Un’eurodeputata su sei è stata spogliata con l’intelligenza artificiale, e le immagini sono state diffuse su siti web pornografici. È ciò che riporta Lena Schilling, europarlamentare austriaca dei Verdi, anche lei vittima insieme ad altre 60 colleghe.
Ferma la condanna della Presidente Metsola, che oggi, in apertura ai lavori della plenaria a Strasburgo di questa settimana, che ha affermato: “La violenza contro le donne, sia offline che online, è intollerabile e deplorevole. Quest’Aula si oppone a tale fenomeno con ogni mezzo a sua disposizione”.
“Non può diventare la nuova normalità” ha ribadito Metsola.
I numeri sono il frutto di uno studio svolto dal think tank tedesco Agora Digitale Transformation sull’esposizione degli e delle eurodeputate ai deepfake pornografici, che ha fatto emergere dati preoccupanti: le deputate hanno una probabilità 33 volte maggiore rispetto ai colleghi maschi di essere raffigurate o associate a materiale pornografico deepfake. Su 5.872 parlamentari in carica esaminati, è emerso che 138 donne parlamentari provenienti da ventidue paesi sono state raffigurate o associate a materiale pornografico deepfake, rispetto a nove uomini. Ciò equivale a una donna su quattordici, contro un uomo su cinquecento, di cui 60 solamente al Parlamento europeo.
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“Immaginate di trovare su internet una foto che avete appena caricato sui social, con un tasto sotto che dice: spogliami. Ma non lo avete scelto voi” ha detto Lena Schilling (Verdi) aprendo il microfono a Strasburgo. “Questo è successo a circa una donna su sei in questo Parlamento”, lei compresa.
In risposta alla violenza subita dalle colleghe, Metsola ha richiamato gli Stati membri all’implementazione del Digital Services Act, che contribuisce al contrasto della diffusione di materiali illeciti e al recepimento della direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne approvata dal Parlamento europeo nel 2024 e che prevede norme anche per i reati online. Inoltre, la Presidente ha comunicato l’entrata in vigore, a partire dal 2 dicembre, del divieto delle “nudifier app”, ossia tutti i sistemi di IA che generano materiale pedopornografico o materiale intimo non consensuale.
“Sono orgogliosa che questo Parlamento europeo abbia insistito su questo punto” ha commentato Metsola, “ma la legge non vale la carta su cui è scritta se non viene applicata. Pertanto, gli Stati membri devono prepararsi fin da ora”.
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La questione dei deepfake si configura sempre di più come un’emergenza globale. Il Servizio di ricerca del Parlamento europeo cita un rapporto secondo cui dal 2019 al 2023 i video deepfake online sono aumentati del 550%, di questi il 99% è costituito da pornografia non consensuale e il 99% delle vittime sono donne.
“Lo dobbiamo a tutte le vittime e a ogni giovane donna che ci sta guardando, a ogni giovane donna che intraprende un percorso politico, chiedendosi se ci sia posto per lei in politica e quale sia il prezzo da pagare. La nostra risposta deve quindi essere chiara: il vostro posto è qui, la vostra voce è qui, e noi saremo al vostro fianco” ha concluso la Presidente del Parlamento.

