Dalla digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni fino all’integrazione dei migranti, lo Strumento di Sostegno Tecnico della Commissione europea è un programma di grande utilità per gli Stati Membri. In un’intervista rilasciata in esclusiva a EURACTIV Italia, Mario Nava, direttore generale della DG REFORM, che coordina lo Strumento di Sostegno Tecnico, traccia un primo bilancio a tre anni dalla trasformazione in DG autonoma dal precedente Structural REFORM Support Service (SRSS).
Nel 2020, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e la commissaria per la Coesione e le Riforme Elisa Ferreira “hanno creduto nella sfida di aiutare i Paesi membri nel progetto di riforme”, dando allo SRSS (nato nel 2017) una dignità propria, trasformando il servizio in una DG autonoma che sostiene i Paesi membri nell’attuazione delle riforme, incluse quelle segnalate nelle raccomandazioni specifiche della Commissione, nell’ambito del Semestre europeo.
“Siamo molto fieri di lavorare in tutti i settori e tutti gli Stati Membri. Non siamo una DG dedicata a un’area specifica”, sottolinea il Direttore generale della DG REFORM, ricordando che i programmi non prevedono una pre-allocazione dei fondi per Paese. I criteri di selezione dei progetti sono elencati nelle norme e includono “la qualità della riforma proposta e la capacità dell’amministrazione dello Stato membro beneficiario di realizzarla”.
Come indicato da Nava, i risultati conseguiti in questi anni sono “incoraggianti sia per l’ampiezza dell’attività svolta, ma anche per la profondità di alcune riforme”. “Sono convinto – aggiunge – che abbiamo fatto la differenza in tanti Stati Membri dell’UE”.
Tramite lo Strumento di Supporto Tecnico (STI), la Commissione UE sostiene anche gli Stati membri nella preparazione e nell’attuazione dei rispettivi Piani di Ripresa e Resilienza. Finora, più di 400 progetti approvati nell’ambito dello STI sono legati alla preparazione o all’attuazione dei PNRR dei 27 Stati membri.
Nava spiega che la DG sostiene i Paesi sul Next Generation EU in tre modi: la preparazione complessiva o l’attuazione dei PNRR attraverso strumento orizzontali (es. Audit, reporting); il sostegno all’attuazione di singole riforme tematiche e investimenti contenuti nei PNRR; il sostegno tecnico a riforme aggiuntive correlate ai piani.
Come indicato dal funzionario della Commissione UE, le principali aree dove gli Stati Membri chiedono il sostegno alla DG REFORM sono pubblica amministrazione; transizione digitale e transizione verde; sanità pubblica; settore finanziario e accesso ai finanziamenti; mercato del lavoro, protezione sociale e migrazione.
I cittadini guardano all’Europa per le riforme e per affrontare le crisi
Il ruolo della DG REFORM è divenuto quindi cruciale per i Paesi europei. In un momento storico caratterizzato da una serie di crisi epocali, dalla pandemia di Covid-19 alla guerra in Ucraina, per Nava è dunque importante avere “uno strumento con cui l’Europa può aiutare”.
Una richiesta che proviene dagli stessi cittadini europei. L’indagine condotta nell’aprile scorso dal primo Eurobarometro Flash sulle riforme realizzato dalla Commissione nei 27 Stati Membri ha mostrato, infatti, che i cittadini dell’UE apprezzano che l’Europa fornisca agli Stati membri competenze e aiuto nella progettazione e realizzazione di riforme in una vasta gamma di settori d’intervento. Più della metà si è detto convinto che le istituzioni europee possano aiutare i propri Paesi a risolvere i problemi legati alla burocrazia e alla pubblica amministrazione. Altro dato importante è quello legato al dialogo tra gli Stati nell’ambito delle riforme, con il 42 % degli europei che ritiene che l’UE potrebbe promuovere lo scambio di buone pratiche tra i Paesi. In base all’indagine l’UE è inoltre cruciale nei momenti di crisi. In base al sondaggio, gli europei ritengono che le riforme siano più necessarie nella sanità pubblica (56%) e nell’istruzione (50%). Mentre in 11 Stati membri, oltre il 60% dei cittadini sollecita riforme della sanità pubblica.
