garantire a Erasmus+ e al Corpo europeo di solidarietà risorse adeguate, riconoscibili e durature, trasformando le proposte della società civile in impegni concreti.

Il futuro dell’Europa dipende anche dalla capacità di investire nelle nuove generazioni, offrendo loro opportunità reali di mobilità, partecipazione e impegno civico.

L’Europa non può chiedere ai giovani di credere nel suo futuro senza investire nella loro possibilità di costruirlo.

Appello collettivo basato sulle proposte elaborate durante la conferenza annuale del Collectif pour un Service Civique Européen, Parigi, 28 maggio 2026.

Firmatari

Benjamin Sibille — Direttore generale e fondatore, Collectif pour un Service Civique Européen (Francia / UE); Marinella Linati — Direttrice per l’Italia, Collectif pour un Service Civique Européen (Francia / UE); Marie Trellu-Kane — Segretaria generale del Consiglio di amministrazione e fondatrice, Unis-Cité (Francia); Thierry Sibieude — Presidente, Unis-Cité (Francia), Guido Spaccaforno — Vicepresidente, Fondazione AMESCI (Italia); Vladimír Škuta — Presidente, Tmelník z.s. (Repubblica Ceca); Juan Pedro Barrero — Tecnico, Arrabal-AID (Spagna); Juan De Lucas — Direttore dell’area internazionale, Arrabal-AID (Spagna); Agnieszka Lissowska-Lewkowicz — Presidente del Consiglio direttivo, Stowarzyszenie Centrum Wolontariatu (Polonia), Marios Nicolaou — Funzionario, Human Resource Development Authority of Cyprus (Cipro); Dimitra Anagnostopoulou — Responsabile Tecnologia, ICT e Comunicazione, Municipality of Tripolis (Grecia); Nathalie van Innis — Direttrice operativa, Plateforme pour le Service Citoyen (Belgio); Lakshya Raj — Presidente, EUnexus (Estonia), Stefano Campanari — Presidente, Scambieuropei ETS (Italia); Malaury Morin — Responsabile campagne, Blutopia (Francia); Mouvement associatif français — Rete di 70 strutture (Francia); Yanis Lammari — Co-direttore, Youth ID (Francia / Spagna); Lorène Arnoult — Presidente, Jeunes Européens – France (Francia); Harishan Uthayakumar — Co-presidente, Animafac (Francia), Luigi Balacco — Direttore, Associazione InCo-Molfetta (Italia); Lisa Ménétrier — Presidente, Parlement Européen des Jeunes – France (Francia); Paolo Stollagli — Presidente, Associazione Antigóna (Italia); Adriano Difronzo — Presidente, EUROSUD (Italia); Laurence Aubron — Direttrice, Euradio (Francia); Baptiste Mulot — Direttore esecutivo, Association Beauval Nature (Francia); Thomas Gachet — Vice segretario generale responsabile Giovani e Impegno civico, La Ligue de l’enseignement (Francia); Suzanne De Cheveigne — Presidente, Association Nationale Compagnons Bâtisseurs (Francia).

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