Proteggere i lavoratori non significa più solo difenderli da ciò che respirano, ma anche da ciò che li logora. Con due voti, il Parlamento europeo ha rafforzato le tutele contro le sostanze cancerogene e chiesto a Bruxelles una normativa sui rischi psicosociali.
Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la sesta revisione della direttiva sugli agenti cancerogeni, mutageni e sulle sostanze tossiche per la riproduzione con 499 voti favorevoli, 49 contrari e 104 astensioni. Sulla base di dati scientifici più aggiornati, la revisione introduce nuovi valori limite di esposizione per alcune sostanze, tra cui: cobalto e i suoi composti inorganici, utilizzati nella produzione di batterie; idrocarburi policiclici aromatici, utilizzati nella produzione di acciaio, ferro e alluminio; l’1,4-diossano, utilizzato nell’industria chimica e tessile; isoprene, utilizzato nell’industria chimica e della gomma;
In caso di impossibilità di riduzione dell’esposizione, sarà necessaria la dotazione di dispositivi di protezione individuali, specialmente quelli a protezione delle vie respiratorie, e i lavoratori avranno diritto a pause regolari da svolgersi in aree prive di rischi di contaminazione.
Ulteriori misure di protezione dovranno essere garantite ai vigili del fuoco e agli altri servizi di emergenza i quali, nello svolgimento delle loro funzioni, potrebbero entrare in contatto con diverse sostanze pericolose. Tutti i lavoratori a rischio esposizione dovranno poi ricevere una formazione adeguata, la quale dovrà anche coprire, per i lavoratori del settore sanitario, il cattivo utilizzo di medicinali pericolosi che potrebbe arrecare loro danno.
Parallelamente, gli eurodeputati hanno chiesto alla Commissione europea misure per tutelare i lavoratori dai rischi psicosociali e dallo stress legati al lavoro. Con 413 voti favorevoli, 210 contrari e 29 astensioni, i deputati europei hanno approvato una serie di raccomandazioni per una nuova normativa dell’UE volta a prevenire, eliminare o ridurre drasticamente i rischi psicosociali legati al lavoro, responsabili di causare stress, burnout e disturbi mentali e fisici.
Secondo le raccomandazioni, i datori di lavoro dovranno garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose al fine di tutelare la salute mentale e fisica dei lavoratori, andando ad arginare fenomeni quali la violenza, le molestie, il bullismo e i vari comportamenti discriminatori che possono verificarsi in un qualsiasi ambiente di lavoro.
Nei confronti di queste problematiche gli eurodeputati chiedono che sia fornito sostegno tempestivo a quanti esposti a rischi psicosociali, e misure di prevenzione che dovranno essere garantite periodicamente dal datore di lavoro. Quest’ultimo dovrà effettuare regolarmente una valutazione dei rischi psicosociali, valutando fattori sensibili quali eccessivi carichi di lavoro e ritmi di lavoro troppo intensi, agendo poi di conseguenza. In particolare, il Parlamento europeo vuole evitare che l’introduzione di sistemi di gestione algoritmica sia causa di un carico di lavoro o di un monitoraggio eccessivo che potrebbero nuocere ai lavoratori, chiedendo perciò che venga sempre garantita la supervisione umana.
Infine, ai lavoratori dovrebbe essere riconosciuto il diritto alla disconnessione e, in caso di assenza a causa di rischi psicosociali legati al lavoro, essi dovrebbero avere diritto a un rientro al lavoro ragionevole e sostenibile, ragion per cui gli eurodeputati raccomandano che vengano predisposti piani individuali per il rientro che tengano in considerazione l’orario, il carico di lavoro e l’adattamento delle mansioni.
La Commissione avrà tre mesi per rispondere alla richiesta del Parlamento.
[Articolo a cura di Giacomo Cellupica]