Per Nava, questi dati dimostrano “la maturità dei cittadini europei”, che hanno compreso che le crisi non possono essere affrontate dai singoli Paesi. “E’ difficile che un governo sia capace di risolvere qualunque crisi in qualunque settore, mentre se più paesi mettono assieme le proprie capacità, è più facile che possano trovare soluzioni comuni per risolvere una crisi, osserva il funzionario della Commissione europea. L’indagine dell’Eurobarometro “dimostra che quello che stiamo facendo è positivo e va bella direzione auspicata dai cittadini”.
Alcune “milestones”
Ad oggi sono stati oltre 1.500 i progetti di riforma condotti nei 27 Stati membri prima dal servizio SRSS e in seguito dalla DG REFORM tramite il Technical Support Instrument (TSI).
Tra i progetti più evocativi sostenuti dalla DG REFORM vi è il la riforma della giustizia a Cipro. Grazie al supporto della Commissione, infatti, Cipro ha varato una riforma epocale, la prima in 60 anni, che finalmente permetterà di ridurre i tempi delle procedure civili nel paese con benefici tangibili sia per i cittadini, che per le imprese.
Un’altra iniziativa è PACE (acronimo di Public Administration Cooperation Exchange), una sorta di “Erasmus” che mira a promuovere la cooperazione e gli scambi tra funzionari pubblici dei vari Stati membri per sviluppare la capacità amministrativa e preparare la prossima generazione di responsabili amministrativi nell’Unione europea.
Il funzionario della Commissione cita anche l’Accademia dell’UE per la vigilanza sulla finanza digitali (EU Supervisory Digital Finance Academy, EU-SDFA), con sede presso lo European University Institute di Fiesole. L’iniziativa mira a sostenere le autorità di vigilanza finanziaria nel far fronte ai rischi e alle opportunità associati all’uso di tecnologie avanzate nel settore finanziario.
Un altro esempio del sostegno fornito ai vari Paesi è quello legato al piano REPowerEU. Per contrastare la crisi energetica scaturita dall’aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina la DG REFORM ha fornito supporto a 18 paesi (Italia compresa) che ne avevano fatto richiesta per individuare le riforme e le misure pi appropriate per ridurre la dipendenza dal gas russo, investire nelle rinnovabili e aumentare il risparmio energetico.
Il fenomeno migratorio: dalla gestione della crisi una nuova opportunità
La DG REFORM sta inoltre portando avanti con successo una serie di progetti che riguardano il delicato fenomeno dell’immigrazione e dell’integrazione dei migranti nel mercato del lavoro.
Come indicato da Nava, prima della guerra in Ucraina la DG aveva lanciato una “flagship” (iniziativa faro) dedicata all’integrazione dei migranti. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina e la successiva crisi umanitaria, le iniziative sono passate dalla semplice accoglienza all’inclusione nel mercato del lavoro, con l’avvio di progetti incentrati sull’individuazione delle competenze (skills) dei richiedenti asilo per poterle dare opportunità di crescere professionalmente durante il loro esilio ed essere più autonomi.
“Si tratta di un’iniziativa che incoraggia il dialogo tra i paesi europei. Questo è importantissimo, perché il riconoscimento delle qualifiche e l’accesso dei migranti e dei richiedenti asilo a certe professioni, è un ambito in cui avere un tavolo comune dove parlarsi è fondamentale”, osserva Nava.
Secondo il funzionario della Commissione europea, quello che era nato come un piano per “gestire” l’emergenza migratoria e che si presentava come “unidirezionale”, sta invece progressivamente divenendo bidirezionale “con benefici per le nostre economie, al fine di attrarre i migliori talenti nel mercato del lavoro europeo provenienti dai paesi terzi in settori specializzati in cui l’UE fatica a trovare lavoratori.
Tra i progetti, Nava cita quello realizzato a partire dal 2022 in Polonia volto a facilitare l’inclusione sociale e nel mercato del lavoro dei cittadini di Paesi terzi, con particolare attenzione ai richiedenti asilo provenienti dall’Ucraina.
