Il blocco di destra al governo in Svezia ha ridotto il distacco dall’opposizione di centrosinistra in vista delle elezioni generali di domenica, anche se gli ultimi sondaggi continuano a indicare l’opposizione in vantaggio.
Un sondaggio Novus pubblicato lunedì (7 settembre) dall’emittente TV4 mostra che i quattro partiti di centrosinistra raccolgono il 50,3% delle intenzioni di voto, contro il 47,9% dei tre partiti di governo e del loro alleato parlamentare, i Democratici di Svezia (SD | ECR), contrari all’immigrazione.
Il governo svedese, guidato da Ulf Kristersson, è composto da tre partiti di centrodestra – Moderati (M | PPE), Democratici Cristiani (KD | PPE) e Liberali (L | Renew). I Democratici di Svezia sostengono il governo in Parlamento senza farne formalmente parte. Insieme, i quattro partiti costituiscono il più ampio blocco di destra. A loro si contrappongono quattro partiti di centrosinistra guidati dai Socialdemocratici (SAP | S&D) dell’ex premier Magdalena Andersson.
Il distacco di 2,4 punti percentuali è soltanto di 0,2 punti inferiore rispetto al precedente sondaggio Novus, suggerendo che la destra abbia compiuto progressi limitati negli ultimi giorni della campagna elettorale.
Il cambiamento più significativo riguarda i Liberali, il partito più piccolo della coalizione di governo. Il loro consenso è salito al 4,3%, dal precedente 3,3%, riportandoli al di sopra della soglia del 4% necessaria per entrare in Parlamento.
Questo risultato potrebbe rivelarsi importante per il blocco di governo. Attualmente i Liberali detengono 16 seggi e una loro discesa al di sotto della soglia avrebbe messo a rischio quei seggi, rendendo più difficile per i partiti di destra mantenere la propria posizione parlamentare.
Le ultime cifre rappresentano comunque un cambiamento significativo rispetto ad alcuni sondaggi precedenti. Tre settimane fa, un sondaggio condotto da un’altra società aveva dato al centrosinistra un vantaggio di 10 punti percentuali, un margine che gli scienziati politici dell’epoca consideravano estremamente difficile da colmare prima del giorno delle elezioni.
Da allora, tuttavia, il distacco si è ridotto. Tre sondaggi condotti nell’ultima settimana hanno attribuito ai quattro partiti di centrosinistra circa il 50% dei consensi e ai quattro partiti di destra circa il 47%.
Criminalità e welfare dominano la campagna
La campagna elettorale si è concentrata fortemente sulla sanità, sul welfare e sul costo della vita delle famiglie, oltre che sulle preoccupazioni legate alla sicurezza.
Il blocco di destra guidato da Kristersson ha posto criminalità e immigrazione al centro della propria campagna, facendo leva sulle stesse questioni che avevano contribuito a portarlo al potere nel 2022.
La Svezia ha vissuto anni caratterizzati da sparatorie e attentati dinamitardi legati a reti criminali organizzate. Tuttavia, secondo Teorell, queste tematiche hanno perso rilevanza nelle priorità degli elettori man mano che sono diminuiti sia la criminalità sia i prezzi della benzina.
Il centrosinistra, nel frattempo, ha promesso un aumento delle tasse sulle banche e sui contribuenti con redditi elevati per finanziare maggiori investimenti nella sanità e nelle scuole e sostenere le famiglie che devono affrontare l’aumento del costo della vita e le crescenti disuguaglianze economiche.
La leader socialdemocratica Magdalena Andersson ha presentato le elezioni come una scelta sulla direzione che dovrà prendere la società svedese, compresa la possibilità che il Paese si avvii verso un governo dominato dai Democratici di Svezia. Il partito di estrema destra, che gode di circa il 20% dei consensi ed è ormai la seconda forza politica del Paese, punta infatti a entrare per la prima volta al governo.
I Democratici di Svezia puntano a entrare nel governo
I Democratici di Svezia hanno avuto un ruolo decisivo nella politica svedese dalle elezioni del 2022, quando Kristersson divenne primo ministro dopo che la sua coalizione di centrodestra raggiunse un accordo con il partito.
L’accordo ha garantito al partito di estrema destra una notevole influenza sulle politiche governative, in particolare in materia di immigrazione e criminalità, in cambio del sostegno parlamentare.
Kristersson ha ora promesso al partito incarichi ministeriali qualora venisse rieletto, compresa la responsabilità per le politiche migratorie.
Il leader dei Democratici di Svezia, Jimmie Åkesson, ha dichiarato che il suo partito dovrebbe controllare diversi ministeri chiave, anche se questa volta non punta a diventare primo ministro. Ha detto che il suo obiettivo sarebbe invece quello di ottenere l’incarico nel 2030 o successivamente.
Con l’immigrazione fortemente ridotta, il partito si è concentrato sempre più su quella che definisce “remigrazione”: politiche volte a incoraggiare gli immigrati a lasciare la Svezia.
Nel giugno 2025, il partito ha pubblicato un rapporto che esaminava le proprie origini e i legami passati con organizzazioni fasciste e naziste, nonché le posizioni xenofobe e antisemite sostenute da alcuni dei suoi primi membri. Åkesson si è scusato a nome del partito, continuando tuttavia a promuoverne l’agenda nazionalista.
La sicurezza lascia poco spazio alle divergenze politiche
La sicurezza ha assunto un’importanza maggiore dopo che l’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022 ha portato la Svezia ad abbandonare decenni di non allineamento militare e ad aderire alla NATO.
Da allora il Paese ha aumentato le spese per la difesa e rafforzato la preparazione civile. Ha inoltre accusato Mosca di cyberattacchi, disinformazione e operazioni di intelligence, nonché di essere coinvolta in incidenti riguardanti droni e aerei sul Baltico.
Secondo Teorell, esiste un ampio accordo tra governo e opposizione sulle politiche relative alla NATO e alla difesa. Per questo, un cambio di governo difficilmente produrrebbe cambiamenti significativi in questi ambiti.
Le principali differenze riguarderebbero invece l’economia: da un eventuale governo di centrosinistra ci si aspetterebbe un aumento delle tasse e maggiori investimenti nel sistema di welfare.
Il risultato finale potrebbe inoltre portare a difficili negoziati per la formazione del governo. Il blocco di centrosinistra rimane in testa nei sondaggi, ma è composto da quattro partiti con differenze ideologiche, mentre la destra dipende dai Democratici di Svezia e dai Liberali per mantenere la propria forza parlamentare.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

