Come i Paesi baltici e quelli dell’Europa sud-orientale, anche la Svezia rafforza il proprio impegno nella sicurezza del fianco Est della NATO. Stoccolma dispiegherà infatti sistemi di difesa missilistica Patriot nella Polonia orientale, con l’obiettivo di proteggere l’hub logistico dell’Alleanza utilizzato per il trasferimento di armi e altri aiuti destinati all’Ucraina.
L’annuncio è arrivato ieri (6 ottobre) dal primo ministro svedese Ulf Kristersson, che ha confermato che l’operazione prenderà il via a dicembre. La Svezia subentrerà ai Paesi Bassi nel fornire il supporto alla difesa aerea dell’importante infrastruttura logistica polacca.
Secondo quanto comunicato dal governo di Stoccolma, saranno circa 100 i militari svedesi coinvolti nell’operazione. Il personale proverrà dall’unità di difesa aerea di Halmstad. Le autorità svedesi non hanno invece specificato quanti sistemi Patriot saranno effettivamente trasferiti in Polonia.
A testimonianza della strategia di sicurezza svedese per l’Europa, già la scorsa settimana Stoccolma aveva annunciato l’invio di caccia Gripen in Polonia nell’ambito di una missione NATO di sorveglianza dello spazio aereo. “Il compito sia del dispiegamento dei Gripen sia di quello dei Patriot è proteggere l’hub logistico della NATO in Polonia, presso l’aeroporto”, ha spiegato Kristersson.
La combinazione tra sistemi di difesa missilistica e aerei da combattimento punta quindi a rafforzare la protezione di un’infrastruttura considerata strategica per il sostegno occidentale all’Ucraina. Per la Svezia, entrata formalmente nella NATO nel marzo 2024 dopo decenni di non allineamento militare, si tratta di un ulteriore segnale del progressivo adattamento della propria politica di sicurezza al nuovo contesto europeo.
Il rafforzamento della difesa del territorio polacco arriva mentre crescono le preoccupazioni degli alleati per possibili azioni russe contro le infrastrutture utilizzate dai Paesi che sostengono l’Ucraina. Il primo ministro polacco Donald Tusk aveva dichiarato il mese scorso che Mosca starebbe pianificando possibili attacchi ibridi con droni e missili contro i Paesi che sostengono Kyiv.
Il riferimento agli attacchi ibridi si inserisce in un quadro di crescente attenzione europea verso sabotaggi, operazioni informatiche, disinformazione e violazioni dello spazio aereo, oltre alle tradizionali minacce militari.
Mosca ha respinto ripetutamente le accuse occidentali secondo cui starebbe preparando un attacco contro un Paese della NATO. Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato la scorsa settimana che la Russia “non ha intenzione di attaccare nessuno”, aggiungendo tuttavia che, in caso di aggressione, Mosca “non avrà altra scelta che rispondere”.
Il coinvolgimento svedese in Polonia conferma il ruolo crescente che Stoccolma intende assumere all’interno della NATO. L’adesione dell’Alleanza ha modificato in modo significativo la posizione strategica della Svezia, che ora contribuisce direttamente alle operazioni di deterrenza e difesa collettiva.

