Dopo un lungo incontro tenutosi mercoledì (26 agosto) presso l’ex aeroporto di Nicosia, i due leader ciprioti hanno concordato di incontrarsi nuovamente la prossima settimana. “Stiamo registrando nuovamente contatti più frequenti, discussioni più sostanziali e passi concreti successivi”, ha dichiarato il portavoce del governo cipriota Konstantinos Letymbiotis.
A conti fatti, il progresso a livello dei leader era necessario, come ha detto Letymbiotis, “per conseguire progressi sostanziali, la posizione, la volontà politica e il contributo delle potenze garanti, e in particolare della Turchia, rimangono cruciali”.
Sull’uguaglianza politica
Dopo l’incontro di mercoledì, il leader della comunità turco-cipriota Tufan Erhürman ha scritto sui social media che l’uguaglianza politica, compresa la sua sostanza e il suo contenuto, costituisce l’essenza stessa della questione cipriota.
“Questa questione non può essere sottoposta ad alcuna forma di do ut des con altre questioni […]. Finché non vi sarà chiarezza su questo punto, non sarà possibile ottenere progressi né sugli aspetti rimanenti della metodologia, comprese le convergenze, né sulle questioni sostanziali”, ha avvertito.
Interpellato in merito, Letymbiotis ha affermato che tali questioni erano state discusse con assoluta chiarezza al tavolo negoziale. Ha ricordato l’esplicito riferimento all’uguaglianza politica contenuto nella prima dichiarazione congiunta diffusa dall’ONU dopo un incontro tra il presidente Nikos Christodoulides ed Erhürman.
“Altrettanto importanti sono i riferimenti alle convergenze già registrate. Abbiamo ribadito più volte che il patrimonio negoziale deve essere preservato. Non solo lo rispettiamo, ma lo consideriamo una base essenziale per qualsiasi progresso”.
Valichi e sminamento
Per quanto riguarda le misure di rafforzamento della fiducia (CBM), il portavoce ha affermato che la parte greco-cipriota aveva accettato, nel marzo 2025 a Ginevra, la proposta del segretario generale dell’ONU di aprire contemporaneamente quattro valichi.
L’altra parte aveva successivamente cambiato posizione, dunque la parte greco-cipriota aveva proposto l’apertura di un altro valico pedonale nella città vecchia. Quando poi il capo dell’ONU aveva suggerito un compromesso sull’apertura dei valichi di Mia Milia e Athienou, anche questa proposta era stata accettata, ha spiegato Letymbiotis.
“Ci auguriamo che, attraverso contatti regolari, vi sia una risposta corrispondente da parte dell’altra parte, così da poter annunciare l’apertura simultanea di due, quattro o persino di tutti i valichi proposti”, ha aggiunto.
Per quanto riguarda lo sminamento, ha dichiarato che l’ONU aveva individuato alcune aree in tutta l’isola. “Abbiamo risposto immediatamente, individuato aree specifiche e siamo in attesa di una risposta corrispondente dall’altra parte, affinché si possa procedere il più rapidamente possibile”.
L’ottimismo lascia spazio alla cautela
Il negoziatore greco-cipriota Menelaos Menelaou non si è mostrato ottimista e speranzoso come il governo e, intervenendo al programma Morning Briefing di Politis Radio, ha espresso preoccupazione per il fatto che la questione dei valichi venga trattata dall’altra parte come una condizione preliminare per il progresso dei negoziati.
“Considerandola una condizione preliminare, la parte che impedisce una svolta sulla questione la sta al contempo trasformando in un ostacolo anche per i passi successivi”, ha dichiarato.
Nonostante le aspettative di progresso successive al cambio di leadership nella comunità turco-cipriota, Menelaou ha affermato: “In diverse fasi ci siamo trovati di fronte a un approccio volto a rallentare il processo”.
