Alla vigilia dello Stato dell’Unione europea, che sarà pronunciato domani (16 settembre) dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen a Strasburgo, i leader dei gruppi politici del Parlamento europeo hanno presentato le loro aspettative. Tra i temi principali figurano la migrazione, i prezzi dell’energia, la competitività, la difesa, il sostegno all’Ucraina e la politica climatica, ma con sostanziali differenze di opinioni a seconda dell’area politica.

La migrazione è tornata al primo posto dell’agenda, e l’estate a Ceuta è diventata il principale punto di riferimento. Stanisław Tyszka, polacco del partito di destra Nowa Nadzieja (NN | ESN), ha ricordato che a luglio “oltre 70.000 migranti sono entrati dal Marocco a Ceuta” e ha osservato con tono critico che, nonostante ciò, von der Leyen “ha definito il Marocco un partner strategico e ha proposto ulteriori finanziamenti per il Marocco”.

Per Renew, Valérie Hayer di Renaissance (R | Renew) gli stessi eventi vanno interpretati in modo completamente diverso. A suo avviso, Ceuta “ha mostrato quanto sia urgente trasformare il patto sulla migrazione in azioni concrete”, e la risposta non dovrebbe essere la chiusura delle frontiere, bensì la creazione di “uffici per i percorsi legali verso l’Unione”, che aprano canali sicuri per la migrazione, soprattutto per motivi di lavoro, proteggendo al contempo Schengen “dagli attacchi populisti”.

Nicola Procaccini, conservatore di Fratelli d’Italia (FdI | ECR), ha invece chiesto il ritorno del “buon senso” nella politica dell’Unione, che nella sua visione significa soprattutto una migliore protezione delle frontiere dall’immigrazione illegale. L’olandese Marieke Ehlers, del Partito per la Libertà (PVV | PfE), si è spinta ancora oltre, sostenendo che la migrazione è una delle crisi che “l’Unione ha creato da sola” e che il messaggio che il suo gruppo vuole rivolgere a Ursula von der Leyen è breve: “meno è di più”.

La bolletta dell’energia, la bolletta della casa

Per i popolari, Manfred Weber (CDU | PPE), ha posto l’economia al centro del dibattito europeo. “Quello che sento dai cittadini è paura. Paura di perdere il lavoro, dei costi della vita, di come riuscire a guadagnarsi da vivere”, ha dichiarato, concludendo che l’economia, le imprese e i posti di lavoro ben retribuiti sono “al centro delle ambizioni dell’Unione europea”.

Anche Martin Schirdewan, della sinistra tedesca (Linke | The Left), ha fatto riferimento al costo della vita. Secondo lui, mentre von der Leyen “distruggeva il Green Deal e attaccava i diritti dei lavoratori e i diritti sociali”, la priorità numero uno degli europei è diventata la crisi del costo della vita. Ha chiesto alla presidente “coraggio per la giustizia sociale”, compresa la tassazione delle grandi aziende tecnologiche, un’imposta digitale europea e una tassa sugli extraprofitti delle grandi catene della distribuzione alimentare e dell’industria degli armamenti.

Per i socialisti, la spagnola Iratxe García Pérez (PSOE | S&D), ha sottolineato che i cittadini “aspettano l’Europa” e che l’Unione deve rispondere alle domande riguardanti la disponibilità di alloggi, un lavoro dignitoso e il futuro dei giovani, così come i loro “stipendi, pensioni, istruzione e salute”.

Tyszka ha richiamato l’attenzione sugli elevati prezzi dell’energia, che a suo giudizio sono “letali per l’industria”, mentre le aziende europee pagano “il doppio rispetto alle aziende americane”. Secondo lui, l’entrata in vigore del sistema ETS2 nel 2028 aggiungerà ulteriori centesimi al prezzo di ogni litro di carburante. “È una politica suicida per l’economia europea”, ha dichiarato, aggiungendo che questa politica “apre le frontiere e chiude le fabbriche”.

Un’estate di incendi, un inverno di scontri

Terry Reintke, dei verdi (G | Greens), ha sottolineato che l’estate, caratterizzata da “eventi meteorologici estremi da record”, ha portato alla morte di numerose persone mentre la Commissione rimaneva passiva. “La Commissione è rimasta in silenzio per tutta l’estate”, ha sottolineato.

Reintke chiede una risposta chiara alla domanda su come organizzare l’eliminazione graduale dei combustibili fossili in Europa e come adattare il continente alle nuove condizioni climatiche, affinché l’Europa rimanga un luogo “dove le persone possano vivere in buona salute”, anche in futuro.

Anche Hayer ha richiamato l’attenzione sul tema, citando l’ondata di incendi estivi che ha devastato l’Europa e che “ha dimostrato che l’adattamento climatico non è un lusso, ma una necessità umana”. La leader di Renew chiede inoltre di rafforzare il “patto di deterrenza” con i partner per garantire l’approvvigionamento di materie prime critiche, una task force incaricata di rimuovere gli ostacoli al mercato unico e un maggiore sostegno finanziario e militare all’Ucraina contro Putin.

Ehlers, invece, prevede che von der Leyen “chiederà più Europa, più soldi, più centralizzazione”, mentre il segnale proveniente dagli elettori del suo gruppo è l’opposto. “Le persone sono stanche del fatto che si decida nei minimi dettagli cosa possono guidare, cosa possono mangiare e cosa possono dire”, ha dichiarato.

A questa diagnosi si contrappone quella di Weber, secondo il quale un maggiore coordinamento europeo nella difesa, nell’intelligenza artificiale e nel sostegno all’Ucraina rappresenta una risposta alle preoccupazioni dei cittadini, non la loro origine. Come ha sottolineato, le priorità dei popolari sono l’economia, il contrasto all’immigrazione illegale, trovare “un buon modo per innovare, ma anche per proteggere le persone” nell’era dell’intelligenza artificiale e il sostegno all’Ucraina, insieme a “un forte pilastro europeo della difesa”.

Una prova, non retorica

I presidenti dei gruppi hanno già dimostrato che il Parlamento non sta aspettando in silenzio la presidente della Commissione. Dall’estrema destra alla sinistra, hanno preso la parola e dalle loro dichiarazioni emerge che “l’Europa non parla con una voce sola”.

Dietro le loro dichiarazioni si profila l’ombra del Quadro finanziario per il periodo 2028-2034, che dovrà far fronte alle spese per la difesa, il sostegno all’Ucraina, la politica industriale, l’adattamento climatico e l’allargamento, mentre dovrà contemporaneamente essere rimborsato il debito contratto nell’ambito del programma europeo di ripresa dopo la pandemia.

Osservatore interessato del dibattito sarà il primo ministro canadese Mark Carney, ospite d’onore, la cui presenza vuole simboleggiare la ricerca, da parte dell’Unione, di una cooperazione più stretta con i partner in un mondo sempre meno prevedibile.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su Focus Europe Poland disponibile qui.

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