Inoltre, tramite lo Strumento di Sostegno Tecnico la Commissione sta aiutando la Romania ad accelerare l’accesso ai servizi essenziali per le persone in fuga dall’Ucraina, compreso l’accesso all’istruzione per i bambini ucraini e la loro integrazione all’interno delle scuole rumene.
Il progetto, che prevede l’utilizzo di nuove tecnologie per la didattica, si sta rivelando molto utile per l’integrazione tra bambini ucraini e rumeni, con immediati benefici per entrambi.
Il progetto include la sperimentazione di attività di sostegno all’apprendimento nei centri educativi; l’esame e il confronto dei curricula scolastici ucraini con quelli rumeni nelle varie materie; la creazione di un quadro di valutazione dell’iscrizione dei bambini ucraini nelle scuole.
Un’altra iniziativa dedicata ai migranti riguarda la Grecia che vede la Commissione impegnata al fianco del governo di Atene ad attuare le riforme per migliorare le condizioni di accoglienza dei richiedenti asilo. Nello specifico, la DG REFORM ha aiutato il governo greco a creare un sistema di accoglienza permanente per i richiedenti asilo vulnerabili, interamente gestito dallo Stato, per dare la possibilità ai rifugiati e alle loro famiglie di accedere a un tetto e a servizi di accoglienza dignitosi.
Il progetto, che secondo Nava può essere replicato anche in altri Paesi, ha portato al miglioramento delle condizioni e delle procedure di accoglienza dei migranti, per uscire dai campi sovraffollati, spesso caratterizzati da una situazione igienico sanitaria al limite.
Nello specifico, la collaborazione tra la DG REFORM e il governo di Atene ha portato all’istituzione di un sistema sostenibile per l’alloggio delle famiglie con minori e una serie di raccomandazioni sull’assistenza economica con l’erogazione di una carta prepagata per consentire l’accesso ad alcuni servizi essenziali.
“Questo progetto, che abbiamo portato avanti con il governo di Atene dimostra come le nostre iniziative hanno molto successo quando a crederci è anzitutto l’esecutivo” del Paese interessato, osserva il funzionario della Commissione europea.
I progetti realizzati in Italia
L’Italia ha finora beneficiato di 82 progetti finanziati dallo STI e dal programma di sostegno alle riforme strutturali, di cui 16 multi-Paese.
Nello specifico, il sostegno offerto dalla DG REFORM ha riguardato un’ampia gamma di settori, tra cui la pubblica amministrazione, la spesa pubblica, l’alfabetizzazione finanziaria, l’assistenza sanitaria e l’istruzione. Un’attenzione particolare è stata rivolta alla digitalizzazione dei servizi pubblici.
Tra le iniziative importanti che stanno dando una serie di frutti, c’è la riforma del mercato dei capitali, che ha l’obiettivo di frenare l’esodo crescente di aziende quotate dalla Borsa italiana. Nel 2018 il Governo italiano ha inviato una richiesta di supporto alla Commissione.
In un rapporto pubblicato nel 2020, la Commissione e l’OECD hanno indicato al Governo le possibili aree di intervento e le misure da realizzare. Tre anni dopo è stato varato un disegno di legge per sostenere la competitività dei capitali e rendere Piazza Affari più attrattiva che trae inspirazione da quel rapporto e le sue raccomandazioni.
Il ddl è stato varato dal Consiglio dei ministri l’11 aprile 2023 e ha iniziato il suo iter parlamentare. Il tema è stato anche al centro del convegno “Il mercato italiano dei capitali: quale futuro?” organizzato lo scorso 4 aprile dall’Università Bocconi, dalla Commissione europea (DG REFORM) e dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).
“Questo percorso di riforma è durato in tutto cinque anni”, sottolinea Nava, secondo cui è importante comprendere che le riforme “richiedono tempo” per essere realizzate.
“Il lavoro della DG REFORM ha il pregio di accompagnare, aiutando gli Stati membri a tenere il ritmo anche attraverso gli inevitabili cicli politici”, sottolinea il funzionario della Commissione UE, che fa un paragone sportivo con la maratona, dove per completare i 42 chilometri “l’importante è tenere il passo”, a maggior ragione “se il progetto di riforma coinvolge altri Paesi”.