Per quanto riguarda le misure volte a rafforzare la fiducia nei confronti delle comunità maronita e armena, sollevate da Christodoulides durante l’ultimo incontro tra i leader, Menelaou ha spiegato che esse comprendono l’ampliamento delle possibilità di reinsediamento nei villaggi maroniti, il miglioramento dell’accesso alle comunità in cui permangono restrizioni e il ripristino dei monumenti del patrimonio culturale appartenenti a entrambe le comunità.
Cancellazioni e concerti
Riguardo ai recenti tentativi di cancellare festival musicali, ritiri di calcio e altri eventi nel nord dell’isola, Erhürman ha affermato che l’ultimo incontro tra i leader si è svolto “all’ombra” di questi sviluppi negativi. Anziché costruire fiducia, ha dichiarato, la fiducia veniva erosa.
Durante il suo briefing, a Letymbiotis è stato chiesto perché alcuni eventi siano stati cancellati – come la visita prevista dell’accademia calcistica del Barcellona – mentre altri siano destinati a svolgersi regolarmente.
“La posizione della Repubblica di Cipro era, è e rimane istituzionale e chiara. Facciamo ciò che siamo obbligati a fare in quanto Stato riconosciuto a livello internazionale. Informiamo, presentiamo i dati di fatto e spieghiamo il diritto internazionale e il quadro giuridico e istituzionale applicabile, fornendo una documentazione completa. La decisione finale, naturalmente, spetta alla stessa organizzazione, che valuta tutti gli elementi pertinenti”.
Ha respinto l’ipotesi che il governo stesse esercitando “pressioni” per cancellare tali eventi, con il rischio di compromettere la fiducia tra le due comunità. Il portavoce ha affermato che il governo fa ciò che qualsiasi Stato riconosciuto a livello internazionale è tenuto a fare, utilizzando la diplomazia per presentare con chiarezza i fatti.
Per quanto riguarda il calcio, ha ricordato che dal 2013 è in vigore un quadro concordato tra FIFA e UEFA, che prevede meccanismi istituzionali per affrontare questioni di questo tipo. Si è chiesto perché tale quadro non venisse utilizzato.
Queste questioni, ha affermato, evidenziano la necessità fondamentale di riprendere i negoziati e risolvere la questione cipriota, “affinché la Repubblica di Cipro possa funzionare come uno Stato normale in tutto il suo territorio”.
Società civile
Durante il briefing, Letymbiotis ha inoltre annunciato i membri greco-ciprioti del comitato direttivo dell’Organo consultivo della società civile, che i due leader avevano precedentemente concordato di istituire. Si tratta di Pantelis Poetis, Alexandros Lordos, Amalia Avraam, Sophia Papamichalopoulos e Marios Michaelides.
L’organo consultivo comprenderà 50 partecipanti per ciascuna comunità, chiamati a discutere questioni che incidono sulla vita quotidiana. La composizione dovrebbe variare a seconda degli argomenti affrontati, consentendo una partecipazione più ampia della società civile di entrambe le comunità e garantendo al contempo la rappresentatività in termini di età, provenienza geografica e genere.
L’organo dovrebbe presentare raccomandazioni e opinioni a entrambi i leader. “L’Organo consultivo può fungere da ulteriore canale di comunicazione e di contributo costruttivo da parte della società civile allo sforzo in corso”, ha dichiarato.
Il briefing diplomatico di Dana
Per quanto riguarda il briefing diplomatico tenuto dal negoziatore turco-cipriota Mehmet Dana nella zona cuscinetto il 19 agosto, fonti governative hanno negato di aver chiesto ai diplomatici di non partecipare.
Le fonti hanno affermato che ai diplomatici stranieri che avevano ricevuto un invito recante i simboli dell’entità separatista nel nord era stato consigliato di prestare attenzione al possibile uso strumentale dell’evento attraverso la presenza di simboli e bandiere.
Le fonti hanno insistito sul fatto che il ministero degli Esteri non aveva chiesto ai diplomatici di non partecipare al briefing.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

