Il governo tedesco annuncia una risposta decisa e nuove sanzioni dopo l’attacco sventato con i droni all’aeroporto di Lipsia e la scoperta di un arsenale segreto di armi nei pressi di Berlino. La decisione del cancelliere Friedrich Merz segna una nuova fase nella lotta contro la guerra ibrida russa.

In risposta al tentativo di attacco con un drone armato contro un aereo da trasporto ucraino all’aeroporto di Lipsia, il governo tedesco sta preparando una risposta politica ed economica su vasta scala. Il cancelliere Friedrich Merz ha annunciato che Berlino sta concludendo le indagini e nei prossimi giorni renderà note ufficialmente le misure di ritorsione, elaborate in stretta intesa con i partner dell’Unione Europea e della NATO. Questa decisione è destinata a segnare una nuova fase nelle relazioni con Mosca, su cui ricade il principale sospetto di aver organizzato l’operazione.

Una risposta coordinata e lo spettro della “Zeitenwende 2.0”

Sebbene le autorità federali tedesche si astengano ufficialmente dall’attribuire formalmente la colpa prima della conclusione dei procedimenti legali, le dichiarazioni del capo del governo indicano inequivocabilmente la gravità della situazione.

“Stiamo completando le indagini. Abbiamo raggiunto un ampio consenso all’interno del governo federale sulle modalità di reazione e lo renderemo noto nei prossimi giorni” ha dichiarato Merz in un’intervista all’emittente ARD. “Il governo federale farà pagare il prezzo agli autori degli attacchi ibridi. Ne pagheranno le conseguenze” ha sottolineato il cancelliere.

Secondo informazioni provenienti da fonti diplomatiche, le misure in fase di preparazione andrebbero oltre le reazioni finora adottate, quali l’espulsione di diplomatici o la chiusura di sedi culturali. Dietro le quinte si parla del concetto di “Zeitenwende 2.0” – che fa riferimento alla svolta nella politica di difesa dopo l’invasione dell’Ucraina del 2022. Il nuovo pacchetto potrebbe comprendere sanzioni economiche dirette contro soggetti russi e un sensibile aumento del sostegno militare a Kiev. La soglia probatoria richiesta per accusare ufficialmente uno Stato straniero è elevata, ma l’apparato statale tedesco segnala piena prontezza all’azione.

I retroscena dell’incidente all’aeroporto di Lipsia

L’incidente stesso all’aeroporto di Lipsia/Halle si è rivelato, nel corso delle indagini, più grave di quanto inizialmente ipotizzato. Il velivolo senza pilota che trasportava un ordigno esplosivo è stato diretto verso la zona in cui si trovava l’aereo da trasporto ucraino Antonov, utilizzato per il trasporto di rifornimenti militari. Il dispositivo è stato neutralizzato da unità specializzate della polizia federale e della Bundespolizei, ma dalle indagini emerge che nell’operazione potrebbero essere stati coinvolti altri droni.

Il ministro federale degli Interni Alexander Dobrindt ha definito l’accaduto uno «scenario di attentato ibrido». Ha sottolineato l’elevata professionalità della tecnologia utilizzata, progettata per eludere i sistemi di rilevamento esistenti. Secondo la valutazione dei servizi segreti tedeschi, l’obiettivo dell’operazione non era solo quello di creare una minaccia diretta alle infrastrutture critiche, ma anche di suscitare incertezza nei paesi impegnati nel sostegno militare all’Ucraina.

Il ritrovamento nei pressi di Berlino e la posizione del Cremlino

L’inasprimento della linea adottata da Berlino è legato anche ad altre scoperte dei servizi segreti. In una zona boschiva non lontana dalla capitale, i servizi hanno individuato un deposito sotterraneo di armi allestito in modo professionale. Al suo interno sono state rinvenute armi semiautomatiche funzionanti e una notevole quantità di munizioni. Dalle informazioni dei servizi segreti emerge che l’arsenale potrebbe essere stato preparato per agenti russi che pianificavano atti di diversione o attentati mirati sul territorio tedesco.

La parte russa respinge sistematicamente ogni accusa. I rappresentanti diplomatici della Federazione Russa hanno definito le notizie relative alle operazioni di sabotaggio come una manifestazione di «paranoia anti-russa», sostenendo che le accuse dell’Occidente siano prive di prove concrete.

La questione ha anche un’importante dimensione interna. L’annuncio delle misure di ritorsione coincide con le imminenti elezioni regionali in diversi Länder tedeschi, tra cui la Sassonia-Anhalt e il Meclemburgo-Pomerania Anteriore. In queste regioni, il partito Alternativa per la Germania (AfD), che manifesta un atteggiamento scettico nei confronti della politica delle sanzioni, registra un ampio consenso. Per il governo di Friedrich Merz, una risposta decisa alle minacce ibride rappresenta quindi una prova non solo nelle relazioni internazionali, ma anche sulla scena politica nazionale.

Leggi qui l’articolo originale di FocusEurope.pl.

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